Tommaso Orsolino

scultore italiano
Natività, Genova, Chiesa del Gesù (1623)

Tomaso Orsolino (Genova, 29 agosto 1587Genova, 12 maggio 1675) è stato uno scultore italiano esponente del barocco genovese.

BiografiaModifica

Nacque a Genova attorno al 1587 dall'architetto Antonio Orsolino, originario di (Ramponio Verna).

 
Palazzo Rosso, fontana

La sua prima opera nota con certezza è la Madonna con Gesù Bambino, in marmo di Carrara, nella navata destra della Basilica di Santa Maria delle Vigne a Genova, firmata e datata 1616. Seguono, con scarse varianti, le statue della Vergine per la chiesa delle clarisse di S. Chiara a Genova Albaro e per la chiesa di S. Domenico a Bonifacio, e la Madonna della Misericordia nella cripta dell'omonima chiesa a Genova Rivarolo. Negli anni venti è titolare di una bottega a Genova, in Via Nova.

Del 1620 è la prestigiosa commissione per la chiesa dei gesuiti a Genova, di una statua raffigurante S. Matteo e l'angelo, posta in una nicchia del presbiterio, e, pochi anni dopo, tra il 1624 e il 1626, del Presepe per la cappella Raggio, originale paliotto d'altare che costituisce uno dei suoi capolavori. Seguirono quindi numerose commissioni da parte del patriziato genovese per le chiese della città: la Cappella di S. Teresa nella chiesa di S. Maria del Carmine, Il Monumento funebre di Demetrio Canevari in S. Maria di Castello, le statue di Giovanni Battista Grimaldi e Oliviero De Marini per l'ospedale di Pammatone.

 
Altare di San Siro, Duomo di Pavia.

Nel 1628 è la partenza per Pavia dove lavorò con i suoi collaboratori nel cantiere della Certosa, lasciandovi numerose opere: le statue raffiguranti Aronne, Mosè, Elia, Abramo e Melchisedek, i Ss. Pietro e Paolo, la Madonna in trono, nel presbiterio, le sculture del tramezzo (ossia la Madonna, S. Giovanni Evangelista, Maria Maddalena, Davide, Isaia, S. Giovanni Battista e S. Brunone), i paliotti dell'altare di S. Brunone, firmato «T.O», della cappella di S. Michele, e della cappella di S. Siro e altre opere. Sempre a Pavia realizzò l'altare maggiore e altri lavori in marmo nel santuario di S. Maria di Canepanova, oltre all'altare dedicato a S. Siro nello ‘scurolo' del duomo.

Rientrato nel 1635 a Genova, si dedicò ad importanti realizzazioni sia per chiese e palazzi genovesi, che per essere esportate in Spagna. In particolare: la controfacciata di S. Siro, nella chiesa di S. Matteo, gentilizia dei Doria, la cappella dell'Annunziata, la cappella dell'Addolorata per la badia del Boschetto, la cappella Spinola ancora nella chiesa del Gesù, la grandiosa cappella della Nazione dei Genovesi nella cattedrale di S. Cruz a Cadice, lavori (cornici, pilastri, scale, balaustre) per il palazzo genovese dei Giustiniani, tra i quali un busto del Cardinale Vincenzo Giustiniani, la cripta di S. Marta della cattedrale di Tarascona.

Morì a Genova il 12 maggio 1675, e fu sepolto nella chiesa del Carmine.

BibliografiaModifica

  • E. Parma Armani, Gli Orsolino, in La scultura a Genova e in Liguria, Volume II, Dal Seicento al primo Novecento, Genova, 1988.

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