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Le Suore Oblate del Santissimo Redentore (in spagnolo Hermanas Oblatas del Santísimo Redentor) sono un istituto religioso femminile di diritto pontificio: le suore di questa congregazione pospongono al loro nome la sigla O.S.R.[1]

Indice

Cenni storiciModifica

La congregazione trae origine dall'asilo di Nostra Signora della Consolazione, aperto a Ciempozuelos il 1º giugno 1864 dal vescovo benedettino José María Benito Serra y Juliá (1810-1896) per favorire il reinserimento sociale delle ex prostitute:[2] l'opera, dapprima gestita dalle suore della Madre del Divin Pastore, nel 1867 venne affidata dal vescovo a una nuova fraternità guidata da Antonia María de Oviedo y Schönthal (1822-1898) e interamente dedicata alla rieducazione delle giovani traviate.[3] Il sodalizio fu sin dalle origini legato alla Congregazione del Santissimo Redentore, da cui trasse il titolo.[2]

L'istituto ricevette il pontificio decreto di lode il 30 marzo 1881 e venne approvato definitivamente il 13 maggio 1895; le sue costituzioni ottennero l'approvazione definitiva della Santa Sede il 10 aprile 1906.[2]

Attività e diffusioneModifica

I fini specifici delle Oblate del Santissimo Redentore sono il riscatto, la rieducazione e il reinserimento sociale delle donne vittime della prostituzione.[3][4]

Sono presenti in Europa (Italia, Spagna, Portogallo), in America (Argentina, Brasile, Colombia, Guatemala, Messico, Porto Rico, Repubblica Dominicana, Stati Uniti d'America, Uruguay, Venezuela), in Angola e nelle Filippine:[5] la sede generalizia è a Madrid.[1]

Al 31 dicembre 2005 l'istituto contava 581 religiose in 96 case.[1]

NoteModifica

  1. ^ a b c Ann. Pont. 2007, p. 1650.
  2. ^ a b c DIP, vol. VI (1980), col. 617, voce a cura di D. De Felipe.
  3. ^ a b Enciclopedia Rizzoli Larousse, vol. X (1969), pp. 675-676, voce Oblato.
  4. ^ Hnas. Oblatas de Smo. Redentor: ¿Que quiénes somos...?, su hermanasoblatas.org. URL consultato il 12-6-2009.
  5. ^ Hnas. Oblatas de Smo. Redentor: estamos..., su hermanasoblatas.org. URL consultato il 12-6-2009.

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

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