Senato (Romania)

camera del parlamento rumeno
Senato della Romania
Senatul României
Coat of arms of the Senate of Romania.jpg
StatoRomania Romania
TipoCamera alta del Parlamento della Romania
Istituito1864
PresidenteRobert Cazanciuc (PSD)
(ad interim)
Vicepresidenti
Senate of Romania, 2016-2020.svg
Gruppi politiciMaggioranza[1]
  •      PNL (31)

Opposizione[1]

SedePalazzo del Parlamento, Bucarest
IndirizzoStrada Izvor, 2-4
Sito webwww.senat.ro

Il Senato della Romania (in rumeno: Senatul României) è la camera alta del Parlamento bicamerale della Romania.

Creato originariamente nel 1864, è stato reintrodotto nell'ordinamento istituzionale rumeno nel 1990, dopo la soppressione avvenuta nel 1940.

I senatori sono eletti ogni quattro anni tramite suffragio universale diretto. La legislatura in carica è composta da 136 senatori, eletti utilizzando un sistema proporzionale.

Ha sede a Bucarest nel Palazzo del Parlamento, che ospita anche la Camera dei deputati.

StoriaModifica

Una prima forma di parlamentarismo apparve nel 1856 nei due principati di Valacchia e Moldavia, che nel 1862 si unirono per formare il Principato di Romania. In conseguenza del plebiscito tenutosi tra il 23 maggio e il 7 giugno 1864, a partire dal dicembre 1864 alla preesistente Assemblea dei deputati fu affiancata una seconda camera composta da 73 membri, definita Corpul ponderator, che aveva compiti di controllo costituzionale delle leggi. La nuova camera alta fu formata da membri di diritto, appartenenti al clero e ad alcune autorità pubbliche, e da membri indicati direttamente dal domnitor Alexandru Ioan Cuza[2].

La Costituzione del 1866 ratificò la nascita di un parlamento separato in due camere, Assemblea dei deputati e Senato, in cui gli eletti erano rappresentati in base ad un sistema censitario[3][4]. In seno al Senato esistevano anche alcuni membri di diritto, come l'erede al trono e le alte gerarchie della chiesa ortodossa. Ogni distretto della Romania eleggeva due senatori per un mandato di 8 anni, mentre le Università di Bucarest e Iași nominavano ognuna un proprio rappresentante in Senato[2].

La Costituzione del 1923 rafforzò i poteri del parlamento[3]. Secondo il nuovo testo i senatori erano eletti per un mandato di quattro anni, in base al suffragio universale maschile, che era stato introdotto nel 1919[2][5]. Oltre ai senatori eletti nelle circoscrizioni, erano previsti anche membri di diritto (rappresentanti dei culti e alti funzionari pubblici[6]) e altri scelti dalle camere professionali (camere di commercio, industria, lavoro e agricoltura) e dalle università di Bucarest, Iași, Cluj e Cernăuți[2].

Nel 1938 il re Carlo II impose un regime di monarchia autoritaria, che rese il parlamento un'istituzione decorativa. Nel Senato risultante dalla Costituzione del 1938, infatti, figuravano una serie di senatori di diritto facenti parte della famiglia reale, altri nominati direttamente dal sovrano e altri eletti in base ad un sistema corporativista[2].

Nel 1940 l'avvento della dittatura di Ion Antonescu sospese le attività parlamentari, che furono riprese solo nel 1946. Un decreto del luglio 1946, tuttavia, abolì il Senato e istituì una singola camera, successivamente denominata Grande Assemblea Nazionale dalla Costituzione del 1948 della Repubblica Socialista di Romania[2][3][4].

Nel 1990 il governo provvisorio consentì la celebrazione di elezioni per un'assemblea costituente composta da due rami, Camera dei deputati e Senato, che rimasero in carica per due anni. La Costituzione del 1991, fondata su principi democratici, decretò l'istituzione di un parlamento bicamerale[3][4][2].

