Saint-Vincent (Italia)

comune italiano

Saint-Vincent (pronuncia AFI: [sɛ̃ vɛ̃sɑ̃], Sèn-Veuncein o Sein Vinsein in patois, Finze in töitschu[6]) è un comune italiano di 4 402 abitanti della Valle d'Aosta orientale. Data la sua centenaria vocazione turistica è soprannominata la Riviera delle Alpi. Si tratta del quarto comune più popoloso della regione, dopo Aosta, Sarre e il confinante Châtillon.

Saint-Vincent
comune
(IT) Comune di Saint-Vincent
(FR) Commune de Saint-Vincent
Saint-Vincent – Stemma
Saint-Vincent – Bandiera
Saint-Vincent – Veduta
Saint-Vincent – Veduta
Saint-Vincent visto dal castello di Ussel
Localizzazione
StatoBandiera dell'Italia Italia
Regione Valle d'Aosta
ProvinciaNon presente
Amministrazione
SindacoFrancesco Favre (Lista civica) dall'11-9-2020
Lingue ufficialiFrancese, italiano
Territorio
Coordinate45°45′N 7°39′E / 45.75°N 7.65°E45.75; 7.65 (Saint-Vincent)
Altitudine575 m s.l.m.
Superficie20,57 km²
Abitanti4 402[3] (31-12-2020)
Densità214 ab./km²
FrazioniAmay, Biègne, Capard, Champcillien, Champ-de-vignes, Cillian, Diseille, Écrevin, Feilley, Gléréyaz, Grand-Rhun, Grun, Lenty, Lérinon, Maison-Neuve, Marc, Moron, Perrière, Petit-Rhun, Romillod, Le Ronc-Dessous, Le Ronc-Dessus, Salirod, Tensoz (Teinsod[1]), Torrent-Sec, Valmignanaz, Valère[2]
Comuni confinantiAyas, Brusson, Châtillon, Émarèse, Montjovet
Altre informazioni
Cod. postale11027
Prefisso0166
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT007065
Cod. catastaleH676
TargaAO
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[4]
Cl. climaticazona F, 3 053 GG[5]
Nome abitantisanvincentini (it.)
sabins (fr.)
Patronosan Vincenzo Martire
Giorno festivo22 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Saint-Vincent
Saint-Vincent
Saint-Vincent – Mappa
Saint-Vincent – Mappa
Posizione del comune di Saint-Vincent all'interno della Valle d'Aosta
Sito istituzionale

Geografia fisica modifica

Territorio modifica

Il comune di Saint-Vincent si estende sul territorio circostante al capoluogo, situato a fondovalle, dalla sponda della Dora Baltea fino al Col de Joux, che lo collega con la Val d'Ayas, e al Monte Zerbion.

  • Classificazione sismica: zona 3 (sismicità bassa) a seguito dell'introduzione del D.G.R. 1603/2013 in vigore a partire il 21/11/2013.

Clima modifica

Il clima di Saint-Vincent è molto simile al clima di Aosta anche se meno continentale con inverni più miti e meno nevosi e estati calde ma più ventilate con possibilità di temporali pomeridiani.

Storia modifica

Alcune incisioni rupestri sul monte Tsailleun e, poco più a valle, sul Mont des Fourches, attestano la presenza dell'uomo sul territorio già in epoca preistorica.[7][8]

Da Saint-Vincent, in epoca romana, passava la via delle Gallie, strada romana consolare fatta costruire da Augusto per collegare la Pianura Padana con la Gallia.

In epoca fascista, il toponimo fu italianizzato in San Vincenzo della Fonte[9] dal 1939 al 1945.

Negli anni della seconda guerra mondiale, tra il 1940 e il 1943, furono internati a San Vincenzo della Fonte 33 profughi ebrei, provenienti da Spalato. Tra loro c'erano anche tre bambini e una neonata, nata in paese il 23 aprile 1943. Dopo l'8 settembre 1943, con l'occupazione tedesca, il gruppo immediatamente si dette alla fuga. Molti trovarono rifugio in Svizzera, alcuni restarono nascosti in zona, altri ancora si diressero verso Sud incontro all'esercito alleato. Alla fine quasi tutti gli internati riuscirono a salvarsi, ad eccezione di un'anziana (morta per cause naturali il 10 ottobre 1944) e due deportati uccisi ad Auschwitz.[10]

Simboli modifica

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 2 marzo 1984.[11]

«Di rosso, alla figura di San Maurizio, rappresentato in una statua di legno al naturale, accompagnata da tre crescenti montanti d'argento, uno in punta e due a destra e a sinistra della statua, al capo di nero, caricato dalla croce trifogliata d'argento; il Santo è effigiato vestito di breve tunica, con le gambe scoperte da cosciali, ginocchiere e gambiere, col capo coperto dal bacinetto, e con la sinistra lo scudo visto di profilo. Ornamenti esteriori da Comune.»

Lo stemma si ispira al blasone dei nobili Mistral (o Mistralis), che vissero a Saint-Vincent tra l'inizio del XV e l'inizio del XVIII secolo: di rosso, a tre crescenti montanti d'argento. Al centro dello scudo è riprodotta la statua lignea di San Maurizio del XV secolo, attualmente conservata nel museo parrocchiale, che proviene dalla cappella del villaggio di Moron. Al santo si riferisce anche il capo con la croce mauriziana. Nero e rosso sono i colori del Ducato di Aosta e della bandiera della Regione.

Il gonfalone è un drappo di bianco.

Monumenti e luoghi d'interesse modifica

La località possiede importanti resti romani, come il ponte sul torrente Cillian, lungo la via delle Gallie, e la grande chiesa romanica del XII secolo. Di epoca preromanica la cripta di Saint-Vincent.

 
La chiesa di San Vincenzo

La chiesa parrocchiale, consacrata a San Vincenzo e di foggia romanica risale al XII secolo. Secondo l'autorevole parere di Alfredo d'Andrade, sarebbe stata una chiesa fortificata durante il medioevo e ne mostrerebbe ancora traccia[12].

Saint-Vincent è diventata famosa dalla seconda metà del XIX secolo per la presenza della fonte termale scoperta da Jean-Baptiste Perret nel 1770. Lo stabilimento termale "Fons Salutis" è stato collegato da una breve funicolare al centro abitato (piazza 28 aprile). Successivamente, si ricorda la creazione di un effimero e pionieristico impianto filoviario, che dal 1920 al 1925 collega la stazione ferroviaria di Châtillon-Saint-Vincent al centro termale di Saint-Vincent, passando per il centro abitato di Châtillon.

Non lontano dal Casino de la Vallée si trova l'imponente edificio in stile Belle époque del Grand Hotel Billia, centro di attrazione turistica soprattutto negli anni cinquanta e sessanta, grazie anche alla rinomanza delle Terme di Saint-Vincent, un tempo sede del Casinò, e tutt'oggi hotel di lusso.

Della grande epoca turistica di Saint-Vincent sono testimoni anche la Villa Romolo e la Villa Quadro (fine XIX secolo).

Grand Hotel Billia modifica

Il Grand Hotel Billia è uno storico albergo realizzato da Stefano Billia nel 1908.

Il Palais Saint-Vincent modifica

Il Palais Saint-Vincent[13] è un palazzetto in cui hanno luogo concerti e proiezioni cinematografiche, di proprietà del Comune di Saint-Vincent. Il palazzetto è costituito da una grossa struttura geodetica. È la struttura indoor più grande della Valle d'Aosta, la seconda come struttura per concerti dopo l'Arena della Croix-Noire: offre 1.600 posti a sedere[14] e 2.000 posti in piedi.

Oltre a numerosi concerti di artisti di fama, al Palais si sono tenute anche manifestazioni quali il Congresso internazionale di magia, che nel 2011 è stato accompagnato da una competizione in diretta su Rai Uno.[15]

È stato inaugurato nel 1999 alla presenza di Lucio Dalla.[16]

Siti archeologici e aree naturali modifica

Cultura modifica

Saint-Vincent è stata una cittadina molto amata da Tommaso Landolfi, assiduo frequentatore della casa da gioco, tanto che lo scrittore le dedicò un articolo di viaggio per Il Mondo, ora raccolto nel volume Se non la realtà. Da questa prende anche il titolo il racconto Ottavio di Saint-Vincent.

Biblioteche modifica

La biblioteca comunale ha sede in via Aurora Vuillerminaz 7.[18] Dal 5 agosto 2019 è intitolata allo scrittore torinese Primo Levi.

Musei modifica

 
Museo d'arte sacra della chiesa parrocchiale.
  • Il Museo mineralogico[19], inaugurato nel 1978, presenta una collezione di 750 minerali e 170 fossili.
  • Il Museo d'arte sacra, allestito nella chiesa parrocchiale nel 1983[19]
  • L'esposizione fotografica sul Carnevale, di interesse storico etnografico, nella sede dell'Associazione del Carnevale dei Piccoli[19]
  • La galleria civica d'arte moderna, presso l'Hotel Couronne[19]

Eventi modifica

Economia modifica

Servizi modifica

Dal 1946 è entrato in funzione il Casino de la Vallée.

Amministrazione modifica

Fa parte dell'Unité des Communes valdôtaines Mont-Cervin.

