Chivasso

comune italiano
Chivasso
comune
Chivasso – Stemma Chivasso – Bandiera
Chivasso – Veduta
Veduta del Duomo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Città metropolitanaCittà metropolitana di Torino - Stemma.png Torino
Amministrazione
SindacoClaudio Castello (PD) dall'11-6-2017
Territorio
Coordinate45°11′N 7°53′E / 45.183333°N 7.883333°E45.183333; 7.883333 (Chivasso)Coordinate: 45°11′N 7°53′E / 45.183333°N 7.883333°E45.183333; 7.883333 (Chivasso)
Altitudine183 m s.l.m.
Superficie51,24 km²
Abitanti26 908[1] (31-12-2018)
Densità525,14 ab./km²
FrazioniBetlemme, Borghetto, Boschetto, Castelrosso, Mandria, Montegiove, Mosche, Pogliani, Pratoregio, Torassi
Comuni confinantiBrandizzo, Caluso, Castagneto Po, Mazzè, Montanaro, Rondissone, San Benigno Canavese, San Raffaele Cimena, San Sebastiano da Po, Verolengo, Volpiano
Altre informazioni
Cod. postale10034
Prefisso011
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT001082
Cod. catastaleC665
TargaTO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 628 GG[3]
Nome abitantichivassesi
PatronoBeato Angelo Carletti
MottoUnio fortis
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Chivasso
Chivasso
Chivasso – Mappa
Localizzazione del comune di Chivasso nella città metropolitana di Torino.
Sito istituzionale

Chivasso (Civass in piemontese[4]) è un comune italiano di 26 908 abitanti[1], situato nella Città metropolitana di Torino, in Piemonte, circa 20 km a nord-est rispetto al capoluogo piemontese.

Tra il XII e il XIV secolo, la città fu capitale del Marchesato del Monferrato, prima del trasferimento della corte a Casale; tuttavia, ad oggi non è considerata parte geografica del Monferrato, sebbene ne faccia parte storicamente, ma viene definita "La porta del Canavese", regione di cui costituisce anche il centro più popoloso.

Geografia fisicaModifica

Origini del nomeModifica

Il toponimo della città, molto probabilmente, è di origine tardo-latina e, documentato come "Clavasium", deriverebbe da"clivus" ("collina"), e dall'aggiunta del suffisso "-aceus", con il significa "luogo fronteggiante la collina".

StoriaModifica

«...all'origine di Chivasso sta la posizione chiave della Città, dominatrice di tutte le vie d'accesso per le Gallie, per il Canavese, per il Milanese, il Casalese e l'Astigiano...»

("Storia di Chivasso e del Chivassese", Luciano Dell'Olmo e Rino Scuccimarra[5])

OriginiModifica

I primi ad insediarsi nel sito dell'attuale città furono gli antichi popoli Celtici dei Salassi Canavesani e dei Galli Cisalpini, in un periodo compreso tra l'VIII ed il II secolo a.C.

 
Un'antica edizione della "Summa Angelica" del Beato Angelo Carletti da Chivasso

Nella stessa area, intorno al II secolo a.C., i Romani fondarono una colonia, con la funzione di accampamento militare e stazione di rifornimento di un'importante strada romana, la via Gallica.

Il dominio degli AleramiciModifica

Nel 1164, sotto la protezione dell'Imperatore del Sacro Romano Impero germanico, "Clavasium" diventa parte del feudo della famiglia nobiliare degli Aleramici. Quando questi assumono il rango di Marchesi del Monferrato, per Chivasso inizia un periodo di grande prosperità: infatti, la città viene dotata di nuove fortificazioni difensive, di un castello, di una Zecca (autorizzata per coniare monete d'oro e d'argento) e di una nuova chiesa parrocchiale, in sostituzione dell'antica Collegiata di San Pietro (situata, un tempo, all'incrocio tra Stradale Torino e Via Paleologi), di cui rimane solo il Crocifisso dell'altare maggiore (attualmente conservato nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli).

Il dominio dei Paleologi e il Primo dominio dei SavoiaModifica

Nel XIV secolo, a seguito dell'estinzione della dinastia Aleramica, la città passa sotto il dominio dei Paleologi di Bisanzio: sotto di essi, Chivasso rimane capitale del marchesato del Monferrato e, sotto il Marchese Teodoro II Paleologo, ospita una colta e prestigiosa corte, ma i cittadini dovettero più volte prendere parte alle spedizioni militari del signore[6]; Agli inizi del XV secolo, inoltre, la città diventa, grazie al mecenatismo dei nuovi signori, meta per pittori, poeti e filosofi provenienti da tutto il Piemonte, in un piano di arricchimento culturale che culmina con la costruzione del Duomo di Santa Maria Assunta.

