Apri il menu principale

Vittorio Varale

giornalista e scrittore italiano
Vittorio Varale (a sinistra) con Gino Bartali in una fotografia conservata nel Fondo Varale della Biblioteca Civica di Belluno

Vittorio Varale (Piedimonte Matese, 21 aprile 1891Bordighera, 26 novembre 1973) è stato un giornalista e scrittore italiano.

BiografiaModifica

A diciassette anni, dopo la morte del padre, interruppe gli studi liceali per impiegarsi in un'impresa torinese di costruzioni, dove ebbe come compagno di scrivania Vittorio Pozzo.

Nel primo periodo della sua carriera, tra il 1908 e la metà degli anni Venti, si dedicò quasi esclusivamente al ciclismo. I primi servizi da inviato al seguito delle corse ciclistiche furono scritti nel 1910, e servirono per aiutarlo ad entrare nel mondo giornalistico. Nel 1911, per la Gazzetta dello Sport, seguì e documentò la corsa ciclistica "Parigi-Torino"; contemporaneamente fece piccoli lavori (resoconti di partite di campionato di calcio nazionali ed internazionali) su Il Lavoro, giornale socialista di Genova, e su Sport.

Tra il 1914 ed il 1918 fu redattore e poi caporedattore della Gazzetta dello Sport.

Fu corrispondente di guerra tra 1917 e 1918, poi, scaduto l'esonero, fu destinato al battaglione M.T.; trascorse intere settimane ai comandi di grandi unità al fronte. Fondò l'opera per l'addestramento sportivo del soldato (O.A.S.S.) e organizzò manifestazioni sportive per finanziare l'acquisto di attrezzi sportivi, medaglie, coppe, palloni per i militari al fronte. Assieme al colonnello Tifi inventò il "percorso di guerra".

Già collaboratore de Il Secolo Illustrato, gerente e direttore di Sport, redattore di Giustizia, corrispondente de Il Mattino, venne chiamato a scrivere per numerose testate in epoca fascista, tra le quali Corriere dello Sport, Il Nuovo giornale dello sport, Il Littoriale, La Pedata, Il Torchio e soprattutto Lo Sport Fascista.

Nel 1938 svolse alcune inchieste curiose, recandosi sulla frontiera per narrare la vita delle Fiamme Gialle, calandosi nelle fogne di Milano e viaggiando attraverso l'Italia in treno per rendere partecipi i lettori dei grandi progressi della rete ferroviaria.

Dopo la guerra venne eletto consigliere della ricostituita Associazione della Stampa Subalpina.

Venne assunto stabilmente a La Stampa, come redattore e capo dei servizi sportivi, rivestendo per un breve periodo il ruolo di direttore, e collaborò a La Gazzetta d'Italia.

Partecipò, finché gli fu fisicamente possibile, ai Giri d'Italia, ai Tour de France e a parecchie altre corse. Giuseppe Ambrosini lo definì "giornalista e scrittore di cose ciclistiche, competente come pochi e piacevolissimo come pochissimi".

Nel 1952 ricevette il premio giornalistico "Pirelli" per il ciclismo, nel 1961 il "Premio giornalistico USSI" per articoli retrospettivi.

Nel 1954 ritirò il Premio Saint Vincent, conferitogli per i suoi articoli sull'alpinismo, sport che aveva imparato ad apprezzare accompagnando la moglie Mary Gennaro in montagna, ed assistendo alle sue ascensioni in compagnia di grandissimi scalatori. Redasse questi articoli adottando la stessa tecnica consolidata per il ciclismo: frequentava l'ambiente, conservava un contatto costante con i protagonisti, chiedeva e raccoglieva informazioni.

Tenne conferenze in diverse città d'Italia sull'alpinismo sportivo, dando maggiore visibilità al Club Alpino Italiano (CAI). Sostenne Giorgio Boriani nella redazione del settimanale Roccia, nato nel 1933. La conoscenza e l'amicizia con Domenico Rudatis, compagno di cordata della moglie, furono particolarmente proficue: il dibattito sull'elaborazione e la legittimazione su una scala delle difficoltà alpinistiche in Italia, su modello di quelle esistenti in altri paesi, ebbe origine proprio da un loro libro.

Nel 1969 il Presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat, gli consegnò il Premio Saint Vincent conferitogli dalla Federazione della Stampa per l'appassionata attività di giornalista, svolta nel corso di mezzo secolo.

OpereModifica

  • Arrampicatori, Chiari, Nordpress, [1998]
  • Avventure su due ruote, Roma, Editrice italiana, 1964
  • Binda: i suoi debutti, la sua carriera, le sue vittorie, Varese, Istituto Editoriale Cisalpino, 1928
  • Gerbi e le corse dei suoi tempi: vent'anni di sport ciclistico, Asti, Società sportiva astigiana, [1913]
  • Girardengo: I suoi debutti, la sua carriera, le sue vittorie, Milano, La Gazzetta dello Sport, 1923
  • I Vittoriosi, Milano, Longanesi, [1969] (Premio letterario C.O.N.I.)
  • La battaglia del sesto grado (1929-1938), Milano, Longanesi, [1965] (Premio letterario C.O.N.I.)
  • Learco Guerra nel suo tempo, Milano, Biblioteca della Gazzetta dello Sport, 1932
  • Sotto le grandi pareti, Bologna, Tamari, 1969
  • Vittorio Varale, Reinhold Messner, Domenico Rudatis, Sesto Grado, Milano, Longanesi, 1971

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN7921151 · ISNI (EN0000 0001 1998 7472 · LCCN (ENn2005028845 · WorldCat Identities (ENn2005-028845