Nel 2009, su iniziativa del Presidente della Romania Traian Băsescu, si tenne un referendum costituzionale per l'abolizione del Senato e la creazione di un'unica camera composta da 300 deputati. Nonostante il raggiungimento del quorum (con un'affluenza al 50,95% e una percentuale per il «sì» del 77,78%), il referendum ebbe valore esclusivamente consultivo e non fu mai applicato[7][8].

Sede del SenatoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Palazzo del Parlamento (Bucarest).
 
Il Palazzo del Senato, attualmente ministero degli interni, sede del Senato dal 1990 al 2004.
 
Il Palazzo del Parlamento, sede del Senato dal 2004.

Dal 2004 sede del Senato è il Palazzo del Parlamento di Bucarest, che dal 1993 ospita anche la Camera dei deputati[9].

I lavori di costruzione dell'edificio, voluto da Nicolae Ceaușescu come quartier generale per le maggiori istituzioni dello stato socialista, iniziarono nel 1984, mentre allo scoppio della rivoluzione del 1989 erano stati realizzati nella misura del 60% e furono ultimati nel 1996[10].

Precedentemente, a partire dal 1990, la camera alta era stata ospitata nel palazzo sito in Piața Revoluției a Bucarest costruito da Emil Prager su progetto di Emil Nădejde, che dal 1958 al 1989 aveva funzionato come sede del comitato centrale del Partito Comunista Rumeno. Dopo il trasferimento del Senato al Palazzo del Parlamento, nel 2006 l'edificio divenne il nuovo spazio del ministero degli interni[9][11].

La prima sede storica del 1864 del Corpul ponderator fu una piccola costruzione, al 2020 in stato d'abbandono, eretta dopo il 1830 in Calea Șerban Voda (all'epoca Podul Belicuilui) a Bucarest[9][12]. Nel 1869 il Senato si trasferì in uno spazio dedicato all'interno dell'Università di Bucarest. In seguito ad un attentato, nel 1920 la sede fu spostata nel quartiere di Cișmigiu, nel palazzo che oggi ospita il teatro Elisabeta[12].

Sistema di elezione del SenatoModifica

AttualeModifica

L'elezione dei senatori è regolata dalla Legge 208/2015, che prevede che questi siano eletti tramite suffragio universale diretto da parte dei cittadini rumeni che abbiano compiuto almeno 18 anni d'età, così come disposto anche dall'art. 36 della Costituzione. Il mandato dei senatori dura fino al termine della legislatura, tipicamente quattro anni[13][14]. L'età minima per essere eletti è 33 anni (art. 37 della Costituzione)[13][15].

La legge elettorale si basa su un sistema proporzionale a liste bloccate, con una soglia di sbarramento al 5% per i singoli partiti e una variabile tra l'8 e il 10% per le coalizioni, che prevede l'elezione di un deputato ogni 168.000 abitanti (art. 5 della Legge 208/2015)[14][16].

La circoscrizione estero elegge due senatori[15].

PrecedentiModifica

In seguito alla rivoluzione del 1989, il governo provvisorio elaborò una legge elettorale che prescriveva il superamento del monocameralismo, stabilendo la creazione di un Senato che avrebbe agito al fianco della Camera dei deputati. La Legge 92/1990 istituiva un sistema di voto proporzionale a liste bloccate senza soglia di sbarramento per entrambe le camere[17]. Il numero dei senatori dipendeva dalla popolazione residente in ogni singolo distretto della Romania (quattordici senatori per la circoscrizione di Bucarest, due senatori per i distretti fino a 500.000 abitanti, tre senatori per i distretti fino a 750.000 e quattro senatori per i restanti distretti). Potevano candidarsi al Senato i cittadini di almeno 30 anni d'età[17][18][19].

