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Una lampada alla finestra

film del 1940 diretto da Gino Talamo

TramaModifica

Un padre disperato e in preda alla follia per la morte dell'adorato figlio, che credeva ingiustamente essere l'autore di un furto, ogni sera mette una lampada accesa sul davanzale della finestra, nella speranza che il figlio possa tornare. Una sera bussa alla porta un vagabondo che l'uomo crede essere il figlio scomparso. Il nuovo arrivato conosce la sorella del figlio morto e se innamora ricambiato, ma pensando alla sua storia di fallito preferisce allontanarsi dalla casa per rifarsi una vita ed essere meritevole dell'amore della giovane. Il padre nuovamente disperato ricolloca la lampada alla finestra.

La criticaModifica

Giuseppe Isani, nelle pagine del periodico Cinema del 10 marzo 1940 « Il caso di Una lampada alla finestra, è molto più grave di quel che non sembra a prima vista. Non si tratta soltanto di un brutto film, un artista della levatura di un Ruggeri rischia di giocare tutto se stesso in lavori simili e più ancora con simili recitazioni. Anche gli altri attori non coprono le pecche del soggetto ma ne accentuano la miseria »

ProduzioneModifica

Prodotto da Eugenio Sansoni per Europa Film, la pellicola, tratta dal dramma teatrale di Gino Capriolo, venne girata negli studi di Cinecittà nel 1939 per uscire nelle sale nel gennaio 1940.

BibliografiaModifica

  • AA. VV. La città del cinema, Napoleone editore Roma 1979
  • Francesco Savio, Ma l'amore no, Sonzogno Milano 1975

Collegamenti esterniModifica

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