Stefano Dradi

calciatore italiano
Stefano Dradi
Stefano Dradi.jpg
Stefano Dradi con la maglia del Taranto (1980)
Nazionalità Italia Italia
Altezza 183 cm
Peso 76 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Difensore
Carriera
Squadre di club1
1973-1975Riccione39 (0)
1975-1976Taranto8 (0)
1976-1977Riccione27 (0)
1977-1981Taranto114 (0)[1]
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Stefano Dradi (San Giovanni in Marignano, 23 luglio 1951) è un ex calciatore italiano, di ruolo stopper.

BiografiaModifica

Stefano Dradi è nato a San Giovanni in Marignano, in Romagna.[2] Da anni vive a Morciano, un paese vicino a San Giovanni, dove abita con la moglie Sandra e due figli adottivi.[2] Dopo la carriera da calciatore intraprende quella di avvocato, professione che esercitava anche il suocero, abbastanza noto nella zona di Rimini.[2]

È un tifoso dell'Inter.[2][1]

La moglie gestisce[3] una gelateria a 20 chilometri da Morciano, vicino alla costa adriatica.[2]

CarrieraModifica

Nel 1973 Dradi comincia la sua carriera da calciatore nel Riccione, squadra romagnola che milita in Serie C. Gioca solo 3 incontri e la squadra biancazzurra conclude il torneo a centro classifica. La seconda stagione con il Riccione si conclude con 36 presenze senza reti per Dradi che conclude l'annata giocando da titolare. La squadra finisce nuovamente a centro classifica. Nel 1975 Dradi passa al Taranto voluto dall'allenatore Fantini[2], la scorsa stagione allenatore del Teramo: Dradi si era fatto notare positivamente nella sfida contro gli umbri e Fantini l'aveva portato a Taranto.[2] Esordisce in Serie B il 12 ottobre del 1975 in Taranto-Catanzaro (1-1). Il Taranto chiude il campionato cadetto in dodicesima posizione guadagnando la salvezza. Dradi totalizza 8 presenze senza realizzare marcature. Nelle stagioni 1976-1977, 1977-1978 e Serie B 1978-1979 i pugliesi finiscono il torneo a centro classifica. Dopo aver cominciato la stagione 1976-1977, ad ottobre Dradi ritorna al Riccione, ancora in Serie C, dove colleziona 8 presenze prima di fare ritorno a Taranto. Nel 1979-1980 il Taranto sfiora la retrocessione. Dradi gioca da titolare collezionando 34 partite nel 1977, 38 nel 1978 e 33 nel 1980.

Nella stagione 1980-1981 è coinvolto nello scandalo del Totonero e alla squadra vengono attribuiti 5 punti di penalizzazione, sufficienti a far retrocedere i pugliesi. Questa è l'ultima stagione per Dradi che si ritira a 30 anni, totalizzando 122 presenze in Serie B con il Taranto e 66 gettoni in Serie C con il Riccione.

Lo stipendio di Dradi fu di 10 milioni di lire prima e in seguito anche di 12 e 18 milioni con Carelli.[2]

Dopo il ritiroModifica

Dopo essersi ritirato dal calcio professionistico si laurea ad Urbino con una tesi sulle società sportive in diritto commerciale. Intraprende la carriera da avvocato difensore[2] cominciando a lavorare con il suocero con il quale condivideva lo studio.[2] Quando suo suocero venne a mancare Dradi ereditò il suo studio, continuando ad esercitare la professione.[2]

Mentre giocava a calcio aveva studiato inizialmente a Bologna e in seguito a Bari, dovendo pagarsi le tasse universitarie con lo stipendio da calciatore[2], ma non riuscì a dare alcun esame e si laureò ad Urbino a 35 anni: dopo aver dato 5 esami riprese a studiare una decina d'anni dopo[2]

Continua a giocare a calcio disputando dei tornei con la selezione degli avvocati del Tribunale di Rimini[2][1], allenando anche la squadra degli avvocati della Romagna.[1] In uno di questi tornei Dradi incontra nuovamente il suo ex compagno Caputi, a Latina.[2][1] La moglie di Dradi, a distanza di anni, rivede un altro ex compagno di Dradi, Giovannone.[1]

Dopo il ritiro Dradi ammise d'aver fatto uso di sostanze come il Micoren, di essersi fatto fare delle flebo di vitamine, zuccheri e sali minerali.[2][1]

Inoltre fu sindaco per 5 anni a Morciano.[2][1] Attualmente è il vicesindaco di Morciano.

Il 2 giugno 2011 viene investito mentre era in sella alla sua bicicletta:[4] Dradi viene portato all'ospedale di Cesena con l'elisoccorso di Bologna e alla fine riporta diverse fratture.[4][5]

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h Guglielmo De Feis, STEFANO DRADI: "A Taranto ho lasciato veri amici"!, in tarantohistory.it, 14 febbraio 2011. URL consultato il 2 agosto 2011 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q Guglielmo De Feis, AMARCORD: Stefano Dradi l'avvocato, in Blunote.it, 28 dicembre 2005. URL consultato il 2 agosto 2011.
  3. ^ Dato del 2005: vedi fonte
  4. ^ a b Riccione - Vicesindaco travolto in bicicletta[collegamento interrotto] Romagnanoi.it
  5. ^ Vicesindaco di Morciano investito mentre era in bici Ilrestodelcarlino.it

BibliografiaModifica

  • Arrigo Beltrami (a cura di). Almanacco illustrato del calcio 1979. Modena, Panini, 1978.
  • Arrigo Beltrami (a cura di). Almanacco illustrato del calcio 1981. Modena, Panini, 1980.
  • La Raccolta Completa degli Album Panini 1980-81. «La Gazzetta dello Sport».

Collegamenti esterniModifica