Surya Bonaly

pattinatrice artistica su ghiaccio francese
Surya Bonaly
Nürnberg Gala 2007 Bonali.jpg
Surya Bonaly al galà di Norimberga del 2007
Nazionalità Francia Francia
Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 156 cm
Pattinaggio di figura Figure skating pictogram.svg
Specialità Pattinaggio artistico su ghiaccio singolo
Termine carriera 1999
Palmarès
Campionati mondiali di pattinaggio di figura 0 3 0
Campionati europei di pattinaggio di figura 5 1 0
Campionati mondiali juniores di pattinaggio di figura 1 1 1
Campionati francesi di pattinaggio di figura 9 1 0
Per maggiori dettagli vedi qui
 

Surya Varuna Claudine Bonaly (Nizza, 15 dicembre 1973) è un'ex pattinatrice artistica su ghiaccio francese naturalizzata statunitense nel 2003, cinque volte campionessa europea nel singolo donne negli anni novanta.

BiografiaModifica

Nata come Claudine, figlia di una donna originaria di Riunione e di un uomo della Costa d'Avorio[1], Surya Bonaly fu adottata a diciotto mesi da Suzanne e Georges Bonaly, una coppia di Nizza[2], e avviata al pattinaggio di figura dalla madre adottiva, che ne fu a lungo l'allenatrice. Da bambina praticò ginnastica artistica a livello agonistico; ciò le consentì di eseguire sul ghiaccio figure che richiedono notevoli doti di acrobazia e contorsionismo, anche se a volte venne criticata per l'eccesso di atletismo delle sue coreografie, a scapito dell'interpretazione artistica.

Diventò celebre per il salto mortale all'indietro (o back flip[3]), vietato in competizione dall'International Skating Union (ISU), ma eseguito da alcuni pattinatori nelle esibizioni non agonistiche; la Bonaly fu una delle poche donne a farlo, e l'unica atleta (uomini compresi) ad atterrarlo su un piede solo[4]. Introdusse inoltre una complessa trottola che cominciava con un piegamento in basso per prendere la caviglia libera, continuando a ruotare mentre sollevava la gamba e terminava nella posizione della trottola Biellmann.

Surya Bonaly fu campionessa di Francia ininterrottamente dal 1989 al 1997. Fu campionessa europea per cinque edizioni consecutive dal 1991 al 1995. Non riuscì mai a vincere i campionati mondiali: fu tre volte seconda, nel 1993 (dietro all'ucraina Oksana Bajul, che aveva battuto agli europei), nel 1994 (dietro alla giapponese Yuka Satō) e nel 1995 (dietro alla cinese Lu Chen)[5].

Surya Bonaly partecipò a tre edizioni delle Olimpiadi, senza vincere medaglie. Ai Giochi "di casa" ad Albertville 1992, dove pronunciò il giuramento olimpico a nome di tutti gli atleti partecipanti, fu quinta. A Lillehammer 1994 fu quarta, ai piedi del podio. A Nagano 1998 fu decima: in quell'occasione, persa ormai ogni speranza di medaglia dopo aver sbagliato un triplo Salchow, decise di infrangere il regolamento eseguendo in gara la sua specialità, il salto mortale all'indietro. Ottenne l'applauso del pubblico, ma fu penalizzata pesantemente nel punteggio.

Dopo le Olimpiadi di Nagano abbandonò le competizioni, si trasferì negli Stati Uniti e passò al professionismo. Da allora si esibì regolarmente nello spettacolo sul ghiaccio Champions on Ice. Residente a Las Vegas[6], a gennaio 2004 ottenne la cittadinanza statunitense[7].

La sua storia viene presentata nell'episodio Giudizio della serie Losers di Netflix[8].

PalmarèsModifica

NoteModifica

  1. ^ The backflip that shocked the Olympics, su bbc.co.uk. URL consultato il 16 aprile 2019.
  2. ^ (FR) Biographies: BONALY Surya, Fédération Française des Sports de Glace (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2007).
  3. ^ Bonaly kicks up controversy, draws warning for back flip, in Baltimore Sun, 21 febbraio 1992.
  4. ^ Dvora Meyers, No, The Backflip Was Not Banned In Figure Skating Because Of Surya Bonaly, su deadspin.com, 12 febbraio 2018.
  5. ^ Surya BONALY, International Skating Union (archiviato dall'url originale il 21 maggio 2016).
  6. ^ Surya Bonaly Lives in Las Vegas and That's Totally by Accident, Lifeskate.com, 22 dicembre 2008.
  7. ^ Maureen Mullen, Positive spin, in Boston Globe, 2 aprile 2004.
  8. ^ (EN) Losers, su Netflix.

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN9944231 · ISNI (EN0000 0000 5235 8929 · LCCN (ENnr97015558 · BNF (FRcb124550680 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-nr97015558