Nel 1992, dopo l'entrata in vigore della Costituzione, il legislatore varò una nuova legge elettorale. La Legge 68/1992 manteneva il sistema di voto proporzionale, con l'elezione di un senatore ogni 160.000 abitanti, ma introduceva una soglia di sbarramento al 3%, inesistente nella precedente legislazione[20]. L'art. 34 della Costituzione del 1991 (precedente la riforma del 2003) prevedeva che avevano diritto al voto i cittadini di almeno 18 anni di età, mentre secondo l'art. 35 per candidarsi al Senato erano necessari 35 anni[16].

La successiva legge elettorale (Legge 373/2004) non impattò significativamente le modalità d'elezione dei senatori, anche se la riforma costituzionale del 2003 abbassò a 33 anni l'età minima per candidarsi per un seggio[21]. Nel 2008 la promulgazione della legge 35/2008, che rimase in vigore fino al 2015, invece, modificò sostanzialmente tali criteri, con l'introduzione di un sistema elettorale misto tra uninominale e proporzionale: candidature e voti erano uninominali, mentre la ripartizione dei seggi era realizzata su base proporzionale con uno sbarramento al 5% (un senatore ogni 160.000 abitanti). La successiva Legge 208/2015 decretò il ritorno al proporzionale e aumentò a 168.000 il numero di abitanti per rappresentante eletto, con l'effetto di ridurre il numero totale dei senatori[16].

Funzionamento generale dell'AssembleaModifica

Come sancito dall'art. 74 della Costituzione il Senato esercita la funzione legislativa. Organizzazione e funzionamento sono disciplinati da un regolamento proprio (art. 64 della Costituzione).

Il Senato lavora in sedute separate dalla Camera. Fanno eccezione alcuni casi, previsti dall'art. 65 della Costituzione, in cui i due rami del parlamento si riuniscono in seduta congiunta, come nel caso di messaggi da parte del Presidente della Romania, dell'approvazione del bilancio dello Stato, della nomina dell'Avvocato del popolo e dei direttori di SIE e SRI, di dichiarazione di guerra, o dell'approvazione dei rapporti del Consiglio superiore della difesa[13].

All'inizio di ogni legislatura il Senato neoeletto si riunisce su convocazione del Presidente della Romania. Fino alla nomina del presidente del Senato e dei membri dell'Ufficio permanente i lavori dell'assemblea sono condotti dal senatore più anziano, con l'assistenza di quattro segretari (art. 4 del regolamento del Senato)[22]. Nella prima seduta il Senato istituisce una commissione per la convalida dei mandati dei senatori, composta da 15 membri. Nel quinto giorno dalla sua istituzione, il Senato si riunisce di diritto per dibattito e voto del rapporto presentato dalla commissione. Il Senato viene dichiarato costituito legalmente dopo la convalida di tre quarti dei senatori (art. 14 del regolamento)[22].

Come previsto dall'art. 66 della Costituzione, il Senato si riunisce in modo ordinario in due sessioni l'anno, una con inizio a febbraio e una con inizio a settembre[13].

Il Senato è l'assemblea di prima lettura per i progetti di legge ordinaria o di legge organica riguardanti i campi espressamente stabiliti dall'art. 75 della Costituzione e richiamati dall'art. 92 del regolamento. Tra questi:

  • Territorio
  • Cittadinanza
  • Simboli nazionali
  • Uguaglianza dei diritti
  • Diritto alla proprietà privata
  • Giuramento dei deputati e dei senatori
  • Sistema elettorale
  • Finanziamento ai partiti politici
  • Organizzazione di referendum
  • Regime di stato di mobilitazione dell'esercito
  • Stato d'assedio e stato d'emergenza
  • Infrazioni e pene
  • Amnistia e grazia collettive
  • Statuto dei funzionari pubblici
  • Regime giuridico riguardante proprietà ed eredità
  • Regime giuridico riguardante rapporti di lavoro, sindacati, patronati e protezione sociale
  • Minoranze etniche
  • Culti
  • Proroga del mandato del presidente della Romania
  • Consiglio economico e sociale

In qualità di assemblea di prima lettura, si esprime normalmente entro 45 giorni (o 60 nel caso di leggi particolarmente complesse) e entro 30 giorni per l'approvazione delle ordinanze d'urgenza. Superati tali termini i progetti di legge vengono trasmessi automaticamente alla Camera (art. 93 del regolamento)[22].

