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Torre Tombetta

Torre Tombetta, originariamente chiamata Turm Culoz, è una fortificazione di Verona, costruita nel 1849 per volontà del Radetzky.

Dopo la prima guerra mondiale la torre venne completamente demolita per ragioni di viabilità.

Indice

StrutturaModifica

Torre casamattata per artiglieria, a tracciato circolare, in tutto simile alle torri massimilianee collinari, pur se adattata al sito pianeggiante: ha un'elevazione su di un solo piano, ed è difesa esternamente da un fosso. La pianta è completamente regolare, tracciata secondo la geometria dei cerchi concentrici. Al piano terra, la corona circolare esterna è occupata dalla galleria difensiva con feritoie per fucilieri. Questa era interrotta su circa un quarto del perimetro, dove il cilindro della torre rientrava su un raggio minore, per dar luogo al fosso diamante, sul quale era posto il ponte per accedere al portale d'ingresso, protetto all'interno da un recinto di sicurezza. Nel nucleo della torre si innalzava il corpo cilindrico casamattato con la scala a doppia elica. Da essa si accedeva alla copertura, ordinata come piattaforma per l'artiglieria, con azione sull'intero giro d'orizzonte mediante affusti scorrevoli su rotaie metalliche. All'esterno, sull'intero perimetro, la torre era circondata dal fossato asciutto e quindi da uno spalto. Esso sottraeva la muratura dell'opera alla vista diretta.

La torre faceva sistema con i forti Porta Nuova e Santa Caterina. Posta all'apice meridionale della grande ansa dell'Adige, ne batteva i due rami; inoltre, situata a cavaliere della strada proveniente da Legnago, la obbligava a deviare, e la prendeva d'infilata. Le sue artiglierie battevano la campagna fra Tombetta, Tomba, San Giacomo, Palazzina, nonché la strada per Zevio. Dopo la costruzione della linea più avanzata del secondo campo trincerato (1861), la torre mantenne la funzione di sicurezza contro infiltrazioni di fanteria nel settore tra il nuovo forte Tomba e il forte Santa Caterina.

ArmamentoModifica

  • 5 bocche da fuoco

Presidio di guerraModifica

  • 60 uomini

BibliografiaModifica

  • AA. VV., Il Quadrilatero: nella storia militare, politica, economica e sociale dell'Italia risorgimentale, Verona, Comune di Verona, 1967, ISBN non esistente.
  • Guido Barbetta, Le mura e le fortificazioni di Verona, Verona, Vita veronese, 1970, ISBN non esistente.
  • Gino Beltramini, Le strade di Verona entro la cinta muraria, Verona, Vita veronese, 1983, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, L'architettura a Verona nell'età della Serenissima, Verona, Edizioni B.P.V., 1988, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, Architettura a Verona dal periodo napoleonico all'età contemporanea, Verona, Edizioni B.P.V., 1994, ISBN non esistente.
  • Margherita Marvulli, Verona. La città e le fortificazioni, Roma, 2005, ISBN 978-8824011112.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica