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Thot

Thot (scritto anche Toth o Thoth, tutti dal greco Θώθ)[1] è una divinità egizia che appartiene alla religione dell'antico Egitto, dio della Luna, della sapienza, della scrittura, della magia, della misura del tempo, della matematica e della geometria. È rappresentato sotto forma di ibis sacro, uccello che volava sulle rive del Nilo, o sotto forma (meno frequente) di babbuino. Inoltre era protettore degli scribi.

Indice

Etimologia e traslitterazioneModifica

Il nome egizio del dio è:

 

da cui il termine usuale di dio-ibis con le varianti

    
 


    
 

la cui traslitterazione è ḏḥwty (possibile lettura, in italiano, Djehuty, più precisamente diḥawtī).

Thot egizioModifica

Originario del 3º distretto del Basso Egitto, capitale Damanhur (Ermopoli Parva), comparve già nel periodo predinastico.

Però la città dove venne maggiormente adorato fu Ermopoli ("Città degli Otto"), capitale del 15º distretto dell'Alto Egitto, dove era rappresentato in sembianza di ibis, di cinocefalo e anche di toro.

Nella teogonia di Ermopoli Thot assunse un ruolo di grande rilevanza e fu considerato una delle divinità creatrici del mondo. Come divinità lunare fu associato con il sole morto in quanto la luna stessa (Iah) compare raramente nella teologia egizia. Come i cicli della luna regolavano molti dei rituali religiosi ed eventi civili della società egiziana, così Thot fu considerato anche il primo regolatore di queste attività.

 
Il dio Thot raffigurato come un babbuino (Museo del Louvre)

Paredra di Thot fu Seshat che con lui divideva il compito di scrivere nomi e imprese dei defunti sulle foglie dell'albero ished; secondo altre tradizioni sposa di Thot fu anche la dea-rana Heket e la sua compagna Seshat.

In quanto inventore della scrittura e patrono degli scribi fu questo ruolo che ebbe anche nei confronti del dio Ra di cui era segretario e visir.

Nella Duat, il mondo degli inferi, aiutava Osiride che giudicava le anime dei morti nella psicostasia.

È stato a volte identificato con il dio greco Ermes o Ermete Trismegisto.

Thot presso i GreciModifica

In un dialogo platonico, il Fedro, Thot viene nominato (come Theuth), in un breve apologo proposto da Socrate per contestare l'importanza della scrittura, di cui il dio egizio sarebbe stato l'inventore, a favore dell'oralità — che all'epoca di Socrate era ancora molto sviluppata — che da sola permetterebbe all'uomo di "possedere" nella propria memoria quello che la fredda scrittura fissa su supporti materiali.

Il mitografo Filone chiama Taaut un dio, figlio di Crono, che corrisponde al dio Thot degli Egizi. Secondo altre fonti la divinità è invece collegabile a Giano[2].

Thot presso i FeniciModifica

La Praeparatio evangelica riferisce che il mitografo fenicio Sanconiatone attesta la presenza del dio Taaut presso i fenici[3], ideatore della scrittura come il dio Toth[4][5]. L'autore lo identifica con Ermes[6], lo pone come successore di Misor al trono d'Egitto e riferisce che gli Egizi lo chiamarono Thoyth e gli alessandrini Thoth[2].

Thot nei tempi moderniModifica

Un'ipotesi sull'origine dei Tarocchi fa riferimento al Libro di Thot, nel quale sarebbero contenute delle conoscenze antiche originariamente trasmesse all'uomo da questa divinità. Esiste anche uno specifico mazzo di tarocchi creato da Aleister Crowley e Lady Frieda Harris.

Thot compare anche nella saga letteraria "The Kane Chronicles": nel primo romanzo La piramide rossa ha un ruolo di rilievo mentre nel secondo compare brevemente, infine nel terzo avrà un ruolo di rilievo come nel primo.

Thot appare nel capitolo Stardust Crusaders del manga e anime Le bizzarre avventure di JoJo, come stand appartenente a Boingo, a servizio di DIO.

