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Giovanni Battista Madia
Giovanni Battista (Titta) Madia.jpg

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XXVII, XXVIII, XXIX
Incarichi parlamentari
  • Segretario dell'Ufficio di presidenza, dal 24 maggio 1924 al 21 gennaio 1929
Sito istituzionale

Consigliere nazionale del Regno d'Italia
Legislature XXX
Gruppo
parlamentare
Corporazione delle professioni e delle arti

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature II
Collegio CUN
Incarichi parlamentari
  • Membro della Giunta per l'esame delle domande di autorizzazione a procedere in giudizio, dal 26 giugno 1953 all'11 giugno 1958
  • Membro della III Commissione Diritto - Procedura e ordinamento giudiziario - Affari di giustizia, dal 1º luglio 1953 all'11 giugno 1958
  • Membro della Commissione speciale per l'esame del disegno di legge n°. 501: "Provvidenze per le zone colpite dalle recenti alluvioni in Calabria", dal 12 dicembre 1953 all'11 giugno 1958
  • Membro della Commissione speciale per l'esame del disegno di legge n°. 1264: "Norme in materia di locazioni e sublocazioni di immobili urbani" e delle proposte di legge in materia di locazioni e sfratti, dal 13 dicembre 1954 all'11 giugno 1958
  • Membro della Commissione speciale per l'esame del disegno di legge n°. 1738: "Provvedimenti straordinari per la Calabria" e delle similari proposte di legge n°. 1147 e 2837, dal 27 luglio 1955 all'11 giugno 1958
  • Membro della Commissione d'indagine incaricata di giudicare sul fondamento delle accuse rivolte al deputato Dante dal deputato Di Mauro, dal 1º febbraio 1957 all'11 giugno 1958
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico PNF, MSI
Professione Avvocato, giornalista

Giovanni Battista Madia, detto Titta (Petilia Policastro, 5 febbraio 1894Roma, 26 luglio 1976), è stato un avvocato, politico e giornalista italiano.

Indice

Biografia e carrieraModifica

Titta Madia nasce nel 1894 a Petilia Policastro, un piccolo paese della Calabria, da Nicola, notaio, e da Anna Avarelli, nipote del magistrato Diego Avarelli. Viene avviato agli studi di Legge, divenendo presto un avvocato penalista di grande successo e fama[1], maestro di arte oratoria. Il 30 ottobre 1918 fu iniziato in Massoneria nella Loggia Tommaso Campanella di Catanzaro[2].

Dirigente dell'Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra nel primo dopoguerra[3], rimarrà sempre legato alla sua terra d'origine, tanto da porre in essere una serie di iniziative politiche, che culmineranno con la sua elezione a deputato (1924-1939) e poi a consigliere nazionale (1939-1945) durante il periodo fascista[4][5]. Fu sostenitore dell'ideologia fascista e, oltre che avvocato, svolse anche una rilevante attività giornalistica dirigendo Gli oratori del giorno, rassegna mensile di eloquente ispirazione fascista[6]. Dal 1953 al 1958 è stato deputato per il Movimento Sociale Italiano nella II Legislatura.

DiscendenzaModifica

Fra i discendenti, il figlio Nicola e i nipoti Giuseppe Nicola, Marcello e Stefano Madia, con il nipote omonimo Titta Madia, avvocato principe del foro, deceduto il 13 novembre 2017. La bisnipote é Marianna Madia, deputata del PD e Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione nel governo Renzi e nel Governo Gentiloni.

OpereModifica

  • I processi de la storia. La Toga, 1931
  • I processi de la cronaca. La Toga, 1932
  • Aria dei colli fatali. Libreria Ulpiano Editrice, 1937
  • Pezzi di mondo. La Toga, 1937
  • Biografie del peccato quotidiano. Corbaccio - dall'Oglio, 1940
  • Storie terribili del parlamento italiano. Corbaccio - dall'Oglio, 1940
  • Le furie. Corbaccio - dall'Oglio, 1942
  • I capi incatenati - Il maresciallo Pétain. Cappelli, 1949
  • Brividi segreti in corte d'assise. Dall'Oglio, 1954
  • Rodolfo Graziani. L'uomo - il soldato. L'Aniene, 1955 (con Emilio Faldella)
  • Arsura. Atlantica, 1957
  • Storia dell'eloquenza. Dall'Oglio, 1959

NoteModifica

  1. ^ Loredana Garlati, L'inconscio inquisitorio. L'eredità del Codice Rocco nella cultura processualpenalistica italiana, Milano, Giuffrè Editore, 2010, p. 260
  2. ^ Vittorio Gnocchini, L'Italia dei Liberi Muratori, Erasmo ed., Roma, 2005, p. 173.
  3. ^ Pavan Dalla Torre, Ugo, L'Anmig fra D'Annunzio e Mussolini (ottobre 1922): note e prospettive di ricerca, Milano, Franco Angeli, Italia contemporanea : 278, 2, 2015.
  4. ^ Gennaro Vaccaro, Panorama biografico degli Italiani d'oggi, Roma, Armando Curcio Editore, 1956, p. 901
  5. ^ Antonella Meniconi, La maschia avvocatura: istituzioni e professione forense in epoca fascista (1922-1943), Bologna, Società editrice il Mulino, 2006, pp. 183-325
  6. ^ Remo Danovi, Corso di ordinamento forense e deontologia, Milano, Giuffrè Editore, 2008, p. 48

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN65621243 · ISNI (EN0000 0000 7819 9604 · LCCN (ENn89668530