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Renato Solmi

germanista, traduttore e insegnante italiano

BiografiaModifica

Figlio di Sergio, si laureò all'Università degli Studi di Milano in storia greca con una tesi su Platone in Sicilia. Dopo la laurea fu borsista nell'anno accademico 1949-50 all'Istituto italiano per gli studi storici[1]. Dal 1952 frequentò in diverse occasioni la Scuola di Francoforte, dove ascoltò le lezioni di Theodor Adorno e Max Horkheimer. Nel 1951 iniziò a lavorare per la casa editrice Einaudi, dalla quale fu licenziato nel 1963, quando le divergenze politiche nel consiglio editoriale della casa editrice torinese tra "conservatori" (Cantimori, Bobbio e lo stesso Giulio Einaudi) e "avventuristi" (Solmi e Panzieri) esplosero in seguito al rifiuto dei primi di pubblicare il libro di Goffredo Fofi su L'immigrazione meridionale a Torino (Il libro uscì poi per Feltrinelli)[2]. Da allora Solmi ha insegnato presso i licei di Aosta e Torino, continuando il suo lavoro di studioso (con pubblicazioni su giornali e riviste quali "Quaderni Rossi", "Quaderni Piacentini", "Il Mulino", "Nuovi Argomenti", "il manifesto", "L'Indice dei libri del mese"); la maggior parte dei suoi saggi sono stati raccolti in Autobiografia documentaria: scritti 1950-2004 (Macerata, Quodlibet, 2007), vincitrice nel 2008 del Premio Pozzale Luigi Russo [3]. Più importante la sua attività come germanista e traduttore: in quest'ultimo campo emergono le traduzioni di Il giovane Hegel e i problemi della societa capitalistica di György Lukács (Torino, Einaudi, 1959), Essere o non essere di Günther Anders (Torino, Einaudi, 1961), Angelus Novus di Walter Benjamin (Torino Einaudi 1962), L'abicì della guerra di Bertolt Brecht (Torino, Einaudi, 1975), Dialettica dell'illuminismo di Theodor Adorno e Max Horkheimer (Torino, Einaudi, 1966) Il romanzo dell'artista nella letteratura tedesca di Herbert Marcuse (Torino, Einaudi, 1985), le Lettere di prigionieri di guerra italiani, 1915-1918 di Leo Spitzer (Torino, Boringhieri, 2014), tutte più volte ristampate [4]. Particolare rilevanza ebbe la traduzione e l'introduzione ai Minima Moralia (Torino, Einaudi, 1954, più volte ristampata), di cui scrisse Franco Fortini: "Leggere le cinquanta pagine introduttive è chiedersi come un giovane da poco uscito d'università abbia potuto scrivere pagine di tanta assoluta intelligenza e lucidità storica; e come simile risultato si sia dato in una situazione politica e intellettuale di chiusura, di dimissione e irrigidimento" [5].

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN54960138 · ISNI (EN0000 0000 9179 5806 · SBN IT\ICCU\CFIV\064666 · LCCN (ENno95026664 · GND (DE11952838X · BAV ADV12204207 · WorldCat Identities (ENno95-026664