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Teoria del complotto giudaico

Insieme di pretestuose teorie antisemite
Un disegno satirico di Caran d'Ache che mostra un contadino francese prima della rivoluzione, sopraffatto dalla nobiltà, e dopo la rivoluzione, sfruttato da ebrei, massoni e capitalisti.

La teoria del complotto giudaico comprende un insieme di varie teorie del complotto che ritengono che il popolo ebraico sia responsabile di tramare per diverse finalità, soprattutto economiche.[1][2][3]

StoriaModifica

Già dal Medioevo in Europa vengono proposte teorie riguardanti un presunto complotto ebraico, quando le comunità giudaiche venivano demonizzate e usate come capro espiatorio per fenomeni come la peste o l'avvelenamento dei pozzi d'acqua e di casi fittizi, come l'uccisione rituale di infanti[4] oltre che per fenomeni sociali più generali per i quali era utile trovare un capro espiatorio (usura, povertà e disoccupazione).[5][6]

Un notevole contributo alla diffusione delle teorie del presunto complotto ebraico si deve alla divulgazione dei Protocolli dei Savi di Sion, un documento del 1903 che venne smascherato come falso nel 1921[7], ma che continuò a circolare in ambienti antisemiti in vari Paesi e nel quale vi si descrive un presunto complotto giudaico per il dominio del mondo.[8][1] Il volume diffonde un'idea già presente in alcuni testi russi dell'Ottocento. Il più noto è Il libro del Kahal di Jacob Brafman. Con questo testo Brafman vuole dimostrare che il kahal è un vero e proprio "governo talmudico"[9] pronto a dominare la Russia. Kahal, da termine indicante la forma di autogoverno delle comunità ebraiche dell'Europa orientale, acquisirà il significato di potenza occulta che, attraverso una cospirazione planetaria, attua il programma di dominazione del mondo, dirige la mano armata del nichilismo nel suo attacco all'Europa, e realizza il progetto di disgregazione fisica e morale dell'Impero russo[10]. Le fantasie di Brafman, che faranno da cornice alla futura produzione giudeofobica e si cristallizzeranno nella cultura russa, costituiscono parte del contesto "mitico" alla base dei Protocolli dei Savi di Sion.[11]

Altre teorie si rifanno alle emigrazioni che portarono migliaia di ebrei europei, soprattutto tedeschi e polacchi, a viaggiare per gli Stati Uniti d'America, e a costituirvi una forte minoranza che riuscì nei decenni successivi a costituire forti presenze nel mondo mediatico e finanziario. Seguendo la teoria del complotto giudaico, grazie a un'immigrazione controllata dall'ebraismo mondiale, gli ebrei americani sarebbero i presunti artefici di fenomeni negativi che hanno pervaso il Novecento, come il comunismo e il capitalismo.

Alcune di queste teorie descrivono il comunismo, il marxismo, il bolscevismo e la massoneria come correnti di pensiero politico che sarebbero ipoteticamente state fondate e diffuse dall'ebraismo mondiale, con il presunto scopo di dominare il mondo. L'idea di un presunto collegamento comunismo-ebraismo deriva dal fatto che Karl Marx avesse origini giudaiche, e lo stato sociale dei suoi genitori fosse stato fondamentale all'elaborazione delle sue teorie politiche, e che alcuni capi di movimenti comunisti e socialisti fossero nati in famiglie ebraiche.[senza fonte]

La presunta influenza di una lobby ebraica nell'economia occidentale è parte integrante dell'intera ideologia antisemita. Alcune di queste teorie si rifanno alla famiglia Rothschild, che grazie al suo capitale concedeva prestiti alle monarchie europee del XIX secolo e li vedeva restituiti con alti interessi, e che spesso era protagonista di varie "teorie del complotto" per via della sua forte influenza nelle politiche dei paesi cui faceva versamenti di capitale.

Dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 contro le Torri Gemelle fu diffusa la notizia, poi rivelatasi falsa, secondo cui oltre 4.000 dipendenti ebrei che lavoravano al World Trade Center e al Pentagono non si sarebbero presentati al lavoro il giorno degli attentati, avvisati preventivamente dal servizio segreto israeliano, il Mossad, o perché consapevoli dei fatti in quanto complici del complotto.

La notizia ha preso corso il 17 settembre, pubblicata e diffusa in Medio Oriente da una TV vicina all'organizzazione libanese Hezbollah[12]. Ma cinque giorni prima, il giorno seguente agli attacchi, il Jerusalem Post in un'edizione straordinaria, già citava la stima provvisoria di 270-400 ebrei rimasti uccisi nel WTC.[13][14][15][16][17] Nei mesi successivi alcuni siti web, di orientamento antisemita e negazionisti dell'Olocausto, ripresero e diffusero strumentalmente la falsa notizia.[18] Secondo altre tesi complottiste, gli attentati sarebbero stati formulati da un presunto "ebraismo mondiale" con l'ipotetico scopo di destabilizzare il mondo in favore della causa di Stati Uniti e Israele. In opposizione a queste credenze antisemite è intervenuta l'Anti-Defamation League, che ha pubblicato un resoconto in risposta alle false accuse sul coinvolgimento degli ebrei negli attentati.[19] Su Internet, uno dei leader di al-Qāʿida, Ayman al-Zawahiri, si è detto indignato dalle teorie fatte circolare da Hezbollah e sostenute dall'Iran, accusando quest'ultimo di essere coinvolto nell'invasione dell'Iraq e nell'Afghanistan.[20][21][22][23]

