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1º Squadrone da Ricognizione "Folgore"
Descrizione generale
Attiva1943-1945
NazioneItalia Italia
ServizioLa nascita dello Squadrone "F" è assolutamente "sui generis". Per tutta la durata del conflitto fu sempre vincolata alle finalità tattiche e strategiche del XIII Corpo d'armata inglese. Lo Squadrone "F" operavano militarmente all'interno dell'esercito alleato di cui avevano sempre fatto parte sin dalla costituzione.
Acquisitori obbiettiviUnità di paracadutisti inquadrata nella XIII Corps
Dimensione244 uomini (aprile 1945)
Guarnigione/QGFiesole (dal 9/1944)
MottoEx alto fulgur
Battaglie/guerrePizzoferrato, Montenerodomo, Gamberale, Guardiagrele, Palombaro, Santo Padre, Arpino, Isola Liri, Monte Corneta, Palazzo del Pero, Firenze, Monte Pomponi, Monte Cucco, Premilcuore, Monte S. Marco, Casola Val Senio, Monte Grande, Operazione Herring.
Parte di
Comandanti
Degni di notaCarlo Francesco Gay
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Il 1º Squadrone da Ricognizione "Folgore", conosciuto anche come Squadrone "F"', è stata un'unità dell'Esercito Cobelligerante Italiano impiegata durante la seconda guerra mondiale. Unità "regolarizzata" e autonoma, lo Squadrone "F" ha risalito la penisola italiana alle dipendenze del XIII Corpo Britannico durante la Campagna d'Italia, operando azioni di sabotaggio, ricognizioni oltre le linee nemiche e colpi di mano, allo scopo di reperire dati necessari all'avanzata alleata.

StoriaModifica

All'atto dell'armistizio dell'8 settembre 1943 il Capitano Carlo Francesco Gay decide di non seguire il proprio comandante di compagnia il Capitano Edoardo Sala, il quale ha deciso di continuare a combattere a fianco dell'ex alleato tedesco. Il Capitano Gay abbandona le fila del III battaglione del 185º Reggimento paracadutisti della Divisione "Nembo" dandosi alla macchia con l'obiettivo di raggiungere Roma.

Assieme a Gay a Castelfranco in Miscano (BN), il 12 settembre 1943 restano solo dieci uomini: il Tenente Paracadutista Eldo Capanna, Tenente Paracadutista Gilberto Capo, Sergente Paracadutista Umberto De Giorgio, Caporale Maggiore Paracadutista Otello Boccherini, Caporale Maggiore Paracadutista Francesco Colombo, il caporale Primo Truzzi e i paracadutisti Spartaco Faticanti, Umberto Veneziani, Lido Zaninotti, Luigi Baccan.[1]

Grazie alla collaborazione di un ufficiale britannico di sangue italiano il conte Casimiro Peter Hugh Tomasi Isolani, il 15 gennaio 1944 nasce ufficialmente il 1º Squadrone da Ricognizione "Folgore", meglio conosciuto come Squadrone "F" (inizialmente con il nome di Primo Reparto Speciale Autonomo).[2]

Lo Squadrone risale la penisola davanti al XIII Corpo d'armata britannico. Le prime operazioni si svolgono in Abruzzo sulle pendici della Maiella, assieme ai patrioti della Brigata Maiella, successivamente i paracadutisti prendono parte all'ultima battaglia di Cassino, entrando per primi nella città di Arpino il 29 maggio 1944.

A Firenze i paracadutisti oltrepassano l'Arno ed entrano in borghese in città, dove si scatena la lotta ai franchi tiratori.

Nella zona di operazioni di Monte Pomponi muoiono dopo atroci torture il Tenente Eldo Capanna e il Sergente Otello Boccherini, entrambi decorati alla memoria con Medaglia d'oro al valor militare "alla memoria".

Nell'inverno del 1944 lo Squadrone Folgore opera sull'Appennino tosco-romagnolo fino ad arrivare alla riva dell'Arno per sostituire l'8ª divisione Indiana a Casola Valsenio.

Sulla linea del Senio, i paracadutisti combatterono contro i bersaglieri del Battaglione Mameli della Repubblica Sociale Italiana.

Lo Squadrone lascia il fronte per l'ultimo importante compito. Il generale Richard McCreery chiede al Capitano Gay 100 volontari e 5 ufficiali dello Squadrone per un lancio in territorio nemico, prende avvio l'Operazione Herring.

Il 20 aprile 1945 alle ore 20:00 parte da Rosignano il primo C-47 Dakota; oltre ai parà dello Squadrone "F", alla missione partecipano anche un centinaio di militari della Nembo del Generale Giorgio Morigi.

Con l'Operazione Herring, l'unico lancio di guerra effettuato da parà italiani sul territorio metropolitano nella zona tra Mantova, Ferrara e Bologna, finisce l'epopea dello Squadrone.

Al rientro della linea ci si accorgerà che su 117 paracadutisti lanciati dallo Squadrone sono caduti 12 uomini e altrettanti sono feriti.

Cade anche il giovane neo-paracadutista Amelio De Juliis di Pizzoferrato, che dalla data di Liberazione del paese era rimasto con i parà diventando prima mascotte e poi paracadutista, al quale è concessa la Medaglia d'Oro al V.M.

Il 1º Squadrone da Ricognizione "Folgore", risulta essere una delle unità maggiormente decorate dell'Esercito Italiano.

Sul totale di poco più di trecento militari, sono state concesse: 3 M.O.V.M. - 100 M.A.V.M. - 25 M.B.V.M. - 66 C.G.V.M. e 4 promozioni per merito di guerra.

NoteModifica

  1. ^ Squadrone "Folgore", Mursia, 2015, ISBN 978-88-425-5148-5.
    «pag. 245».
  2. ^ http://www.squadronef.it Archiviato il 21 febbraio 2014 in Internet Archive.

BibliografiaModifica

  • Bonciani C., Squadrone F, Vallecchi, Firenze 1946.
  • Bonciani C., F. Squadron, J. M. Dent, London 1947.
  • Battistella D., Squadrone Folgore 1943-1945, Mursia, Milano 2015.

Voci correlateModifica