Apri il menu principale
Salmezza
frazione
Salmezza – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
ComuneNembro-Stemma.png Nembro
Territorio
Coordinate45°46′55″N 9°43′55″E / 45.781944°N 9.731944°E45.781944; 9.731944 (Salmezza)Coordinate: 45°46′55″N 9°43′55″E / 45.781944°N 9.731944°E45.781944; 9.731944 (Salmezza)
Altitudine1 030 m s.l.m.
Abitanti8[1] (2001)
Altre informazioni
Cod. postale24027
Prefisso035
Fuso orarioUTC+1
PatronoSan Barnaba
Giorno festivo11 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Salmezza
Salmezza

Salmezza (Salmègia in dialetto bergamasco[2]) è una frazione del comune di Nembro, in provincia di Bergamo.

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Il piccolo borgo di Salmezza si trova in una conca naturale situata ad un'altezza di circa 1.000 m s.l.m. tra il monte Podona ed il monte Filaressa, rilievi posti sul versante orografico destro della val Seriana. Poco distante dall'altopiano di Selvino e dallo spartiacque con la val Serina (tributaria della val Brembana), conserva le caratteristiche di borgo alpino con cascinali ed abitazioni rustiche, muri in pietra a secco ed ampie distese erbose, il tutto inserito in un contesto naturalistico d'alto profilo.

Il nucleo abitativo è dominato dalla piccola chiesa di san Barnaba che, edificata nel corso del XVI secolo, fa da sempre riferimento alla parrocchia di Selvino.

La rete viaria di Salmezza è molto semplice e composta da due sole vie d'accesso: una proveniente da Selvino e l'altra da Sambusita (frazione di Algua). Vi sono inoltre numerosi sentieri e mulattiere, che collegano la località con Lonno, Monte di Nese, Miragolo (frazione di Zogno) e Sambusita.

StoriaModifica

 
La piccola chiesa di San Barnaba

Se il presente vede Salmezza come piccola frazione quasi disabitata e dimenticata, il passato rivela invece un borgo florido percorso da traffici commerciali fin dall'epoca medievale.

Da questi luoghi passava difatti la via Mercatorum, utilizzata da commercianti e viandanti per raggiungere la val Brembana, in quei tempi difficilmente raggiungibile utilizzando gli impervi sentieri del fondovalle.

Questa strada lastricata si sviluppava nel suo tratto iniziale in val Seriana: dopo aver raggiunto il paese di Nembro, guadagnava quota toccando Lonno, da cui si saliva fino a Salmezza. Da qui In breve si giungeva a Selvino, per poi scendere verso Trafficanti (frazione di Costa Serina) e quindi giungere a Serina.

 Lo stesso argomento in dettaglio: via Mercatorum.

Salmezza prosperava soprattutto grazie alla presenza di locande che ospitavano i viandanti, di stazioni per il cambio dei cavalli e di edifici di dogana. Molto probabilmente vi erano anche collocati alcuni edifici adibiti a deposito del sale, da cui deriverebbe appunto il toponimo[3]. Un'altra ipotesi, meno attendibile, riguardante l'origine dello stesso è data dal Tiraboschi, secondo il quale deriverebbe da salmesa, stante ad indicare l'origine di una sorgente (da sal, sorgente e mes, abitazione), di origine celtica[4].

 
Vista del borgo

Citato negli statuti cittadini del 1248, Salmezza viene indicato come aggregato a Nembro già nel XIV secolo. Il legame amministrativo tra le due località, nonostante siano distanti l'una dall'altra quasi sei chilometri di scoscesi pendii (che salgono a dodici se si volesse percorrere la strada carrozzabile), pur essendo Salmezza molto più vicina, tra gli altri, a Selvino, è anch'esso dovuto alla via Mercatorum che, oltre a permettere un buon collegamento tra le due località, garantiva ingenti introiti al capoluogo, politicamente più influente rispetto ai comuni vicini.

È documentato che successivamente, tra il XVI ed il XVII secolo, il borgo di Salmeggia abbia anche agito, per la gestione del territorio e l'usufrutto dei boschi e delle zone circostanti, in comune accordo con Selvino e Miragolo, opponendosi alle richieste avanzate dal paese di Costa Serina.

Nel XVI secolo il nome di Salmezza oltrepassò i confini della provincia di Bergamo grazie al pittore Enea Salmeggia (detto Il Talpino). Di umili origini, nacque nel borgo in una data compresa tra il 1546 ed il 1558, adottò de facto come cognome il toponimo del luogo natale. Morto a Bergamo nel 1626, tra le sue opere, disseminate in tutta la Lombardia, spicca il noto Madonna in trono col Bambino e Santi, ora custodita presso la Pinacoteca di Brera.

 Lo stesso argomento in dettaglio: Enea Salmeggia.

Nel 1831 è documentato che vi fosse una scuola elementare, inizialmente gestita da religiosi e divenuta poi comunale. Questa venne chiusa nel 1931 in seguito allo spopolamento che colpì il borgo, al pari di numerose altre realtà montane, con gli alunni che vennero indirizzati a Selvino.

In quell'anno la popolazione contava soli 32 abitanti, numero in continua diminuzione fino ai giorni nostri, senza che il fenomeno venisse mai arrestato.

NoteModifica

  1. ^ Comune di Nembro anno 2018 dati statistici (PDF), su nembro.net. URL consultato il 15 agosto 2019. Dopo il 2001 i dati sui residenti sono accorpati con Lonno e Trevasco.
  2. ^ Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  3. ^ Giovanni Bergamelli, op. cit. pg.40
  4. ^ U.Zanetti, op.cit. pg. 164

BibliografiaModifica

  • Paesi e luoghi di Bergamo. Note di etimologia di oltre 1.000 toponimi, Umberto Zanetti. Bergamo, 1985
  • Atlante storico del territorio bergamasco, Monumenta Bergomensia LXX, Paolo Oscar e Oreste Belotti.
  • Rapporto tra il capoluogo, le sue contradee e le sue frazioni, Giovanni Bergamelli. Nembro, 2003

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica