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Sordità

diminuzione, o perdita dell'udito
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Sordità
lang=it
Simbolo internazionale della sordità
Specialitàotorinolaringoiatria
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-9-CM389
ICD-10H90 e H91
MeSHD034381, D006315, D003638, D046089 e D034381
MedlinePlus003044
eMedicine994159

La sordità è la difsunzione dell'apparato uditivo, che può essere causata da: malattia, esposizione eccessiva ai rumori, assunzione di determinati farmaci e antibiotici, lesioni all'orecchio. La patologia interessa il genere umano ed animale; può presentarsi già alla nascita oppure durante la vita, a seguito di un trauma.

Viene detta anche «handicap della comunicazione» e «handicap invisibile», in quanto non immediatamente percepibile dall'ambiente esterno.

Indice

Sordità infantileModifica

Le persone nate sorde o diventate tali nei primi anni di vita (sordità prelinguale) riscontrano difficoltà nell'apprendere la lingua parlata che non acquisiscono in maniera naturale ma che deve essergli insegnata attivamente. Per favorire il successo di interventi riabilitativi sulla sordità congenita si ricorre, sempre più, allo screening uditivo neonatale: in tal modo è possibile velocizzare operazioni di diagnosi, protesi, impianto cocleare, preliminari ai percorsi riabilitativi ed apprendimento linguistico.

Le due metodologie di cura della sordità natale sono:

  • Oralismo puro: quando la persona viene educata all'apprendimento della lingua tramite la logopedia, dopo che gli sono state applicate protesi e/o impianti cocleari.
  • Metodo bilingue: quando alla persona vengono insegnate sia la lingua locale sia la lingua dei segni. Ricerche dimostrano che l'apprendimento della seconda facilita l'assimilazione della prima.

Tipi e livelli di sorditàModifica

Il danno riportato dall'udito può essere lieve, medio, grave o addirittura profondo: un soggetto in questa condizione non percepisce nemmeno suoni e rumori di elevata intensità. Quando la sordità interessa un solo orecchio si parla di "anacusia", altrimenti di "cofosi". La sordità parziale è invece nota col nome di ipoacusia, la quale può essere indotta dai danni relativi ai rumori (in inglese, noise-induced hearing loss o NIHL)[1][2] oppure dall'invecchiamento (ARHL, o presbiacusia).

Oltre che per l'entità della riduzione uditiva, l'ipoacusia viene classificata in base alla sede del danno che l'ha prodotta:

  • Trasmissiva: il danno è avvenuto a livello dell'orecchio esterno o a livello delle strutture trasmissive dell'orecchio medio (catena ossiculare). Il deficit è solitamente pantonale, benché sia solitamente più accentuato per le frequenze medio-gravi. Raramente il deficit di tipo trasmissivo è superiore a 50-60 dB.
  • Neurosensoriale: il danno è localizzato a livello della coclea (ipoacusia neurosensoriale cocleare) o a livello del nervo acustico (ipoacusia neurosensoriale retrococleare). Il deficit dipende dall'entità del danno e dalla localizzazione mono o bilaterale. Nel caso in cui il nervo acustico non sia eccessivamente danneggiato, parte dell'input uditivo può essere recuperata mediante interventi con impianto cocleare e conseguente riabilitazione.

Ipoacusia professionaleModifica

L'ipoacusia professionale o ipoacusia da rumore è la patologia professionale più frequentemente registrata in Italia e nel mondo. Dai dati INAIL la malattia professionale “Ipoacusia e sordità da rumori” rappresenta circa il 40% dei casi di tutte le malattie professionali denunciate nel ramo industria, servizi e agricoltura. Si tratta di una patologia totalmente prevenibile tramite insonorizzazione, abbattimento del rumore e utilizzo di dispositivi di protezione personale.[3]

Persone famose legate alla sorditàModifica

La sordità nella cultura di massaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: CODA, Comunità sorda e Cultura sorda.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàGND (DE4059132-3

NoteModifica

  1. ^ Mirella Melo Metidieri, Hugo Fernandes Santos Rodrigues e Francisco José Motta Barros de Oliveira Filho, Noise-Induced Hearing Loss (NIHL): literature review with a focus on occupational medicine, in International Archives of Otorhinolaryngology, vol. 17, nº 2, 2013-4, pp. 208–212, DOI:10.7162/S1809-97772013000200015. URL consultato il 28 febbraio 2019.
  2. ^ F. Capacci e F. Carnevale, [Noise damage, report to the judicial authority and natural history of the report], in La Medicina Del Lavoro, vol. 97, nº 6, 2006-11, pp. 805–807. URL consultato il 28 febbraio 2019.
  3. ^ R. Albera, [Course of the audiometric threshold in relation to the age in chronic acoustic trauma], in La Medicina Del Lavoro, vol. 88, nº 2, 1997-3, pp. 121–130. URL consultato il 28 febbraio 2019.