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Geografia fisicaModifica

Vezia è situato ai piedi del colle di San Martino, a nordovest di Lugano[1]-

StoriaModifica

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

Architetture civiliModifica

  • Villa Negroni (già Villa Morosini), eretta tra la fine del XVII e l'inizio del XVIII secolo, ospita il Centro di Studi Bancari[1];
  • Casa Boillat (via Ai Ronchi, 33), abitazione unifamiliare in legno con camino centrale progettata da Franco Ponti nel 1970-1972[senza fonte];
  • Stabile per uffici (via San Gottardo, 9), in mattoni di cemento a strisce grigie e nere, progettato da Rudy Hunziker nel 1983-1984, con facciata simmetrica[senza fonte];
  • Casa Rossi (via San Gottardo, 18), abitazione unifamiliare a tetto piano in pietra a vista e legno progettata da Franco Ponti nel 1956[senza fonte];
  • Casa Graf (via Alla Ressiga, 1), abitazione unifamiliare pianta centrale con tetto a capanna e comignolo al centro che poggia su quattro blocchi in muratura di pietra a vista progettata da Franco Ponti nel 1963-1966; la composizione elementare sintetizza le ricerche precedenti dell'autore sulla gerarchia degli spazi e sulle componenti in relazione all'uso dei materiali[senza fonte].

Architetture militariModifica

  • Resti di una cinta fortificata medievale[1] visibili attorno alla sommità del colle di San Martino; forse tra questi anche le rovine di alcuni edifici che nel medioevo segnalavano la presenza di un castello[senza fonte].

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[1]:

Abitanti censiti

 

AmministrazioneModifica

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune.

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f Antonio Gili, Vezia, in Dizionario storico della Svizzera, 17 dicembre 2014. URL consultato l'8 novembre 2017.

BibliografiaModifica

  • Bernhard Alberes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano, 1980, 281.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • AA,VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 286-287.

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN135932164 · GND (DE16022262-X
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