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Tempio di Giove Lustrale
CiviltàRomana
UtilizzoCultuale
Epocaprima metà I sec. d.C.
Localizzazione
StatoItalia
ComuneVerona
Dimensioni
Larghezza9,29 m
Lunghezza17,77 m
Scavi
Data scoperta1930
Date scavi1930, 1999
Amministrazione
PatrimonioParte del patrimonio UNESCO Città di Verona
EnteSABAP-VR MiBACT

Il Tempio di Giove Lustrale a Verona è una struttura a podio e cella sotterranea, realizzato nella prima metà del I secolo d.C. Si trovava lungo la via Postumia, subito fuori della città porta Borsari, nell'odierno piazzale Diaz.

Indice

StoriaModifica

L'edificio era noto fin dal XVI secolo[1], fu scavato nel 1930 nel corso delle demolizioni della Chiesa di San Michele alla Porta che si impostava sulla struttura templare.

L'identificazione come struttura templare e l'attribuzione a Giove Lustrale è dovuta all'allora soprintendente Ettore Ghislanzoni che a 75 metri di distanza da esso rinvenne due are votive. Successive conferme, seppur indirette, sono venute poi dalla scoperta di due epigrafi, scoperte a Rosegaferro e a Verona, che citano un collegium iumentariorum portae Ioviae - il consorzio dei mulattieri addetti al servizio postale statale - da collocarsi presumibilmente presso la porta Borsari: questa avrebbe potuto chiamarsi Iovia proprio per la vicinanza al tempio di Giove Lustrale[2].

Dopo lo scavo l'edificio fu smontato e ricostruito dapprima in piazzetta Santi Apostoli, poi nel piazzale antistante al Cimitero Monumentale[3] dove tuttora si trova.

DescrizioneModifica

Era costituito da un podio con cella sotterranea con volta a botte. Il basamento (lungo 17,77 m e largo 9,29 m) era composto da un filare e grandi conci in pietra veronese; sosteneva l'elevato di cui rimanevano solo i conci inferiori.

Nuovi scavi sono stati condotti nel 1999, indagando con più attenzione l'ambiente sotterraneo. Di quest'ultimo si è ipotizzato una funzionale cultuale legata all'acqua sia per la presenza di una vasca, sia per una iscrizione ancora in situ posta da un certo Febo, schiavo incaricato della vigilanza dei tubi plumbei per la distribuzione idrica; non ultimo, l'appellativo stesso del dio, da ricollegare alla lustratio.

Nell'archivio della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza sono conservati rilievi della struttura e documenti e fotografie relativi allo scavo.

NoteModifica

  1. ^ Canobbio 1577
  2. ^ Vd. Franzoni 1986 e Bolla 2009
  3. ^ Nei pressi di un distributore di benzina, all'altezza di Lungadige Porta Vittoria. Nel corso di recenti lavori stradali sono riemersi i basamenti, che alla conclusione degli scavi sono stati ricoperti da sabbia e una gettata di cemento.

BibliografiaModifica

  • Margherita Bolla, Verona storico-religiosa. Testimonianze di una storia millenaria, in Testimonianze archeologiche di culti a Verona e nel territorio in età romana, 2009, p. 9-31.
  • Alessandro Canobbio, Historia di Alessandro Canobbio intorno la nobiltà e l'antichità di Verona, Verona, 1577-1604, p. libro II, colonna 27.
  • Giuliana Cavalieri Manasse, La via Postumia a Verona, una strada urbana e suburbana, in Optima via, Cremona, Associazione promozione iniziative culturali, 1998, p. 121.
  • Alessandro Da Lisca, Lavori e scavi a S.Michele alla porta in Verona, in Atti e memorie dell'Accademia. Agricoltura, scienze e lettere di Verona, V, CXI, Verona, 1934, pp. 35-50.
  • Lanfranco Franzoni, Collegium iumentariorum Portae Ioviae in una nuova iscrizione veronese, in AQN, LVII, 1986, pp. 617-632.
  • Pirro Marconi, Verona romana, Bergamo, Istituto italiano d'arti grafiche, 1937, p. 48-50.