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune[21]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
24 giugno 1985 11 agosto 1990 René Ferré UV Sindaco [22]
11 agosto 1990 29 maggio 1995 Gianfranco Castiglioni DC Sindaco [22]
29 maggio 1995 8 maggio 2000 Mario Borgio UV Sindaco [22]
8 maggio 2000 9 maggio 2005 Mario Borgio lista civica Sindaco [22]
9 maggio 2005 24 maggio 2010 Sara Bordet lista civica Sindaco [22]
24 maggio 2010 11 maggio 2015 Adalberto Perosino lista civica Sindaco [22]
11 maggio 2015 10 settembre 2020 Mario Borgio lista civica Sindaco [22]
11 settembre 2020 in carica Francesco Favre lista civica Sindaco [22]

Sport modifica

Calcio modifica

La società calcistica locale è l'"A.S.D. Saint-Vincent Châtillon Calcio", militante nel campionato di Promozione i colori sociali sono l'azzurro e il granata. Gioca le sue partite allo stadio Perucca, che ha una capienza di 3500 posti.

Ciclismo modifica

Tour de France

Il Tour de France ha avuto la città di Saint-Vincent quale sede di tappa in una occasione:[23] nell'edizione del 1959, la 19ª tappa partì dal comune valdostano per tornare in Francia, con arrivo a Annecy e vittoria di Rolf Graf.[23]

Sport tradizionali modifica

In questo comune si gioca sia al palet che allo tsan, entrambi sport tradizionali valdostani.[24]

Società modifica

Evoluzione demografica modifica

Abitanti censiti[25]

Note modifica

  1. ^ Grafia precedente - v. link
  2. ^ Denominazione ufficiale, come stabilito nel Bollettino Ufficiale n°27 della regione autonoma Valle d'Aosta del 7 luglio 2009.
  3. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2020 (dato provvisorio).
  4. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  5. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  6. ^ Michele Musso, Imelda Ronco, D'Eischemtöitschu: vocabolario töitschu-italiano, Walser Kulturzentrum, Gressoney-Saint-Jean, ed. Musumeci, Quart, 1998, p. 299-300.
  7. ^ Francesco Prinetti, Quando la Geologia incrocia la Storia, su Andar per sassi, 3 gennaio 2016. URL consultato il 12 settembre 2023.
  8. ^ Francesco Prinetti, Geosito Ponte Romano, su Andar per sassi, 19 marzo 2019. URL consultato il 12 settembre 2023.
  9. ^ Regio Decreto 22 luglio 1939, n. 1442
  10. ^ Ebrei stranieri internati in Italia.
  11. ^ D.P.R. di concessione del 2 marzo 1984 (PDF).
  12. ^ André Zanotto, Castelli valdostani, Quart (AO), Musumeci, 2002 [1980], p. 144, ISBN 88-7032-049-9.
  13. ^ Palais Saint-Vincent sul sito ufficiale dell'Office de tourisme, su lovevda.it. URL consultato il 17 aprile 2020.
  14. ^ Cinema Saint-Vincent - Cinema / Teatro su regione.vda.it
  15. ^ A St-Vincent maghi da tutto il mondo per stupire ed aggiornarsi: Luca Bono, di Torino è il campione italiano[collegamento interrotto] su 12vda.it
  16. ^ Apre il 16 luglio il Palais Saint Vincent su rockol.it
  17. ^ È noto anche come geosito "Ponte Romano- Tsailleunt". Cfr. pagine 56-57 Francesco Prinetti, Andar per sassi. Le rocce alpine fra natura e cultura. Valle d'Aosta, Canavese, Valsesia, Quart (AO), Musumeci, 2010, ISBN 978-88-7032-857-8.
  18. ^ Réseau des bibliothèques valdôtaines - Saint-Vincent, su biblio.regione.vda.it. URL consultato il 17 febbraio 2022.
  19. ^ a b c d Musei e aree espositive Archiviato il 4 settembre 2018 in Internet Archive. sito del comune di Saint-Vincent, consultato il 3 settembre 2018.
  20. ^ Jsfnet Italia - Edizione 1991
  21. ^ Comune di Saint-Vincent Archiviato il 5 settembre 2018 in Internet Archive..
  22. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/
  23. ^ a b Il Tour de France per la terza volta promette spettacolo sulle strade della Valle, su aostasera.it.
  24. ^ Dati 2011. Cfr. Anna Maria Pioletti (a cura di), Giochi, sport tradizionali e società. Viaggio tra la Valle d'Aosta, l'Italia e l'Unione Europea, Quart (AO), Musumeci, 2012, pp. 74-100, ISBN 978-88-7032-878-3.
  25. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate modifica

Altri progetti modifica

Collegamenti esterni modifica

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