Tibareni e Macroni nell'Anatolia nord-orientale.
Tibarenia in una mappa sul viaggio degli Argonauti di Abraham Ortelius, 1624.

I Tibareni (georgiano: ტიბერია, greco: Τιβαρηνοί, Tibarenoi; Tubal, Tabal, Thobeles in Flavio Giuseppe) erano un antico popolo riportato dagli autori classici quali Erodoto, Senofonte, Strabone e altri. Nel periodo classico, insieme ad altre tribù, i Calibi e i Mossineci, venivano considerati i fondatori della metallurgia. Queste tre tribù confinavano ancora l'una con l'altra, lungo la costa anatolica del Mar Nero (antico Ponto), ai tempi dell'impero romano.

Si ritiene che i Tibareni fossero di origine scita.[1][2][3][4] Strabone li descrive come un popolo che abitava le montagne che si diramano dai Monti Moschici e Colchici, e menziona Cotyura come la loro principale città.[5][6] Sembrano essere stati un popolo innocuo e felice, che ha svolto tutti i suoi doveri in modo gioioso.[1][4][7] Le loro armi erano costituite da elmi di legno, piccoli scudi e lance corte con punte lunghe.[8] Senofonte e i suoi Greci trascorsero tre giorni di viaggio attraverso il loro paese.[9][10][11][12]

NoteModifica

  1. ^ a b Schol. ad Apoll. Rhod. 2.378, 1010
  2. ^ Xenophon. Anabasis. 5.5.2.
  3. ^ Periplo di Scilace
  4. ^ a b Stefano di Bisanzio. Ethnica. s.v. Τιβαρηνία.
  5. ^ Strabo. Geographica. xi. p. 527. I numeri di pagina si riferiscono a quelli dell'edizione di Isaac Casaubon.
  6. ^ Plinio il Vecchio. Naturalis Historia. 6.4.
  7. ^ Anon. Peripl. P. E. p. 12; Pomponio Mela. De situ orbis. 1.19.
  8. ^ Erodoto, Histories. 7.78.
  9. ^ Senofonte, Anabasis. 7.8.25.
  10. ^ Diodoro Siculo. Bibliotheca historica (Biblioteca Storica). 14.30.
  11. ^ Dionys. Per. 767; Pomponius Mela. De situ orbis. 1.2.
  12. ^ Strabone, Geographica. ii. p.129, vii. p. 309, xi. p. 549, xii. p. 555. I numeri di pagina si riferiscono a quelli dell'edizione di Isaac Casaubon.

Voci correlateModifica