San Giovanni Incarico

comune italiano

San Giovanni Incarico è un comune italiano di 3 064 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.

San Giovanni Incarico
comune
San Giovanni Incarico – Stemma
San Giovanni Incarico – Bandiera
San Giovanni Incarico – Veduta
San Giovanni Incarico – Veduta
Localizzazione
StatoBandiera dell'Italia Italia
Regione Lazio
Provincia Frosinone
Amministrazione
SindacoPaolo Fallone (lista civica) dal 12-6-2017 (2º mandato dal 13-6-2022)
Territorio
Coordinate41°30′N 13°33′E
Altitudine200 m s.l.m.
Superficie24,71 km²
Abitanti3 064[1] (30-6-2022)
Densità124 ab./km²
Comuni confinantiArce, Ceprano, Colfelice, Falvaterra, Pastena, Pico, Pontecorvo, Roccasecca
Altre informazioni
Cod. postale03028
Prefisso0776
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT060064
Cod. catastaleH917
TargaFR
Cl. sismicazona 2B (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona D, 1 499 GG[3]
Nome abitantisangiovannesi
Patronosan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Giovanni Incarico
San Giovanni Incarico
San Giovanni Incarico – Mappa
San Giovanni Incarico – Mappa
Posizione del comune di San Giovanni Incarico nella provincia di Frosinone
Sito istituzionale

Geografia fisica

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Territorio

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San Giovanni Incarico è un comune situato nella parte sud della Valle del Liri.

Il lago di San Giovanni Incarico, di natura artificiale, è stato formato a metà degli anni Quaranta, dalla costruzione di una diga per una centrale idroelettrica sul fiume Liri che attraversava l'intero paese.

Classificazione climatica: zona D, 1499 GR/G

Si ritiene che il paese sia stato fondato dalla distruzione di Fabrateria Nova da parte dei Longobardi durante metà del V secolo. Gli abitanti di Fabrateria Nova infatti, dopo l'invasione dei longobardi, si rifugiarono sulle pendici dell'attuale Colle Formale (un tempo chiamato Colle San Maurizio) che tuttora domina l'intero paese.

Sulla cima del Colle San Maurizio sorge il santuario della Madonna della Guardia, considerata dalla comunità cristiana di San Giovanni Incarico compatrona del paese, insieme a san Giovanni Battista che è il patrono.

All'inizio del X secolo, mentre il paese era sotto il dominio feudale di Atenolfo II di Gaeta, sul colle sorgeva una piccola chiesa dedicata a san Maurizio, ma questa venne chiusa al culto in seguito all'abbandono. Successivamente il paese, separatosi da Pontecorvo nel 1053, passò sotto la podestà di Riccardo dell'Aquila. Con le invasioni saracene, avvenute durante il secolo XI, sulla sommità del colle vi fu stabilita una vedetta per avvisare in tempo la popolazione di eventuali minacce imminenti. Fu allora che nella chiesa, sorta inizialmente in onore di san Maurizio, vi fu collocata una statua della Madonna, chiamata appunto Madonna della Guardia perché fungesse da guardiana dalle invasioni al piccolo paese.
A partire dal XVI secolo entrò a far parte dei possedimenti della casa Farnese per passare nel secolo XVIII nell'amministrazione degli Stati mediceo farnesiani.

Fino all'unità d'Italia rimase sotto la giurisdizione del Regno delle Due Sicilie, nella regione denominata "Terra di Lavoro". Sulla piazza principale del paese infatti, si può ammirare la fontana cosiddetta "borbonica", fatta erigere da Ferdinando IV di Borbone, come attesta l'iscrizione posta su di essa. Inoltre al confine con il comune di Falvaterra, sono ancora visibili i cippi confinanti che delimitivano il territorio dello Stato Pontificio da quello del Regno di Napoli.

Simboli

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Nello stemma comunale sono rappresentati san Giovanni Battista e un agnello, posti su una campagna diminuita di rosso. Il gonfalone è un drappo bianco con la bordatura di azzurro.

Onorificenze

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«Centro situato sulla linea Gustav, durante l'ultimo conflitto mondiale si trovò al centro degli opposti schieramenti, subendo ogni sorta di violenza dalle truppe tedesche e marocchine e continui e devastanti bombardamenti da parte alleata che causarono la morte di numerosissimi cittadini e la quasi totale distruzione dell'abitato. La popolazione, che con grande spirito di solidarietà aveva accolto gli sfollati dei paesi vicini, fu a sua volta costretta a trovare scampo in rifugi occasionali. San Giovanni Incarico (FR), 1943 - 1944»
— 10 marzo 2004[4]

Monumenti e luoghi d'interesse

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  • Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista
  • Santuario Madonna della Guardia
  • Palazzo baronale Cayro-Santoro
  • Torre quadrangolare e centro storico
  • Fontana borbonica

Aree naturali

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Società

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Foto di inizio XIX secolo mostrante torri petrolifere in legno dell'area mineraria di San Giovanni Incarico

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[5]

Religione

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La popolazione professa per la maggior parte la religione cattolica nell'ambito della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo

Economia

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Di seguito la tabella storica elaborata dall'Istat a tema Unità locali, intesa come numero di imprese attive, ed addetti, intesi come numero di addetti delle imprese locali attive (valori medi annui).[6]

2015 2014 2013
Numero imprese attive % Provinciale Imprese attive % Regionale Imprese attive Numero addetti % Provinciale Addetti % Regionale Addetti Numero imprese attive Numero addetti Numero imprese attive Numero addetti
San Giovanni Incarico 117 0,35% 0,03% 243 0,23% 0,02% 109 232 122 252
Frosinone 33.605 7,38% 106.578 6,92% 34.015 107.546 35.081 111.529
Lazio 455.591 1.539.359 457.686 1.510.459 464.094 1.525.471

Nel 2015 le 117 imprese operanti nel territorio comunale, che rappresentavano lo 0,35% del totale provinciale (33.605 imprese attive), hanno occupato 243 addetti, lo 0,23% del dato provinciale; in media, ogni impresa nel 2015 ha occupato due addetti (2,08).

Infrastrutture e trasporti

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Ferrovie

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 È raggiungibile dalla stazione di Isoletta-San Giovanni Incarico.

Amministrazione

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Nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Frosinone, San Giovanni Incarico passò dalla provincia di Caserta a quella di Frosinone.

Fa parte della Comunità Montana XVI Monti Ausoni di Pico.

  1. ^ Bilancio demografico mensile anno 2022 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Conferimento di onorificenze al merito civile - Anno 2003, 2004 e 2005, in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, n. 292, 16 dicembre 2006, p. 6.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Atlante Statistico dei comuni dell'Istat, su asc.istat.it. URL consultato il 27 gennaio 2020 (archiviato dall'url originale il 14 gennaio 2020).

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Collegamenti esterni

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