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Velturno

comune italiano
Velturno
comune
(IT) Velturno
(DE) Feldthurns
Velturno – Stemma
Velturno – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
ProvinciaSuedtirol CoA.svg Bolzano
Amministrazione
SindacoKonrad Messner (SVP) dal 10-5-2015 (2º mandato)
Lingue ufficialiTedesco, Italiano
Territorio
Coordinate46°40′N 11°36′E / 46.666667°N 11.6°E46.666667; 11.6 (Velturno)Coordinate: 46°40′N 11°36′E / 46.666667°N 11.6°E46.666667; 11.6 (Velturno)
Altitudine851 m s.l.m.
Superficie24,58 km²
Abitanti2 996[2] (30-11-2018)
Densità121,89 ab./km²
FrazioniCaerna/Garn, Giovignano/Tschiffnon, San Pietro Mezzomonte/Schrambach, Snodres/Schnauders
Comuni confinantiBressanone, Chiusa, Funes, Varna
Altre informazioni
Cod. postale39040
Prefisso0472
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT021116
Cod. catastaleL724
TargaBZ
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona F, 3 799 GG[3]
Nome abitanti(IT) velturnesi
(DE) Feldthurner[1]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Velturno
Velturno
Velturno – Mappa
Posizione del comune di Velturno nella provincia autonoma di Bolzano
Sito istituzionale

Velturno (Feldthurns in tedesco) è un comune italiano di 2 996 abitanti della provincia autonoma di Bolzano in Trentino-Alto Adige.

Geografia fisicaModifica

Il paese si trova su una soleggiata altura che si estende dal Pfeffersberg, sopra Bressanone, fino al Rio Tina (Tinnebach), presso Chiusa, l'antico confine diocesano fra Bressanone e Trento.

Il territorio comunale è impreziosito da masi contadini e antiche residenze, con lo sfondo di frutteti, noceti e castagneti.

StoriaModifica

Le origini del paese risalgono alla preistoria; a questa risalgono le scoperte archeologiche rinvenute nella zona Tanzgasse.

Attorno al 1112 i signori di Velturno avevano la loro sede nel castello di Ziern (sul Pflegerbühel). Il Castello di Velturno venne fatto costruire dal cardinale Christoph von Madrutz nel 1578 e è stato ampliato dal suo successore Johann Thomas von Spaur. Il castello è ornato da rivestimenti sui muri e sui soffitti, che fanno parte dei capolavori rinascimentali, particolarmente pregiati all'interno del cosiddetto Fürstenzimmer (stanza dei principi).[4]

Sono da ricordare infine le residenze medievali Bachmann[5], Raffenberg[6] e appunto Ziern-Pflegerbühel/-bichl (non più esistente)[7].

ToponimiModifica

Il toponimo è attestato come "Velturnes" nel 985-993 e nel 1173 come "Velturnis" e probabilmente ha un'origine preromana.[8][9]

Il toponimo della frazione di Schrambach/S. Pietro Mezzomonte è attestata nel 1100-1110 come Scranbach, nel 1140 come Scraginbach e nel 1238 come Schrembach.[10]

Schnauders/Snodres è attestato nel 1215 come Nuders e Schnauders e nel 1309 come Snauders.[11]

Garn/Caerna è attestato nel 1184-1188 come Caerne e nel 1228-1230 come Gaerne.[12]

Tschiffnon/Gioviniano è attestato nel 1284 come Schivenan, nel 1370 come Schifnon e nel 1447 come Tschifnon ed è un nome prediale (bene di un Juveanus).[13]

StemmaModifica

Lo stemma è d'argento troncato: nel primo sono raffigurate due torri rosse merlate, il secondo è scaccato di rosso. Lo stemma è un'arma parlante e fa riferimento a quello usato nel 1607 dal castello dei Vescovi di Bressanone che simbolizza il nome del comune in lingua tedesca; significa torre (Thurn) sopra il campo (Feld). Lo stemma è stato adottato nel 1966.[14]

SocietàModifica

Ripartizione linguisticaModifica

La sua popolazione è per la quasi sua totalità di madrelingua tedesca:

% Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Astat Censimento della popolazione 2011 - Determinazione della consistenza dei tre gruppi linguistici della Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige - giugno 2012
98,33% madrelingua tedesca
0,91% madrelingua italiana
0,76% madrelingua ladina

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[15]

 

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2000 2005 Anton Dorfmann SVP Sindaco
2009 in carica Konrad Messner SVP Sindaco

NoteModifica

  1. ^ AA. VV., Nomi d'Italia. Origine e significato dei nomi geografici e di tutti i comuni, Novara, Istituto geografico De Agostini, 2006, p. 699.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2018.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Jürgen Schönwälder, Das Fürstenzimmer von Schloss Velthurns, Bolzano, Athesia, 2011. ISBN 978-88-8266-764-1
  5. ^ Bitterli-Waldvogel, Inventario dei castelli sudtirolesi: Bachmann Archiviato il 28 maggio 2009 in Internet Archive.
  6. ^ Bitterli-Waldvogel, Inventario dei castelli sudtirolesi: Raffenberg Archiviato il 28 maggio 2009 in Internet Archive.
  7. ^ Bitterli-Waldvogel, Inventario dei castelli sudtirolesi: Pflegerbichl Archiviato il 28 maggio 2009 in Internet Archive.
  8. ^ AA.VV., Nomi d'Italia. Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2004
  9. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano, Athesia, 1995, p. 99s. ISBN 88-7014-634-0
  10. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano, Athesia, 1995, p. 424. ISBN 88-7014-634-0
  11. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano, Athesia, 1995, p. 421. ISBN 88-7014-634-0
  12. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano, Athesia, 1995, p. 118. ISBN 88-7014-634-0
  13. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano, Athesia, 1995, p. 482. ISBN 88-7014-634-0
  14. ^ (EN) Heraldry of the World: Feldthurns Archiviato il 31 luglio 2012 in Internet Archive.
  15. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

BibliografiaModifica

  • (DE) Hans Fink, 1000 Jahre Feldthurns 975-1975. Ein Südtiroler Dorfbuch, herausgegeben anläßlich der ersten urkundlichen Erwähnung des Ortes um 975, Velturno, 1975.
  • Lorenzo Dalri, L'area megalitica e la statua-stele eneolitiche di Velturno - loc. Tanzgasse, in "Notizie archeologiche Bergomensi", 2, 1994, pp. 15–35.
  • (DE) Leo Andergassen, Schloss Velthurns - die fürstbischöfliche Sommerresidenz (Burgen, 6), Ratisbona, Schnell & Steiner, 2010. ISBN 978-3-7954-2305-6

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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