2018 LA

meteoroide impattato in Africa meridionale nel 2018
2018 LA
2018 LA-impact trajectory.png

La traiettoria d'impatto di 2018 LA.
Stella madreSole
Scoperta2 giugno 2018
ScopritoreMount Lemmon Survey
ClassificazioneApollo
Designazioni
alternative
ZLAF9B2
Parametri orbitali
(all'epoca JD 2458200,5
23 marzo 2018)
Semiasse maggiore205 304 408 km
1,3723752 UA
Perielio117 103 986 km
0,7827918 UA
Afelio293 511 022 km
1,962 UA
Periodo orbitale588,13 giorni
(1,61 anni)
Inclinazione
sull'eclittica
4,27955°
Eccentricità0,4296080
Longitudine del
nodo ascendente
71,88022°
Argom. del perielio256,05481°
Anomalia media282,99574°
Par. Tisserand (TJ)4,706 (calcolato)
Ultimo perielio16 dicembre 2016
Dati osservativi
Magnitudine ass.30,5

2018 LA è un meteoroide (un piccolo asteroide) che il 2 giugno 2018 ha impattato la Terra in prossimità del confine tra Botswana e Sudafrica. Dopo 2008 TC3 e 2014 AA, è il terzo corpo celeste di cui si è potuto predire l'impatto con la Terra.

Cronaca dell'impattoEdit

 
Simulazione dell'orbita di 2018 LA tra il 2 giugno 2016 e il 2 giugno 2018.
       2018 LA ·       Venere ·       Terra ·       Marte

L'oggetto venne individuato dal Mount Lemmon Survey alle 08:22 UTC del 2 giugno 2018 riuscendo a seguirlo per fino alle 9:39. A questo arco temporale si poterono aggiungere 7 minuti di prescoperta. Sulla base dei dati di quegli 85 minuti, venne inizialmente ipotizzato una zona d'impatto compresa tra l'Australia e il Madagascar con una probabilità dell'85%.

Alle 16:44 UTC l'American Meteor Society ricevette un avviso di un bolide di notevoli dimensioni visto nel Botswana meridionale: sebbene la zona fosse oltre il limite occidentale della prima previsione di impatto, il sospetto che si trattasse del medesimo oggetto fu subito forte.

Poco più tardi, aggiungendo alle osservazioni iniziali quelle compiute dall'ATLAS fu possibile estendere l'arco di osservazione a quasi 4 ore e correggere la stima d'impatto dandone la certezza con il picco di probabilità sulla Namibia: questa nuova previsione era pienamente consistente con le osservazioni visive avvenute in Botswana.

Ad ulteriore sostegno dell'ipotesi giunse anche la rilevazione dalla stazione I47 in Sudafrica della traccia infrasonica del bolide.[1]

MeteoritiEdit

Iniziò subito la corsa all'identificazione dell'area di dispersione per recuperare i meteoriti: sulla base dei dati di 2008 TC3, si stimava che potessero essere disponibili vari chilogrammi di materiale.

I primi frammenti furono recuperati il successivo 23 giugno.

NoteEdit

  1. ^ (EN) Peter Brown, Strong infrasound detection of a bolide at station I47 in South Africa, su twitter.com. URL consultato il 6 gennaio 2019.

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