NoteModifica

  1. ^ a b Che diamine è il complotto “demo-pluto-giudaico-massonico”? – Massimo Polidoro | L'esploratore dell'insolito, su massimopolidoro.com. URL consultato il 28 gennaio 2019.
  2. ^ Mamma c'è Soros, su www.ilfoglio.it. URL consultato il 28 gennaio 2019.
  3. ^ Come vincere l'ossessione dei complotti fasulli, su Repubblica.it, 27 giugno 2015. URL consultato il 28 gennaio 2019.
  4. ^ A titolo di esempio si veda il caso di Simonino di Trento
  5. ^ José María Perceval Un crimen sin cadáver: el Santo Niño de la Guardia (a crime without corpse: the holy child of La Guardia, Historia 16, n. 202, p.44-58, February 1993, accessibile online in versione spagnola Archiviato il 29 ottobre 2016 in Internet Archive. e versione inglese Archiviato il 17 settembre 2008 in Internet Archive.
  6. ^ Alfonso Pedatzur Arbib, Arbib, il rabbino capo di Milano: "Essere costretti a nasconderci è la vittoria di chi odia gli ebrei", su kolot.it, 2 giugno 2019 (archiviato l'8 agosto 2019).
  7. ^ Philip Graves, "The Source of the Protocols of Zion" - PDF files from 16-18 August 1921, su emperors-clothes.com. URL consultato il 28 gennaio 2019.
  8. ^ The Protocols, with comments about its condition of plagiarism and fraud: Copia archiviata (PDF), su ddickerson.igc.org. URL consultato il 25 gennaio 2014 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2014).
  9. ^ http://www.the-tls.co.uk/tls/reviews/history/article749564.ece[collegamento interrotto]
  10. ^ L'ombra del kahal - archiviostorico.info
  11. ^ YIVO | Brafman, Iakov Aleksandrovich
  12. ^ FAQ sull'11 settembre
  13. ^ A survey of the 1,700 victims whose religion was listed found approximately 10% were Jewish indicating around 270 in total. A survey based on the last names of victims found that around 400 (15½%) were possibly Jewish. A survey of 390 Cantor Fitzgerald employees who had public memorials (out of the 658 who died) found 49 were Jewish (12½%). According to the 2002 American Jewish Year Book, New York State's population was 9% Jewish. Sixty-four percent of the WTC victims lived in New York State.
  14. ^ Gary Rosenblatt, The Mitzvah To Remember, The Jewish Week, 9 maggio 2002 (archiviato dall'url originale il 10 ottobre 2002).
  15. ^ The Resuscitation of Anti-Semitism: An American Perspective: An Interview with Abraham Foxman, Jcpa, 1º ottobre 2003.
  16. ^ Il rumor dei 4.000 ebrei: Voci dall'11 settembre Archiviato l'8 aprile 2005 in Internet Archive.; 01-2005.
  17. ^ US Info.gov Archiviato l'8 aprile 2005 in Internet Archive. Appare nell'edizione stampa pubblicata in web del 12 settembre del Jerusalem Post: "The Foreign Ministry in Jerusalem has so far received the names of 4,000 Israelis believed to have been in the areas of the World Trade Center and the Pentagon at the time of the attacks." - "Il Ministero degli Esteri in Gerusalemme ha ricevuto il nome di 4.000 Israeliani che si ritiene essere presenti nell'area del World Trace Center e del Pentagono al tempo degli attacchi.
  18. ^ Holocaust Denial Versus 9/11 Truth, 9/11 Review.
  19. ^ Unraveling Anti-Semitic 9/11 Conspiracy Theories. (PDF), Anti-Defamation League, 2003.
  20. ^ The Rebellion Within, An Al Qaeda mastermind questions terrorism. by Lawrence Wright. newyorker.com, June 2, 2008
  21. ^ Al-Qaeda accuses Iran of 9/11 lie, in BBC News, 22 aprile 2008. URL consultato il 5 agosto 2008.
  22. ^ Copia archiviata, su edition.cnn.com. URL consultato il 3 marzo 2009 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2008). " Al-Zawahiri also denied a conspiracy theory that Israel carried out the September 11 attacks on the U.S., and he blamed Iran and Shiite Hezbollah for spreading the idea to discredit the Sunni al Qaeda's achievement.Al-Zawahiri accused Hezbollah's al-Manar television of starting the rumor."The purpose of this lie is clear: [to suggest] that there are no heroes among the Sunnis who can hurt America as no else did in history. Iranian media snapped up this lie and repeated it," he said."Iran's aim here is also clear: to cover up its involvement with America in invading the homes of Muslims in Afghanistan and Iraq," he added. "
  23. ^ FOXNews.com - Al Qaeda No. 2 Accuses Iran of Spreading 9/11 Conspiracy Rumor - International News | News of the World | Middle East News | Europe News Archiviato il 24 settembre 2008 in Internet Archive. at www.foxnews.com

Voci correlateModifica