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Vittorio Ghidetti

politico, partigiano e sindacalista italiano
Vittorio Ghidetti
Vittorio Ghidetti I legislatura.jpg

Deputato dell'Assemblea Costituente
Gruppo
parlamentare
Comunista
Collegio Venezia X
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature I
Gruppo
parlamentare
Comunista
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature II
Gruppo
parlamentare
Comunista
Circoscrizione Venezia
Sito istituzionale

Sindaco di Treviso
Durata mandato 1945 –
1945
Predecessore Italo Candiago, podestà
Successore Pietro Dal Pozzo

Dati generali
Partito politico Partito Comunista Italiano
Professione operaio, sindacalista

Vittorio Ghidetti (Treviso, 28 agosto 1892Roma, 18 gennaio 1972) è stato un politico, partigiano e sindacalista italiano, primo sindaco di Treviso dopo la liberazione, sostituito, a causa del tifo contratto, da Pietro Dal Pozzo.

BiografiaModifica

Viene fatto prigioniero nel corso della prima guerra mondiale e liberato solo al termine del conflitto. Rientra in Italia nel 1919, e in questi anni si avvicina all'ideologia comunista. Nel 1921 si iscrive al Partito Comunista d'Italia nato dalla scissione con Partito Socialista Italiano, e nel 1924 viene candidato alle elezioni di quell'anno. Nel 1926, a seguito della promulgazione delle leggi fascistissime, viene arrestato e assegnato al confino.

Al termine della condanna rientra a Torino, dove viene nuovamente arrestato, e condannato nel 1927 a 11 anni di carcere. Ne sconta cinque nel carcere di Portolongone, e poi viene liberato grazie all'amnistia. Nel 1934 viene ancora confinato, prima a Ponza e poi alle isole Tremiti.

Nel 1943, dopo l'armistizio di Cassibile, torna a Treviso dove assume il ruolo di responsabile del CLN. Nel 1944 viene catturato dalle SS e trasportato verso il campo di concentramento di Mauthausen-Gusen; ammalatosi di tifo non viene condotto verso la Germania ma lasciato a Merano.

Membro dell'Assemblea Costituente per il Partito Comunista Italiano, viene nominato di diritto senatore nella I legislatura ed eletto deputato nella II.

Nel 1960 si trasferisce a Roma, dove muore dodici anni dopo.

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

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