Apri il menu principale

Stazione di Châtillon-Saint-Vincent

stazione ferroviaria italiana
Châtillon-Saint-Vincent
già Castiglion Dora
già Châtillon

stazione ferroviaria
Gare de Châtillon.JPG
Stazione lato strada
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàChâtillon
Coordinate45°44′36.24″N 7°37′09.59″E / 45.7434°N 7.61933°E45.7434; 7.61933Coordinate: 45°44′36.24″N 7°37′09.59″E / 45.7434°N 7.61933°E45.7434; 7.61933
Lineeferrovia Chivasso-Ivrea-Aosta
Caratteristiche
TipoStazione in superficie, passante
Stato attualeIn uso
OperatoreRete Ferroviaria Italiana
Attivazione1886
Binari2[1]
InterscambiAutolinee
DintorniSaint-Vincent, Valtournenche

La stazione di Châtillon-Saint-Vincent (in francese: gare de Châtillon-Saint-Vincent) è una stazione ferroviaria nel comune di Châtillon, in Valle d'Aosta.

Indice

StoriaModifica

Fino al 1940 era denominata "Châtillon". In tale data, nell'ambito dell'italianizzazione dei toponimi valdostani, assunse la nuova denominazione di "Castiglion Dora"[2].

L'impianto prese la denominazione attuale nell'immediato dopoguerra, in seguito al ripristino dei toponimi in lingua francese della Valle d'Aosta e alla chiusura della stazione di Saint-Vincent, avvenuta nel 1995.

Strutture e impiantiModifica

La stazione, gestita da Rete Ferroviaria Italiana, dispone di due binari: il primo binario è usato per le eventuali precedenze mentre il secondo è di corsa[1]. I due binari sono serviti da due banchine collegate da un sottopassaggio. Tali banchine risultano parzialmente coperte da pensiline in ferro. La stazione è impresenziata ed è, attualmente, telecomandata dal Dirigente Centrale Operativo con sede a Torino.

È presente uno scalo merci che risulta, tuttavia, dismesso.

MovimentoModifica

Châtillon-Saint-Vincent è servita da treni regionali svolti da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Valle d'Aosta.

ServiziModifica

  •   Biglietteria automatica
  •   Sala d'attesa
  •   Bar

NoteModifica

  1. ^ a b Scheda della stazione su stazionidelmondo.it Archiviato il 3 dicembre 2013 in Internet Archive.
  2. ^ Ordine di Servizio n. 17 del 1940

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica