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Storia di fifa e di coltello - Er seguito d'er più

film del 1972 diretto da Mario Amendola
Storia di fifa e di coltello - Er seguito d'er più
Paese di produzioneItalia
Anno1972
Durata104 min
Generecommedia, grottesco
RegiaMario Amendola
SoggettoMario Amendola, Bruno Corbucci
SceneggiaturaMario Amendola, Bruno Corbucci
ProduttoreMondial Te.Fi.
Distribuzione in italianoTitanus
FotografiaFausto Zuccoli
MontaggioDaniele Alabiso
MusicheGiancarlo Chiaramello
ScenografiaFabrizio Frisardi
CostumiRosalba Menichelli
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Storia di fifa e di coltello - Er seguito d'er più è un film del 1972 diretto da Mario Amendola. Il film è un seguito e al tempo stesso una parodia di Er più - Storia d'amore e di coltello, del quale mantiene non solo l'ambientazione ma anche buona parte del cast di comprimari.

TramaModifica

Roma, primi anni del 1900. Ciccio Pennisi, cugino del defunto Nino, Er Più di Borgo, chiama dalla lontana Cefalù suo cugino Franco, un mite venditore di pesce e fratello (da parte di padre) di Nino. Ciccio si aspetta che Franco possa diventare il nuovo Più, tutelando l'onore dei borgatari e amministrando la spiccia giustizia popolare.

Franco, di indole codarda, per un certo tempo riesce a fingersi coraggioso agli occhi dei borgatari e si guadagna l'amore della bella Silvana e l'inimicizia di Bartolo, Er Più del quartiere di San Giovanni.

Tuttavia, in occasione dell'inaugurazione della luce elettrica nel quartiere di San Giovanni - il primo quartiere di Roma a avere la luce elettrica grazie all'influenza di Bartolo, gli uomini di Borgo irrompono sul luogo della cerimonia e provocano una gigantesca rissa in cui Franco è spinto a fare il capopopolo. L'inaugurazione è mandata a monte e Franco teme la prevedibile vendetta di Bartolo e dei suoi; finge quindi di avere contratto una strana forma di rabbia da un cane che lo ha morso durante l'inaugurazione (inizia a abbaiare e a comportarsi come un cane) in modo da sottrarsi alla sfida degli avversari. Silvana però scopre l'inganno e lo caccia di casa.

Mentre Franco si allontana dal quartiere incontra per caso Bartolo, ferito da una coltellata di Verdicchio (il vecchio vice del defunto Er Più) che intendeva difendere l'onore della sorella Iris, insidiata da Bartolo. Per una serie di equivoci Franco appare come l'autore della coltellata e, per il suo coraggio, viene di nuovo accolto in famiglia con grandi onori. Mentre Bartolo è convalescente i suoi seguaci sfidano Franco a duello in una località dall'altra parte di Roma.

La mattina del duello Ciccio scopre che se, Franco indossa la bombetta appartenuta a Nino, si trasforma in un uomo di coltello coraggioso e spavaldo. Grazie al potere della bombetta Franco riesce a duellare valorosamente finché il combattimento non è interrotto da Bartolo che, arrivato convalescente in calesse, ferma i suoi seguaci dicendogli che le sue vendette deve risolverle personalmente.

Tornato a casa Ciccio induce Franco a tenere sempre in testa la bombetta (perché appena la toglie ritorna vile e codardo) e così Franco diventa un autentico erede di Er Più, guadagnandosi il rispetto del quartiere (che lo protegge dalle indagini dei carabinieri per l'accoltellamento di Bartolo) e il definitivo amore di Silvana. Tra le gesta del nuovo Er Più c' anche la vendetta contro il Cinese, l'autore dell'omicidio di Nino, che Franco malmena e getta nel Tevere non appena il Cinese esce di prigione.

Grazie all'autorevolezza di Franco il primo quartiere di Roma ad avere la luce elettrica è proprio Borgo. Durante l'inaugurazione si presenta Bartolo, ma non per sfidarlo a duello. È innamorato della sorella di Verdicchio e ne chiede la mano in presenza del fratello e di Franco. I due acconsentono alle nozze, e questo sigla anche un'alleanza tra i quartieri di Borgo e di San Giovanni. Proprio nel bel mezzo dei festeggiamenti irrompe un uomo armato di pistola: è il fratello del Cinese, che vuole vendicarsi contro Franco per aver malmenato il fratello. Parte un colpo di pistola che fa volare via la bombetta di Nino, che si incastra nei circuiti elettrici e, prendendo fuoco, provoca un black out.

Quando la luce viene ripristinata si scopre che Franco, Ciccio e Silvana sono spariti, così come il cavallo del calesse di Totarello: Franco, stanco di rischi e vendette, ha approfittato della confusione per rapire l'amata Silvana e fuggire a cavallo verso Cefalù; è inseguito da Ciccio, che cerca di farsi dare un passaggio.

Il film si conclude con una breve frase che spiega che, dopo la loro scomparsa, dei due Siciliani non si seppe mai più niente in Roma.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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