Nel 1431, a seguito dell'elezione di Casale Monferrato a rango di capitale del Marchesato, la città viene annessa ai territori dei Savoia divenendo uno dei più importanti centri del Canavese, anche grazie all'arte della tipografia (Jacobino Suigo, uno dei più importanti editori dell'epoca, apre la sua prima bottega a Chivasso).

Il dominio dei FrancesiModifica

La città, nel XVI secolo, vive un periodo di forte instabilità economica e sociale, quando le scorrerie e i saccheggi dei Lanzichenecchi portano la città ad uno stato di degrado e arretratezza senza precedenti. Nel 1536, inoltre, le truppe del Re Francesco I di Francia, in marcia verso Pavia, marciano su Chivasso, radendo al suolo le fortificazioni edificate dagli Aleramici e lasciando così la città priva di difese.

Il Secondo dominio dei Savoia e l'Assedio del 1705Modifica

Dopo la Pace di Cateau - Cambrésis, Chivasso passa di nuovo sotto il dominio dei Savoia, che la forniscono di una nuova cinta muraria. Nel 1705, durante la Guerra di Successione Spagnola, Chivasso subisce l'Assedio delle truppe francesi, dirette verso il capoluogo piemontese, riuscendo a fermarle per un po', prima di cadere sotto i colpi di cannone dell'esercito del Re Sole (che abbattono la guglia del Campanile del Duomo, simbolo della città). Per questo motivo, nel 1759, a Chivasso viene assegnato il "Titolo di Città", che va ad aggiungersi a quello di "Contessa di Castelrosso, di Torassi, Berre e Margherita" (1733).

 Lo stesso argomento in dettaglio: Assedio di Chivasso.

In questo periodo Padre Giuseppe Borla (1728 - 1797), Priore del locale Convento di Sant'Agostino (situato all'incrocio delle odierne Via Borla e Via Torino), scrive il libro "Storia di Chivasso dalle origini al 1795", la cui trascrizione è stata data alle stampe nel 2013, ad opera dei due storici chivassesi Flavio Rosso e Bruno Pasteris. I tre volumi, di circa 1800 pagine, corredati da un vasto apparato iconografico e storiografico, sono editi dalla "Pro Loco Chivasso L'Agricola Editore".

Dal dominio Napoleonico al Regno d'ItaliaModifica

 
La presa d'acqua d'imbocco del Canale Cavour

La città passa sotto il dominio Napoleonico nel 1800, dopo un Assedio durato parecchie settimane.

Con il Congresso di Vienna del 1815, ritorna nuovamente sotto i Savoia, e, con il loro supporto, la città vive una vera e propria "Rivoluzione Industriale": vengono eseguiti lavori di ammodernamento all'Ospedale Civico e alla Stazione di Chivasso, vengono create nuove fabbriche in tutto il territorio comunale e, negli anni '60 dell'Ottocento, viene edificato il Canale Cavour, maestosa opera di ingegneria idraulica che permette di riqualificare le fertili risaie del Vercellese;

nel 1870, infine, viene edificato un ponte sul Fiume Po, per unire Chivasso alla collina del Monferrato.

Le due Guerre Mondiali e gli anni del VentennioModifica

Le prime realtà industriali cittadine furono il lanificio Emilio Gallo & f.llo, fondato dagli omonimi imprenditori biellesi nel 1911, oltre alle officine Scacchi, fondate dall'Ing. Cesare Scacchi nel 1911, dove si producevano automobili col marchio "Caesar". Nel 1915 la Scacchi fu rilevata dalla torinese Diatto che utilizzò le officine chivassesi per la costruzione su licenza dei motori d'aviazione Gnome et Rhône, attività che cessò nel 1919. La Prima guerra mondiale fece numerose vittime tra i chivassesi, che in loro onore eressero un monumento in Piazza d'Armi, inaugurato nel 1919 dal Principe di Piemonte in persona, raffigurante "la Dea Vittoria che incorona un Soldato Italiano"; inoltre, lo spopolamento delle campagne e delle fabbriche portò ad un periodo di grave crisi economica, che ebbe ripercussioni profonde sulla popolazione. In questo periodo, inoltre, la città dovette ospitare dei Soldati Polacchi in attesa del rimpatrio, alloggiati negli appartamenti d'onore della Mandria di Chivasso.

Successivamente, con l'ascesa al potere di Benito Mussolini, la situazione sembrò migliorare: rifiorì l'economia, con l'apertura di nuove fabbriche, l'inaugurazione di due nuove sedi per i mercati cittadini (la Tettoia del Mercato dei polli, in Piazza Carlo Noè, e quella del Foro Boario, davanti alla Caserma Giordana) e un grande progetto urbanistico di rinnovo degli edifici pubblici cittadini.

Purtroppo, però, la Seconda guerra mondiale portò nuovi morti alla città, che venne bombardata dagli Alleati, il 12 maggio 1944, divenendo in seguito il centro delle lotte tra i Partigiani e i Nazi-Fascisti. Durante uno di questi attacchi, al primo piano dell'attuale Palazzo Tesio, viene firmata la cosiddetta Dichiarazione di Chivasso, documento alle origini dell'attuale federalismo europeo.

Dalla Seconda guerra mondiale ad oggiModifica

 
Gli Stabilimenti Industriali di Chivasso, all'inizio del Novecento

Negli anni '50 e '60 del Novecento, il "boom" economico travolge anche la piccola cittadina, che vive un periodo di forte esplosione demografica ed economica, con il raddoppio della popolazione residente (tra il 1951 ed il 1971); in questo periodo, in città vengono edificate una Centrale Termoelettrica, e uno stabilimento della Lancia che, in poco tempo, diventa una delle principali fabbriche automobilistiche in tutta Italia.

La decisione della chiusura dello stabilimento, nel 1993, provoca un periodo di gravissime conseguenze economiche e sociali, che si ripercuotono sulla città e sulla sua popolazione[7]; Inoltre, la città subisce ingenti danni durante le alluvioni del Po del 1994 e del 2000: in particolare, nella notte tra il 5 e il 6 novembre 1994, crolla il ponte a dieci arcate di mattoni sul fiume, costruito oltre centotrenta anni prima, il quale viene ricostruito negli anni seguenti con una moderna struttura di calcestruzzo a campata unica.

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stabilimento Lancia di Chivasso.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Suddivisione del territorioModifica

Il centro storico di Chivasso è diviso in nove borghi: quattro all'interno dell'antica cinta muraria ("Borgo di San Guglielmo" ad est, "Borgo Mincio" a nord, "Borgo di Santa Maria" ad ovest e "Borgo del Castello" a sud), e cinque all'esterno ("Borgo Vercelli" ad est, "Borgo Po" a sud, "Borgo Blatta" e "Borgo Posta Vecchia" a nord e "Borgo San Pietro" ad ovest). A questi, con il tempo, se ne sono aggiunti altri sei ("Località Baraggino", "Località Coppina", "Borgo dei Pesci vivi", "Borgo Belvedere", "Borgo Sud - Est" e "Località Cappuccini"), che insieme formano la periferia della città.

Edifici religiosiModifica

  • Chiesa collegiata di Santa Maria Assunta (XV secolo ), comunemente chiamata "Duomo di Chivasso"
  • Chiesa di Santa Maria degli Angeli (XVII secolo): edificata tra il 1584 e il 1607 dalla Confraternita del Santissimo Nome di Gesù, ma modificata nel XVIII secolo dagli architetti Bernardo Antonio Vittone e Paolo Lorenzo Garrone, con l'aggiunta del campanile cilindrico (1751 - 1757). L'interno, recentemente restaurato grazie al contributo della Sezione Rotary International di Chivasso, è riccamente decorato e conserva, tra le altre cose, alcuni quadri settecenteschi del pittore locale Giovanni Battista Grassi, due gruppi scultorei lignei settecenteschi raffiguranti la "Deposizione dalla Croce" e la "Madonna Assunta" (Carlo Giuseppe Plura, 1713) e un Crocifisso in legno policromo di epoca medievale.
  • Chiesa dei Santi Giovanni Battista e Marta (XVII secolo): iniziata nel 1707 e consacrata nel 1751, fu sede di una pia società di laici che assunse il nome di confraternita della Misericordia,  prefiggendosi come principali incombenze il conforto e la sepoltura dei condannati a morte. Al centro della sobria facciata spiccano gli intagli in rovere del portale barocco (1729), che reca in alto la testa del Battista. L’interno presenta una raccolta pianta centrale impostata sull’ottagono e sormontata da un’alta cupola; il vasto coro quadrangolare ospitava le liturgie e le riunioni dei confratelli. Sulla parete di fondo del coro è posta una teca barocca in legno dorato che racchiude un antico simulacro detto “Madonna dei Luciani”. Al di sopra di esso vi è un grande dipinto, proveniente dal Duomo ed eseguito nel 1699 dal pittore locale Antonio Barbero, che raffigura i Santi Protettori della città di Chivasso [8]
  • Santuario della Beata Vergine di Loreto e Convento dei Cappuccini (XVII secolo)
  • Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Evangelista, in Frazione Boschetto (XV secolo)
  • Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista e Rocco, in Frazione Castelrosso (XVIII secolo)
  • Ex Chiesa e Convento di San Bernardino da Siena (XVI secolo)
  • Asilo Infantile "Beato Angelo Carletti" (ex Chiesa di San Francesco d'Assisi, XVI secolo)
  • Ex Chiesa di Sant'Antonio e Antico Ospedale Maggiore (XIII secolo)
  • Casa natale del Beato Angelo Carletti (XV secolo)
  • Chiesa di San Giuseppe Lavoratore (XX secolo)
  • Chiesa della Madonna del Rosario (XX secolo)
  • Cappella votiva, in Località Rivera (XIX secolo)

Palazzi e monumentiModifica

  • Torre Ottagonale (XII secolo)
  • Menhir di Chivasso, o Lapis Longus (VII - VI secolo a.C.)
  • Diga di inizio del Canale Cavour (XIX secolo)
  • Palazzo Santa Chiara (XVIII secolo), oggi Municipio
  • Teatrino Civico (XIX secolo)
  • Palazzo Einaudi (XVII secolo)
  • Palazzo delle Poste Reali (XVII secolo)
  • Palazzo Rubatto, sede della Pro Loco Chivasso "L'Agricola" (XVIII secolo)
  • Palazzo Tesio (XVIII secolo)
  • Tenuta di campagna della Mandria di Chivasso (XVIII secolo)

Parchi pubbliciModifica

Via FrancigenaModifica

Fin dal Medioevo, la città di Chivasso è stata un'importante stazione di passaggio e di sosta per i pellegrini che percorrevano i passi del Moncenisio e del Monginevro della Via Francigena. Essa, dopo aver attraversato il ponte sul Fiume Po, percorre il Centro Storico, passando per Piazza della Repubblica, per poi dirigersi, costeggiando il Canale Cavour, verso Castelrosso, Torrazza e Saluggia[9].

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

 
Una cartolina di inizio Novecento con la vecchia Stazione Tramviaria di Chivasso.

Nell'arco di sessant'anni (dal 1951 ad oggi), la popolazione residente nella città è praticamente raddoppiata, con la conseguente espansione edilizia delle sue periferie, principalmente verso Verolengo e Castelrosso (ad est).

Abitanti censiti[10]

StranieriModifica

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2017, i cittadini stranieri residenti a Chivasso sono 2 064[11], così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[12]:

  1. Romania, 1 028
  2. Marocco, 173
  3. Cina, 108
  4. Albania, 80
  5. Moldavia, 80
  6. Perù, 77
  7. Senegal, 41
  8. Bosnia ed Erzegovina, 37
  9. Nigeria, 32
  10. Egitto, 32
  11. Brasile, 27
  12. Camerun, 23
  13. Tunisia, 20
  14. Turchia, 20

Sul territorio comunale, inoltre, è presente una Moschea Islamica (in località Borgo Po), un Tempio Evangelico Valdese (in Via Caluso) ed una Chiesa Parrocchiale Ortodossa, presso il Cimitero Comunale, dedicata ai Santi Giorgio di Cernica e Geremia.

CulturaModifica

GastronomiaModifica

 
I tradizionali nocciolini

Tra i prodotti tipici della città, i più noti sono la "Confettura di pomodori di Chivasso ", il "Liquore Nocciolino Capella" e i "Nocciolini di Chivasso", dei minuscoli dolci a base di albume d'uovo, zucchero e Nocciole del Piemonte I.G.P. , presentati all'Esposizione universale di Parigi nel 1900 e che oggi sono riconosciuti come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (P.A.T.) italiano.

 
Cartello indicatore in cui vengono elencate le specialità di Chivasso

EventiModifica

  • Inverno/Primavera - "Letture a Palazzo" (presentazione di libri e scrittori contemporanei nelle sale di Palazzo Rubatto)
  • Gennaio/Marzo - "Chivasso in Musica" (serie di concerti di musica classica presso i vari monumenti del Centro Storico)
  • Gennaio/Maggio - "Orizzonti di Scena" (stagione teatrale del Teatrino Civico di Chivasso)
  • Primavera/Autunno - "Almisonis Melos" (concerti di musica classica nelle varie città del Chivassese; in occasione delle celebrazioni pasquali, concerti di musica sacra presso gli edifici di culto della città)
  • Estate - "Birraria - Artigianato è fermento" (festa della Birra artigianale del territorio)
  • Estate - "Festa dei Borghi e delle Frazioni"
  • Estate - "Festival del cinema all'aperto"
  • Agosto - "Festa Patronale del Beato Angelo Carletti, Fiera e Rievocazione Storica medievale" (presso il Parco del Mauriziano)
  • Settembre - "Festa dei Nocciolini" (weekend interamente dedicato alla specialità di Chivasso)
  • Autunno - "Festa del commercio" (esposizione di prodotti artigianali locali, a cura dei commercianti)
  • Ottobre - "Aspettando Halloween" (Carnevale d'Autunno per le vie del centro con eventi e laboratori, a cura dei commercianti)
  • Ottobre - Festival Internazionale della Letteratura "I Luoghi delle Parole" (presso la Biblioteca Civica "Movimente")
  • Tutto l'anno - spettacoli della locale compagnia teatrale "Faber Teater"
  • Prima domenica di ogni mese - "Mercà d'la Tola" (mercato antiquario per le vie del centro storico)

Storico Carnevale di ChivassoModifica

Lo Storico Carnevale di Chivasso è considerato, per la sua incredibile sfilata di carri allegorici e per la sua storia, tra i più importanti del Piemonte.[1]

Come quello di Ivrea, anche il Carnevale di Chivasso prende il via il 6 gennaio con la presentazione della Bella Tolera e dell’Abbà, Signore del Carnevale. Precedono il Gran Carnevalone, momento culminante della manifestazione, diversi altri appuntamenti, come la cerimonia d'investitura dell'Abbà in Duomo, e il successivo concerto in in onore di San Sebastiano. Questi ricordano le origini cinquecentesche della manifestazione, quando l’Abbà, il giorno di San Sebastiano, acclamato dalla popolazione, distribuiva per le vie dolciumi e arance. Oggi l’Abbà, entrato a far parte del coreo storico nel 1948, riceve l’investitura in Duomo proprio davanti alla cappella dedicata al Santo, indossando una divisa che si rifà a quella dei generali napoleonici di inizio ottocento. Altro importante momento del Carnevale è la Solenne Incoronazione della Bela Tolera, personaggio principale del Carnevale chivassese dal 1905, interpretata da una giovane ragazza che in qualità di “Regina del Mercato” viene chiamata a rappresentare “il tessuto economico e sociale della città”.

La sfilata conclusiva, quella del Gran Carnevalone (la prima domenica di quaresima), vede incredibili carri allegorici, accompagnati dalle maschere a terra, percorrere le strade di Chivasso, in un tripudio di colori e coriandoli per il divertimento di tutti.

Per la lunga tradizione, e per l'importanza e la ricchezza della sfilata, il Carnevale di Chivasso è considerato uno dei più importanti carnevali storici di tutto il Piemonte.[2]

EconomiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stabilimento Lancia di Chivasso.

Dall'inizio degli Anni Sessanta ad oggi, il nome della città è sempre stato associato alla casa automobilistica "Lancia", in quanto è qui che, nel 1963, venne inaugurato il principale impianto di produzione dell'azienda italiana; ceduta nel 1993 alla "Carrozzeria Maggiora", la fabbrica è rimasta in produttività fino al 2002, producendo modelli d'auto quali la Fiat Barchetta, la cui produzione è stata successivamente trasferita all'impianto di Mirafiori (TO). Adiacente all'ex impianto "Lancia", attualmente, si trovano l'Area di Produzione del Consorzio Industriale "Chind", gli uffici della Società "Diasorin" e vari stabilimenti di importanti multinazionali, quali la "Knauf Insulation" e la "Dytech Automotive".

