Apri il menu principale

Sole negli occhi (film)

film del 2001 diretto da Andrea Porporati
Sole negli occhi
Sole negli occhi.jpg
Fabrizio Gifuni
Paese di produzioneItalia
Anno2001
Durata90 min
Generedrammatico
RegiaAndrea Porporati
SceneggiaturaAndrea Porporati
ProduttoreMarco Risi, Maurizio Tedesco
Distribuzione in italiano01 Distribution
FotografiaFranco Lecca
MontaggioSimona Paggi
MusicheAndrea Guerra
Interpreti e personaggi

Sole negli occhi è un film italiano del 2001, scritto e diretto da Andrea Porporati, qui al suo esordio registico dopo una lunga esperienza come sceneggiatore. Il regista, per la realizzazione di questa pellicola, si è ispirato al romanzo Delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij.[1][2]

Il film, presentato al Torino Film Festival nel 2001, è ambientato ed è stato girato a Rimini.

TramaModifica

Marco arriva a Rimini per incontrare il padre che odia sin da quando era piccolo, a causa di un episodio spiacevole accaduto molti anni prima; il padre gli rivela di voler assolutamente vendere la casa di famiglia, a causa dei suoi debiti. Marco lo uccide, accoltellandolo a morte. Da quel momento, per Marco inizia un allucinante vagabondaggio per le vie della città, in preda ai sensi di colpa e a malori improvvisi, incontrando la madre e la sorella, senza però rivelare loro la verità sui fatti. Intanto la polizia, guidata dall'agente Rinaldi, verte inevitabilmente i suoi sospetti verso di lui, senza però trovare le prove che lo inchiodino; però Marco, dopo l'incontro con una ragazzina depressa a causa di una delusione amorosa, si convincerà a costituirsi, liberandosi dal peso del suo tragico gesto.

ProduzioneModifica

DistribuzioneModifica

Il film è stato distribuito al cinema il 23 novembre 2001 da 01 Distribution

CriticaModifica

  • Il regista sceglie la ricerca esistenziale alla Dostoevskij, punta sull'atmosfera. Questo è il commento del dizionario Morandini, che elogia anche l'interpretazione di Fabrizio Gifuni.[3]
  • Interessante opera prima di uno scrittore/sceneggiatore. Commento del dizionario Farinotti.[4]
  • Una riflessione lucida e sconsolata sul male di vivere, (...) una meditazione sul tema dello sguardo; (...) il film è la testimonianza di un notevole talento nella composizione delle inquadrature.[5] Stefano Selleri su [1]

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica

  Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema