Talia (musa)

musa della commedia nella mitologia greca

Thàlia (in greco antico: Θάλεια, Tháleia) era una delle grandi muse, figlie di Zeus e Mnemosine: colei che presiede alla commedia sulla mitologia greca; è ritenuta la madre dei Coribanti avuti da Apollo. È associata anche alla più severa satira come nella Musogonia di Monti «e Talìa che l'error flagella e ride» (v. 200).

Talia in un dipinto di Jean-Marc Nattier (1739)

È raffigurata come una ragazza dall'aria allegra, che porta una corona di edera sul capo e tiene una maschera in mano.

CuriositàModifica

Ugo Foscolo nel carme "Dei sepolcri" (vv. 53/56) fa riferimento a Parini, dicendo che il poeta era solito appendere alla statua della musa Talia corone di alloro che lui stesso coltivava all'interno della propria umile casa. Foscolo dice questo per rendere omaggio alla poesia satirica di Parini (la tua Talia) e ricordare la semplicità ed umiltà della sua vita, dedita alla poesia (corone di alloro).

Vittorio Alfieri racconterà un sogno nella poesia Nell'ora appunto in cui Morfeo diffonde (1775). Nel sogno, Alfieri sale sul Parnaso e, dopo aver incontrato Melpomene che lo loda per i sentimenti che lo muovono alla tragedia e lo invita ad affinare i suoi strumenti tragici, incontra Talia che gli fa l'occhiolino in maniera ammiccante. Il poeta astigiano, con questa poesia, voleva sottolineare la necessità di far confluire nella stessa opera le due componenti del teatro, ovvero la componente tragica e la componente comico-satirica.

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