I progetti di legge sono sottoposti a dibattito sentito il parere del Consiglio legislativo (art. 94 del regolamento). Questi sono trasmessi per esame dall'Ufficio permanente alle commissioni permanenti, che analizzano anche eventuali emendamenti proposti dai senatori. I progetti di legge sui quali le commissioni permanenti hanno stilato un rapporto, che contiene pareri e indicazioni, vengono inseriti nell'ordine del giorno del Senato per dibattito e votazione. I progetti di legge approvati o respinti in qualità di prima camera di lettura, vengono trasmessi alla Camera. Quelli adottati, in cui il Senato rappresenta l'assemblea decisionale, prima della promulgazione vengono registrati presso la segreteria generale del Senato, in modo da permettere eventuali ricorsi alla Corte costituzionale da parte degli organi autorizzati (art. 147 del regolamento). La legge, quindi, viene trasmessa alla Camera dei deputati per la realizzazione delle formalità di promulgazione[22].

Nel caso di appello alla Corte costituzionale, se questa dovessere ritenere un provvedimento illegittimo, il Senato deve esaminare nuovamente il progetto di legge per correggere i punti ritenuti incostituzionali, in base ad un rapporto redatto dalla commissione per la costituzionalità (art. 150 del regolamento). Prima della promulgazione il Presidente della Romania può chiedere al parlamento di riesaminare una legge. In tal caso il Senato ha a disposizione 30 giorni per procedere (art. 151 del regolamento)[22].

Organi parlamentariModifica

Presidente del SenatoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Presidente del Senato rumeno e Presidenti del Senato rumeno.

Il presidente del Senato è eletto all'inizio di ogni legislatura per l'intera durata del mandato del parlamento.

Il suo ruolo è quello di presiedere le sedute dell'assemblea e dell'Ufficio permanente, mantenendo l'ordine in aula, fare rispettare il regolamento del Senato e stabilire l'ordine delle votazioni, garantendo il funzionamento dell'istituzione.

Ha il diritto di rivolgersi alla Corte costituzionale per la verifica della legittimità delle leggi.

Nel caso in cui il ruolo di Presidente della Romania sia vacante o il titolare dell'incarico sia sospeso dalle funzioni, il presidente del Senato assume ad interim il ruolo di capo di Stato (art. 98 della costituzione).

Dopo la sospensione di Teodor Meleșcanu, dal febbraio 2020 la presidenza è vacante. L'attuale presidente ad interim è il vicepresidente Robert Cazanciuc (Partito Social Democratico), nominato il 9 aprile 2020[23].

Ufficio permanenteModifica

L'Ufficio permanente (in rumeno: Biroul permanent) è composto dal presidente del Senato, quattro vicepresidenti, quattro segretari e quattro questori, che rispecchiano la configurazione politica della camera alta. Fatta eccezione del presidente, che è eletto ad inizio legislatura per l'intero mandato, i membri dell'Ufficio permanente sono eletti all'inizio di ogni nuova sessione parlamentare[24].

Come da regolamento del Senato, tra le responsabilità dell'Ufficio permanente rientrano numerose funzioni che permettono il regolare svolgimento dei lavori dell'intera assemblea. Nello specifico, l'Ufficio permanente[24]:

  • Propone date di inizio e fine delle sessioni parlamentari.
  • Può richiedere al presidente la convocazione di sessioni straordinarie.
  • Sottopone ad approvazione il regolamento del Senato e le proposte di modifica.
  • Nel caso di procedimenti legislativi iniziati dai senatori, in base al dominio di competenza quale prima camera di lettura, li trasmette alla Camera dei deputati o li sottopone a dibattito e votazione del Senato.
  • Assicura la trasmissione ai deputati dei documenti, quali progetti di legge e proposte legislative, registrati presso la segreteria generale del Senato, nonché degli ordini del giorno e dei programmi di lavoro.
  • Stabilisce, dopo consultazione con i capigruppo, i tempi e gli spazi per il dibattito in aula.
  • Organizza le relazioni con i parlamenti di altri stati e con organizzazioni parlamentari internazionali.
  • Sottopone a votazione la componenza numerica e nominale dei rappresentanti presso le delegazioni internazionali, sulla base dei negoziati tra i gruppi parlamentari.
  • Presenta al Senato il progetto di bilancio per approvazione.
  • Approva i regolamenti delle commissioni permanenti.
  • Esercita il controllo finanziario interno tramite i questori.
  • Sottopone ad approvazione le strutture per i servizi del Senato.
  • Propone alla Camera le nomine del segretario generale e del suo aggiunto.
  • Controlla i servizi della Camera e i regolamenti per l'accesso nella sede.
  • Approva i regolamenti di organizzazione e funzionamento dei servizi del Senato, su proposta del segretario generale.

Gruppi parlamentariModifica

Sono composti dall'associazione dei senatori che appartengono allo stesso partito o coalizione politica. Un gruppo parlamentare può essere formato da un minimo di sette senatori ed è condotto da una dirigenza propria costituita da un presidente, uno o più vicepresidenti e un segretario[25]. I deputati indipendenti o quelli di formazioni politiche che non hanno un numero sufficiente di membri per formare un gruppo proprio, possono riunirsi in gruppi misti[22].

I gruppi propongono i componenti delle commissioni parlamentari, indicano i propri candidati alle funzioni di presidente del Senato e di membro dell'Ufficio permanente e possono chiedere la revoca di un membro dell'Ufficio permanente o delle commissioni da loro proposto[25].

Il capogruppo può partecipare senza diritto di voto alle riunioni dell'Ufficio permanente[25].

Comitato dei presidenti di gruppoModifica

È composto dai leader di ogni gruppo parlamentare e si riunisce settimanalmente[22].

I suoi compiti sono regolati dagli artt. 42-44 del regolamento del Senato. Tra le prerogative, approva e presenta modifiche agli ordini del giorno e ai programmi di lavoro; propone all'Ufficio permanente modifiche di ordine amministrativo riguardanti il funzionamento dei gruppi parlamentari; elabora l'algoritmo di rappresentazione dei gruppi parlamentari negli organi del Senato e nelle dirigenze delle autorità pubbliche di nomina senatoriale[22].

Ai lavori del comitato possono partecipare, senza diritto di voto, il presidente del Senato o il ministro per i rapporti con il parlamento[22].

Commissioni parlamentariModifica

Il Senato costituisce regolarmente delle commissioni permanenti, mentre può decidere di istituire delle commissioni d'inchiesta, delle commissioni speciali, delle commissioni di mediazione (nel caso di leggi costituzionali o dell'approvazione di due documenti diversi da parte delle due camere per altri tipi di proposte legislative), o delle commissioni comuni con la Camera dei deputati[22][26].

