Apri il menu principale

Valle di Cadore

comune italiano
Valle di Cadore
comune
Valle di Cadore – Stemma
Valle di Cadore – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Veneto.png Veneto
ProvinciaProvincia di Belluno-Stemma.png Belluno
Amministrazione
SindacoMarianna Hofer (lista civica) dal 1-6-2015
Territorio
Coordinate46°25′N 12°20′E / 46.416667°N 12.333333°E46.416667; 12.333333 (Valle di Cadore)Coordinate: 46°25′N 12°20′E / 46.416667°N 12.333333°E46.416667; 12.333333 (Valle di Cadore)
Altitudine851 m s.l.m.
Superficie40,64[1] km²
Abitanti1 859[2] (30-6-2019)
Densità45,74 ab./km²
FrazioniSuppiane, Vallesina, Venas di Cadore
Comuni confinantiCibiana di Cadore, Ospitale di Cadore, Perarolo di Cadore, Pieve di Cadore, Vodo di Cadore
Altre informazioni
Cod. postale32040
Prefisso0435
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT025063
Cod. catastaleL590
TargaBL
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantivallesani
Patronosan Martino di Tours
Giorno festivo11 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Valle di Cadore
Valle di Cadore
Valle di Cadore – Mappa
Posizione del comune di Valle di Cadore nella provincia di Belluno
Sito istituzionale

Valle di Cadore (Val in ladino) è un comune italiano di 1 859 abitanti[2] della provincia di Belluno in Veneto.

Il comune si trova nel fondovalle pianeggiante alle pendici dell'Antelao (3 263 m), di fronte al Sasso di Mezzodì.

StoriaModifica

Il comune, di antica origine, sede anche di un castrum romano, era attraversato da una strada chiamata "della Greola" che, salendo da Perarolo di Cadore, proseguiva poi verso nord nella valle del Boite a costituire, almeno dall'XI secolo, l'Antica Strada Regia. Secondo il topografo Alessio De Bon questo tratto era, in epoca romana, parte della via Claudia Augusta Altinate, che proseguiva lungo il centro Cadore fino al passo di Monte Croce di Comelico passando per la val d'Ansiei[3].

Molti i ritrovamenti di reperti risalenti all'età romana, come una lapide databile al I sec. d.C., una moneta raffigurante Druso, vasi, armi e bronzi ora esposti al Museo Archeologico Cadorino[4]. Nel 1508, in località Rusecco, si combatté la Battaglia di Cadore durante la quale i cadorini, con i veneziani, uscirono vincitori sulle truppe di Massimiliano I d'Austria. Ancora oggi è presente il palazzo Costantini Lanza (ora sottoposto a tutela artistica) dove soggiornò Bartolomeo d'Alviano, che guidò le truppe veneziane. Un'altra costruzione dell'epoca presente ancor oggi è la Casa Costantini de' Leoni.

Altre costruzioni del periodo veneziano sono rintracciabili nella strada che porta alla chiesa di San Martino. Quest'ultima, costruita intorno al XIII secolo, venne restaurata nel 1473 e demolita nel 1509 e sostituita da una nuova costruzione. Stessa sorte le toccò nel 1709 quando un forte terremoto la danneggiò; quella attuale è stata costruita nel 1719 e consacrata nel 1739. Meritano una citazione le tele di Antonio Lazzarini e la pala di Francesco da Milano.

Da citare anche i ritrovamenti di manici di brocca con dediche in lingua venetica alla divinità Loudera e, di epoca romana, resti di ville ad ipocausto e di mosaici.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[5]

 

Infrastrutture e trasportiModifica

La fermata di Vallesina e la stazione di Valle di Cadore sorgevano lungo la ferrovia delle Dolomiti, attiva in questa tratta fra il 1921 e il 1964[6].

AmministrazioneModifica

GemellaggiModifica

Altre informazioni amministrativeModifica

La denominazione del comune fino al 1867 era Valle.
La circoscrizione territoriale ha subito le seguenti modifiche: nel 1966 distacco di territori aggregati al comune di Cibiana (Censimento 1961: pop. res. 121).[7]

NoteModifica

  1. ^ Consultazione dati del 14º Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni - Tavola: Superficie territoriale (km²) - Belluno (dettaglio comunale)
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2019.
  3. ^ La topografia dell'antica Italia Settentrionale da Alessio de Bon ad oggi - Metodi e scoperte. Atti del Convegno di studi del 17 ottobre 1998 a Calalzo di Cadore a cura di Renza Fiori
  4. ^ Magnifica Comunità di Cadore
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Evaldo Gaspari, La ferrovia delle Dolomiti. Calalzo-Cortina d’Ampezzo-Dobbiaco. 1921-1964, Athesia edizioni, Bolzano 2005. ISBN 88-7014-820-3.
  7. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN241896609 · WorldCat Identities (EN241896609
  Portale Veneto: accedi alle voci di Wikipedia che parlano del Veneto