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Romano Maria La Russa

politico italiano
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Romano Maria La Russa

Eurodeputato
Legislature VI
Gruppo
parlamentare
Unione per l'Europa delle Nazioni
Circoscrizione Nord-ovest
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Alleanza Nazionale
Professione imprenditore

Romano Maria La Russa (Paternò, 11 gennaio 1952) è un politico italiano, figlio di Antonino La Russa (senatore del Movimento Sociale Italiano) e fratello minore di Vincenzo La Russa (deputato della Democrazia Cristiana) e Ignazio La Russa (ex-ministro della Difesa).

Indice

BiografiaModifica

È stato consigliere comunale di Cinisello Balsamo e di Sesto San Giovanni, consigliere regionale della Lombardia (dal 1995 al 2004) e capogruppo di Alleanza Nazionale alla Regione.

È stato deputato del Parlamento europeo tra il 2004 e il 2009 per la lista di Alleanza Nazionale nella circoscrizione nord-ovest, ricevendo 66 000 preferenze, iscritto al gruppo Unione per l'Europa delle Nazioni.

Al parlamento europeo è stato vicepresidente della Delegazione per le relazioni con l'Iran; membro della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni; della Commissione per i problemi economici e monetari; della Delegazione per le relazioni con gli Stati del Golfo, compreso lo Yemen.

Nel 2010 viene eletto consigliere regionale in Lombardia per il Popolo della Libertà con 9539 preferenze.

Dal 29 marzo 2010 è Assessore regionale alla Sicurezza e Protezione Civile della Regione Lombardia nel quarto mandato di Roberto Formigoni. Durante un'intervista radiofonica, nel settembre 2011, ha dichiarato di ammirare tuttora il fascismo[1].

Nel 2013 passa a Fratelli d'Italia - Centrodestra Nazionale, con cui si ricandida al consiglio regionale, ottenendo però solo 1 761 preferenze e non venendo quindi eletto[2].

Si ricandida, sempre con Fratelli d'Italia, alle elezioni regionali del 2018 e alla Camera, ma non sarà eletto da nessuna delle due parti.

Provvedimenti giudiziariModifica

Dal 19 marzo 2012 è indagato per l'affare ALER (l'ente che gestisce le case popolari) ossia per finanziamenti illeciti ai partiti[3].

Con La Russa è indagato il genero Marco Osnato, anche lui del Pdl. Secondo l'accusa, La Russa avrebbe ricevuto contributi elettorali illegali per le Regionali del 2010 e le Provinciali di Vercelli del 2011; Osnato per le Comunali milanesi del 2011[4].

nell'ottobre del 2013 viene totalmente prosciolto dalle accuse per cui era indagato , per non aver commesso il fatto [5]

DichiarazioniModifica

Nel marzo 2012 La Russa ha dichiarato a Radio 24, nella trasmissione La Zanzara che l'omosessualità è una «malattia, da cui si può uscire ed essere curati [...][6] c'è il depravato, certamente, e c'è chi è affetto da questa malattia».

NoteModifica

  1. ^ «Ho simpatia per il fascismo» - Video - Corriere TV
  2. ^ LOMBARDIA - Regionali - Elezioni politiche e regionali del 24 e 25 febbraio 2013, Ministero dell'Interno. URL consultato il 2 aprile 2013.
  3. ^ Inchiesta Aler, indagato Romano La Russa, Corriere Milano, 19 marzo 2012. URL consultato il 19 marzo 2012.
  4. ^ Sia La Russa che Osnato saranno assolti per questa accusa, La Russa con rito abbreviato e Osnato con sentenza addirittura di non luogo a procedere. Lombardia, l'assessore Romano La Russa indagato per finanziamento illecito al Pdl | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano
  5. ^ Milano, prosciolto Romano La Russa: "Non ci furono finanziamenti illeciti" - Milano - Repubblica.it, in Milano - La Repubblica, 7 ottobre 2013. URL consultato il 7 novembre 2018.
  6. ^ Il Fatto Quotidiano - Romano La Russa: Gay malati, ma possono essere curati

Voci correlateModifica

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