Le commissioni permanenti sono costituite sulla base della composizione politica del Senato. Il loro compito principale è quello di redigere rapporti e resoconti sui documenti che saranno sottoposti al Senato per dibattito e votazione. Ogni commissione permanente ha il proprio campo d'azione. Il Senato ha istituito le seguenti[27]:

  • Giuridica, nomina, disciplina, immunità e convalida
  • Costituzionalità
  • Bilancio, finanze, attività bancaria e mercato dei capitali
  • Politica estera
  • Difesa, ordine pubblico e sicurezza nazionale
  • Affari europei
  • Economia, industria e servizi
  • Agricoltura, industria alimentare e sviluppo rurale
  • Acque, foreste, pesca e fondo cinegetico
  • Pubblica amministrazione
  • Lavoro famiglia e protezione sociale
  • Istruzione, scienza, gioventù e sport
  • Salute pubblica
  • Cultura e media
  • Trasporti e infrastrutture
  • Energia, infrastruttura energetica e risorse minerali
  • Comunicazioni e tecnologia dell'informazione
  • Diritti dell'uomo, pari opportunità, culti e minoranze etniche
  • Comunità dei rumeni all'estero
  • Ambiente
  • Indagini sugli abusi, lotta alla corruzione e per le petizioni
  • Regolamento

Ogni senatore, eccetto il presidente del Senato, fa obbligatoriamente parte di una o due commissioni permanenti, fatta esclusione della commissione per il regolamento[26]. Hanno diritto a partecipare ai lavori i ministri, i deputati e i senatori che hanno avviato le proposte di legge al vaglio della commissione e altre persone esterne su invito del presidente. I rapporti, che contengono pareri e indicazioni, vengono approvati con il voto della maggioranza dei membri presenti[26].

ComposizioneModifica

AttualeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Legislatura 2016-2020 della Romania.

Di seguito tabella riassuntiva del numero dei mandati suddivisi per gruppo parlamentare ad inizio e fine legislatura e al 1º gennaio di ogni anno.

Gruppi parlamentari Inizio 2017 2018 2019 2020 Fine[28] Differenza tra fine
e inizio legislatura
Partito Social Democratico 67 67 67 69 69 71
Partito Nazionale Liberale 30 30 29 25 27 31
Unione Salvate la Romania 13 13 13 13 13 13
Unione Democratica Magiara di Romania 9 9 9 9 9 9
Alleanza dei Liberali e dei Democratici 9 9 9 12 - -
Partito del Movimento Popolare 8 8 8 - - -
Non iscritti - - 1 8 18 12
Totale 136 136 136 136 136 136

PrecedentiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Legislature della Romania.

Dal 1990 al 2020 si sono susseguite otte legislature con un numero variabile di senatori compreso tra 119 (legislatura 1990-1992) e 176 (legislatura 2012-2016).

