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Stabilimento Roma
Stabilimento Roma.jpg
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Lazio
LocalitàOstia (Roma)
Informazioni generali
CondizioniDistrutto
Costruzione1922-1924
Inaugurazione10 Agosto 1924
Distruzione12 dicembre 1943
StileEclettico
UsoStabilimento balneare
Piani2
Realizzazione
ArchitettoGiovanni Battista Milani
CommittenteSTEFER

Lo stabilimento Roma (detto "Panettone") era uno stabilimento balneare di Ostia.

Indice

StoriaModifica

Costruito tra il 1922 e il 1924 dalla SEFI (Società ElettroFerroviaria Italiana), poi STEFER, su progetto dell'architetto Giovanni Battista Milani, fu inaugurato nell'agosto 1924 in concomitanza con la ferrovia Roma-Lido, diventando il più grande stabilimento balneare d'Italia ai suoi tempi.[1][2]

Venne distrutto dai Tedeschi durante la ritirata dall'Italia, il 12 dicembre 1943, insieme alla Vechia Stazione di Ostia e alla colonia marina Vittorio Emanuele III, al fine di non lasciare postazioni strategiche agli Alleati che stavano avanzando da Sud con il benestare del re Vittorio Emanuele III. Era progettata anche la detonazione dell'Ex Meccanica Romana, che però non avvenne per questione di tempo.

Rimasero in piedi il pontile e le colonne decorate con la dea Vittoria alata, tuttavia le macerie furono rimosse negli anni '50. Le travi su cui poggiava la rotonda sono ancora visibili sul fondale marino.[3]

ArchitetturaModifica

Lo stabilimento era costituito da due corpi separati: Il "Panettone" si trovava su una rotonda, posta a 64 m dalla costa (collegata con un pontile lungo 64 per 6 m di larghezza), che poggiava su 270 pali (alti circa 9/12 m) conficcati nel suolo sabbioso legati a loro volta da travi trasversali per resistere alle eventuali mareggiate, mentre sulla terraferma era presente un ingresso monumentale, ispirato al frigidarium delle Terme di Caracalla, alto 13 m e lungo circa 60. Lungo la spiaggia si articolavano 400 camerini in legno e altri 100 di lusso su un totale di 1 000 di spiaggia.

 
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Fu costruito in muratura cementizia con armatura di ferro, mentre la cupola, ispirata dalla basilica bizantina di Santa Sofia,[3] fu costruita in rame ed era sorretta da alcuni pilastri esterni decorati con statue marmoree raffiguranti la dea Vittoria alata, copie di un esemplare trovato nel 1907 presso gli scavi di Ostia Antica.

Il salone, di forma circolare, situato al primo piano aveva un diametro di 24 m e un'altezza di 13 m. Al secondo piano, sempre di forma circolare ma con un diametro inferiore (11,50 m) vi era invece un salone riservato a convegni e riunioni. L'intero servizio ristorante poteva soddisfare fino a 250 tavoli coperti con un costo di 5,50 lire.

Le decorazioni erano principalmente affreschi che richiamavano all'Antica Roma accostati alle opere dello stile Liberty tipico dell'epoca. Le statue marmoree della Vittoria sui pilastri che sorreggevano la cupola erano state scolpite da Mario Bucci mentre gli affreschi erano opera del pittore Antonino Calcagnadoro.

NoteModifica

  1. ^ La Rotonda sul mare di Ostia, su romeandart.eu. URL consultato il 22 giugno 2018.
  2. ^ Ad Ostia torna il "Panettone": lo stabilimento balneare "Roma", su 06blog.it, 23 agosto 2010. URL consultato il 3 febbraio 2019.
  3. ^ a b Stabilimento Roma, su rerumromanarum.com. URL consultato il 3 febbraio 2019.

BibliografiaModifica

  • Lucia Battaglia, Memmo Caporilli, Piero Labbadia, Giuseppe Lattanzi, Giulio Mancini (a cura di), Il Mare di Roma: una storia da vedere, Publidea 95, 2008.
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