Nel territorio comunale, inoltre, sono presenti un'importante centrale termoelettrica, alimentata a gas naturale e gestita dalla società "Edipower" (Gruppo "A2A"), un centro per il trattamento dei rifiuto (gestito dalla locale Società "SETA spa"), con annessa discarica comunale, e numerose altre aziende private.

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

La città è servita dall'autostrada A4 Torino-Trieste, mediante tre uscite denominate "Chivasso Ovest", "Chivasso Centro" e "Chivasso Est", e dalle strade statali 11 (Padana Superiore), 26 (della Valle d'Aosta) e 590 (della Val Cerrina).

 
L'edificio viaggiatori della Stazione ferroviaria di Chivasso

Ferrovie e tramvieModifica

Chivasso è un importante nodo ferroviario lungo la ferrovia Torino-Milano, nella quale confluiscono le Linee Regionali Chivasso-Aosta e Chivasso-Alessandria; Ad esse si aggiunge la Linea Chivasso-Asti, il cui traffico è stato sospeso dal 2011.

Il territorio comunale ospita due stazioni ferroviarie: la stazione di Chivasso, servita da Trenitalia (nell'ambito del Contratto di Servizio stipulato con la Regione Piemonte) e dal Servizio ferroviario metropolitano di Torino linea 2 pinerolo-chivasso, e la stazione di Castelrosso, in cui fermano alcuni treni regionali.

Tra il 1883 e il 1949, inoltre, Chivasso ha rappresentato il capolinea della tranvia Torino-Chivasso/Brusasco.

Mobilità urbanaModifica

Chivasso è un punto di intercambio per le Autolinea extraurbane della provincia di Torino, gestite dal GTT e da altre imprese locali. Tutte le linee degli autobus e i taxi operanti in città fanno capolinea al "Movicentro", situato in piazzale XII Maggio 1944, di fronte alla Biblioteca Civica "Movimente".

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 novembre 1993 16 novembre 1997 Francesco Lacelli Partito Democratico della Sinistra sindaco
16 novembre 1997 27 maggio 2002 Andrea Fluttero Forza Italia sindaco
27 maggio 2002 29 maggio 2006 Andrea Fluttero Forza Italia sindaco
29 maggio 2006 16 maggio 2011 Bruno Matola Forza Italia Il Popolo della Libertà sindaco
16 maggio 2011 24 febbraio 2012 Gianni De Mori Partito Democratico sindaco
24 febbraio 2012 7 maggio 2012 Giovanna Vilasi Laura Ferraris commissario straordinario
7 maggio 2012 11 giugno 2017 Libero Ciuffreda Partito Democratico sindaco
11 giugno 2017 in carica Claudio Castello Partito Democratico sindaco

GemellaggiModifica

Dal 2014, Chivasso è gemellata con Ventotene, mentre tra il 2016 e il 2017 è stato stipulato il gemellaggio della città con Przemyśl (Polonia) e quello tra la frazione di Betlemme e la città omonima (Palestina).

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Bilancio demografico Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2018
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 206.
  5. ^ da "Le raccontano, 1890 - 1990. Cento anni di Chivasso", di Laura Borrione, Marco Borrione e Pier Carlo Rosa (Edizioni L'Artistica Savigliano, 1990).
  6. ^ (EN) Fabio Romanoni, Gli obblighi militari nel marchesato di Monferrato ai tempi di Teodoro II, in Bollettino Storico- Bibliografico Subalpino. URL consultato il 29 giugno 2020.
  7. ^ La Stampa - Consultazione Archivio
  8. ^ Chiesa S.S. Giovanni Battista e Marta, su www.comune.chivasso.to.it. URL consultato il 28 novembre 2020.
  9. ^ Da Torino a Vercelli (Km 84,8) – Turismo Torino e Provincia Archiviato il 29 novembre 2014 in Internet Archive.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Dato Istat al 31/12/2017, su demo.istat.it. URL consultato il 28 agosto 2018.
  12. ^ Dati superiori alle 20 unità

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Isana Rugby Club ASD club di rugby che opera nel Comune di Chivasso.
  • Chivasso Rugby ONLUS club di rugby che opera nel Comune di Chivasso, dedicato soprattutto al rugby giovanile ed al rugby integrato.
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