NoteModifica

  1. ^ a b Dati aggiornati al 4 aprile 2020 secondo la composizione dei gruppi parlamentari pubblicati sul sito del Senato della Romania.
  2. ^ a b c d e f g (RO) Senatul în istoria României – o onorantă tradiţie democratică, Senato della Romania. URL consultato il 27 marzo 2020.
  3. ^ a b c d (RO) Mihaela Simina, Accent pe Istorie: Parlamentul României - de la Regulamentele Organice până în prezent, RFI, 12 dicembre 2016. URL consultato il 27 marzo 2020.
  4. ^ a b c (RO) SCURT ISTORIC AL INSTITUŢIEI PARLAMENTARE, Camera dei deputati della Romania. URL consultato il 27 marzo 2020.
  5. ^ (RO) Otilia Bălinișteanu, Un veac românesc de vot universal, Ziarul Lumina, 24 novembre 2019. URL consultato il 27 marzo 2020.
  6. ^ Tra questi l'erede al trono del Regno di Romania, i vescovi metropoliti diocesani delle Chiese ortodossa e greco-cattolica, i capi dei culti riconosciuti dallo Stato, il presidente dell'Accademia Rumena, gli ex presidenti del consiglio dei ministri, gli ex ministri con almeno sei anni di anzianità, gli ex presidenti di entrambe le camere legislative rimasti in carica per almeno otto sessioni ordinarie, gli ex senatori e deputati eletti per almeno dieci legislature, gli ex presidenti dell'Alta corte di cassazione e giustizia, generali in pensione, gli ex presidenti delle Assemblee Nazionali di Chișinău, Cernăuți e Alba Iulia che avevano proclamato l'unione delle rispettive province con la Romania nel 1918.
  7. ^ (RO) Raluca Pancu, Succesul, eşecul şi noua formă a referendumului din 2009, Press One, 27 settembre 2018. URL consultato il 27 marzo 2020.
  8. ^ (RO) Greu de modificat. O istorie a eșecurilor de schimbare a Constituției, Deutsche Welle, 3 settembre 2019. URL consultato il 27 marzo 2020.
  9. ^ a b c   (RO) Istoria parlamentară. Primul Senat al României a fost într-o clădire lăsată în paragină de stat, TVR, 11 dicembre 2016. URL consultato il 30 marzo 2020 (archiviato dall'url originale il 10 novembre 2018).
  10. ^ (RO) Clădirea Palatului Parlamentului, su cic.cdep.ro. URL consultato il 30 marzo 2020.
  11. ^ (RO) Istoricul Palatului Ministerului de Interne, Ministero degli affari interni della Romania. URL consultato il 30 marzo 2020.
  12. ^ a b (RO) Istoria parlamentară. Primul Senat al României a fost într-o clădire lăsată în paragină de stat, su archaeoheritage.ro, 22 luglio 2016. URL consultato il 30 marzo 2020.
  13. ^ a b c d (RO) CONSTITUȚIE din 21 noiembrie 1991, su legislatie.just.ro. URL consultato il 27 marzo 2020.
  14. ^ a b (RO) LEGE nr. 208 din 20 iulie 2015, su legislatie.just.ro. URL consultato il 30 marzo 2020.
  15. ^ a b (EN) ROMANIA (Senatul), Electoral system, Inter-Parliamentary Union. URL consultato il 1º dicembre 2019.
  16. ^ a b c (RO) Marian Enache e Ștefan Deaconu, Sistemul electoral în România postcomunistă, su juridice.ro, 9 ottobre 2018. URL consultato il 16 agosto 2019.
  17. ^ a b (FR) Ion Ceterchi, Les problèmes institutionnels de la transition en Roumanie, in Revue d'études comparatives Est-Ouest, n. 4, dicembre 1992, p. 89-126.
  18. ^ (RO) DECRET - LEGE Nr. 92 din 14 martie 1990 pentru alegerea parlamentului si a Presedintelui Romaniei, Consiglio Provvisorio di Unione Nazionale, 14 marzo 1990.
  19. ^ (EN) Irina Andreea Cristea e Ionela Gavril, Parliamentary election of 1990, Agerpres, 11 novembre 2016. URL consultato il 10 agosto 2019.
  20. ^ (RO) Legea nr. 68/1992 pentru alegerea Camerei Deputaților și a Senatului, su lege5.ro. URL consultato il 30 marzo 2020.
  21. ^ (RO) Horia Plugaru e Cristian Anghelache, Alegerile parlamentare din 2004, Agerpres, 11 novembre 2016. URL consultato il 27 dicembre 2019.
  22. ^ a b c d e f g h i j (RO) REGULAMENTUL SENATULUI, Senato della Romania. URL consultato il 27 marzo 2020.
  23. ^ (RO) Robert Cazanciuc este numărul doi în stat. A preluat șefia interimară a Senatului de la Titus Corlățean, Digi 24, 9 aprile 2020. URL consultato il 19 maggio 2020.
  24. ^ a b (RO) Biroul permanent, Senato della Romania. URL consultato il 30 marzo 2020.
  25. ^ a b c (RO) Grupurile parlamentare, Senato della Romania. URL consultato il 30 marzo 2020.
  26. ^ a b c (RO) Organizare și funcționare - Comisii permanente, Senato della Romania. URL consultato il 30 marzo 2020.
  27. ^ (RO) Comisii permanente, Senato della Romania. URL consultato il 30 marzo 2020.
  28. ^ Aggiornato al 21 luglio 2020.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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