Tempio di Maharraqa

Al-Maharraqa (in lingua araba: المحرقة, in lingua greca: Hierasykaminos) è un sito archeologico nella Nubia inferiore, circa 120 km a sud di Assuan al confine meridionale dell'Impero romano.[1] Alcuni anni dopo la conquista romana dell'Egitto nel 30 a.C., i cusciti del Regno di Meroe lanciarono un'incursione nella regione della prima cateratta del Nilo in Egitto nel 23 a.C.[2] Il prefetto romano d'Egitto, Petronio, mise in atto una rappresaglia armata e sconfisse l'esercito invasore Meroitico. Egli poi procedette a stazionare una guarnigione romana di 400 truppe nell'avamposto meridionale di Qasr Ibrim.[3] Dopo alcune negoziazioni fu stabilita una frontiera permanente all'altezza di Maharraqa.[3] Maharraqa costituiva l'estremo confine meridionale dell'Egitto romano.

Il tempio di Maharraqa nella Nubia.

Il tempio di Serapsis Isis a MaharraqaModifica

 
La scala a chiocciola del tempio di Maharraqa.
 
Il cortile del tempio di Maharraqa.

Il Tempio di Maharraqa è stato trasferito dal suo sito originario nella metà degli anni 1960 per via del progetto della diga di Assuan. Era dedicato agli dei egizi di Isis e Serapis.[4] Questo tempio egizio costruito durante l'Impero romano non può essere attribuito di preciso a nessuno regno di nessun imperatore romano visto che è privo di iscrizioni e la sua costruzione non è mai stata completamente portata a termine.[5] L'unica parte della struttura che fu portata a termine era:

«...un cortile delle misure di 13.56 X 15.69 m circondato sui tre lati da colonne.»

(Arnold, Strudwick, Gardiner[6])

I locali del tempio destinati a contenere il santuario non erano mai stati effettivamente costruiti. Il tempio manca anche di una formale struttura a piloni e possiede una curiosità architettonica che consiste in una scala a chiocciola situata all'angolo del cortile che porta al suo soffitto.[6] Questo è l'unico tempio egizio della Nubia dotato di scala a chiocciola.

Il trasferimento del TempioModifica

Visto che la sua originale posizione era minacciata dall'allagamento del Nilo per via della costruzione della diga di Assuan, questo piccolo tempio fu smantellato nel 1961 dal Servizio per le Antichità Egiziano.[7] Fu successivamente ricostruito assieme al Tempio di Dakka nel 1966 nella località di Sebua.[8] Come annota Christine Hobson:

«Un po' più a nord di Amada adesso si trovano i tre tempi di Wadi es Sebua (costruito da Ramses II), di Dakka e di Maharraqa.»

(Christine Hobson[9])

NoteModifica

  1. ^ Dieter Arnold, Nigel Strudwick, Sabine Gardiner, The Encyclopaedia of Ancient Egyptian Architecture, I.B. Tauris Publishers, 2003. p.85
  2. ^ Stephen Quirke & Jeffrey Spenser (ed.) The British Museum Book of Ancient Egypt, Thames & Hudson 1994. p.212
  3. ^ a b Quirke & Spenser, p.212
  4. ^ Dieter Arnold, Temples of the Last Pharaohs, Oxford University Press, 1999. p.244
  5. ^ Arnold, Temples of the Last Pharaohs, p.244
  6. ^ a b Arnold, Strudwick, Gardiner, p.85
  7. ^ Arnold, Strudwick, Gardiner, p.86
  8. ^ John Baines & Jaromír Málek, Atlas of Ancient Egypt, Facts on File Publications New York, 1982. p.183
  9. ^ Christine Hobson, Exploring the World of the Pharaohs: A complete guide to Ancient Egypt, Thames & Hudson 1993 paperback, p.177

BibliografiaModifica

  • Maurizio Damiano-Appia, Dizionario enciclopedico dell'antico Egitto e delle civiltà nubiane, Mondadori, ISBN 88-7813-611-5
  • Mario Tosi, Dizionario enciclopedico delle divinità dell'antico Egitto, vol. II, Ananke, ISBN 88-7325-115-3

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • (EN)

Coordinate: 22°48′02.4″N 32°32′51.35″E / 22.800667°N 32.547597°E22.800667; 32.547597