CuriositàModifica

Secondo quanto riportato dallo scrittore ed editore Christoph Friedrich Nicolai nel testo Beschreibung einer Reise durch Deutschland und die Schweiz im Jahre 1781 (Descrizione di un viaggio in Germania e Svizzera nell'anno 1781) durante una visita allo scultore tedesco Franz Xaver Messerschmidt quest'ultimo «aveva, appeso vicino alla finestra, un mezzo foglio con il disegno di una vecchia statua egiziana senza braccia, che lui guardava sempre con grande ammirazione e riverenza. Questo disegno era legato a certe sue idee stravaganti, che giungevano in lui a eccessi da fare meraviglia». Inoltre, lo scultore, come anche riportato da Rudolf e Margot Wittkower nel loro testo Nati sotto Saturno, presentò a Nicolai «una intricatissima teoria sulle proporzioni umane, il cui segreto era contenuto nell'Hermes Egiziano»[7], il quale secondo i coniugi Wittkower era quello rappresentato dalla figura egiziana del disegno che, a quanto da loro presentato, Nicolai identificava come una rappresentazione di Ermete Trismegisto.[8]

NoteModifica

  1. ^ Il greco Θώθ si rifà all'egizio Ḏḥwty, la cui pronuncia era probabilmente *ḏiḥautī; in copto ⲑⲟⲟⲩⲧ Thoout, ⲑⲱⲑ Thōth, ⲑⲟⲟⲧ Thoot, ⲑⲁⲩⲧ Thaut, ⲑⲱⲟⲩⲧ Thōout.
  2. ^ a b The Family Magazine, Or Monthly Abstract of General Knowledge, J.S. Redfield, 1834, p. 337.
  3. ^ Eusebio di Cesarea, Praeparatio evangelica, IV secolo.
  4. ^ Thomas Blackwell, Letters Concerning Mythology, Londra, 1748, p. 337.
  5. ^ Phoenician Lore, Gods, Demigods, Heroes, Symbols, and Other Famous Mythological Characters, su mythologydictionary.com. URL consultato il 17 aprile 2017.
  6. ^ Society for the diffusion of useful knowledge, The penny cyclopædia [ed. by G. Long]., 1841, p. 387.
  7. ^ Nati sotto Saturno, di Rudolf Wittkower e Margot Wittkower, pagine 141-142
  8. ^ «Soltanto la figura egiziana appesa vicino alla finestra nella stanza dello scultore ci riesce immediatamente familiare. Nicolai aveva senza dubbio ragione di riconoscere in lei una rappresentazione di Ermete Trismegisto, il venerabile dio egiziano grecizzato dalla sapienza esoterica, riscoperto dai filosofi del Rinascimento reperibile da allora in un'infinità di trattati» da Nati sotto Saturno, pagina 146.

BibliografiaModifica

  • Claas Jouco Bleeker, Hathor and Thoth: Two Key Figures of the Ancient Egyptian Religion, in Studies in the History of Religions 26, Leiden, E. J. Brill, 1973
  • Patrick Boylan, Thot, the Hermes of Egypt: A Study of Some Aspects of Theological Thought in Ancient Egypt, London: Oxford University Press, 1922 (Reprinted Chicago: Ares Publishers inc., 1979)
  • Giuseppe Catapano, Thot Parlava Albanese, Bardi Editore, Roma 1984.
  • Jaroslav Černý, Thoth as Creator of Languages in Journal of Egyptian Archæology 34:121–122, 1948
  • Garth Fowden, The Egyptian Hermes: A Historical Approach to the Late Pagan Mind, Cambridge and New York: Cambridge University Press, 1986 (Reprinted Princeton: Princeton University Press, 1993) ISBN 0-691-02498-7
  • Mario Tosi, Dizionario enciclopedico delle Divinità dell'Antico Egitto, ANANKE, 2004 ISBN 88-7325-064-5

Voci correlateModifica

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Controllo di autoritàVIAF (EN54151776828318012681 · LCCN (ENsh89005757 · GND (DE118757350 · CERL cnp00587687