90 Antiope

asteroide
Antiope
(90 Antiope)
90 Antiope.gif
Stella madreSole
Scoperta1º ottobre 1866
ScopritoreKarl Theodor Robert Luther
ClassificazioneFascia principale
FamigliaThemis
Classe spettraleC
Designazioni
alternative
1952 BK2
Parametri orbitali
(all'epoca JD 2458600,5
27 aprile 2019)
Semiasse maggiore471221300 km
3,1498750 au
Perielio392962518 km
2,6267548 au
Afelio549480082 km
3,6729952 au
Periodo orbitale2041,92 giorni
(5,59 anni)
Velocità orbitale16,66 km/s (media)
Inclinazione
sull'eclittica
2,20691°
Eccentricità0,1660765
Longitudine del
nodo ascendente
69,96974°
Argom. del perielio244,87550°
Anomalia media145,17309°
Par. Tisserand (TJ)3,185 (calcolato)
Ultimo perielio21 gennaio 2017
Prossimo perielio25 agosto 2022
Dati fisici
Dimensioni110 ± 16 km
Massa
4,2×1017kg
Densità media0,6 g/cm³
Acceleraz. di gravità in superficie0,0092 m/s²
Velocità di fuga0,0319 km/s
Periodo di rotazione0,6873 d (16,496 h)
Temperatura
superficiale
~158 K (media)
Albedo0,060
Dati osservativi
Magnitudine ass.8,27

90 Antiope è un asteroide della fascia principale. Scoperto nel 1866, presenta un'orbita caratterizzata da un semiasse maggiore pari a 3,1498750 au e da un'eccentricità di 0,1660765, inclinata di 2,20691° rispetto all'eclittica. È un pianetino di tipo C, con una composizione carboniosa e una superficie molto scura, classificato come membro della famiglia di asteroidi Themis.

Antiope fu scoperto da Karl Theodor Robert Luther (con l'aiuto di una carta del cielo da lui stesso costruita) intorno alle 22.30 del 1º ottobre 1866 dall'Osservatorio di Düsseldorf (situato nel distretto urbano di Bilk) in Germania, di cui era direttore dal 1851.[1] Fu battezzato Antiope in onore di una delle due (non è chiaro quale) omonime figure della mitologia greca.

Il 10 agosto 2000, un team di astronomi composto da:

grazie a osservazioni compiute tramite il Telescopio Keck II di Mauna Kea e utilizzando ottiche adattive, scoprì che Antiope è un asteroide binario, composto da due corpi distinti; la scoperta venne annunciata il 3 ottobre 2000.

Le due componenti (la "secondaria" è designata S/2000 (90) 1) hanno entrambe (con uno scarto minore del 2,5%) un diametro pari a 110 ± 16 km e la loro magnitudine differisce solo di 0,1; descrivono un'orbita poco eccentrica (0,01 ± 0,02) attorno a un centro comune, separate da 170 ± 1 chilometri (0,12", 60 ± 16 km di distanza fra le superfici).

Studi complementari sulla variazione della curva di luce compiuti tramite le ottiche adattive del Very Large Telescope dell'ESO indicano che le due componenti ruotano attorno al loro centro di massa in 16,5268 ± 0,0001 ore. La loro massa e la loro densità si possono quindi facilmente derivare dalla terza legge di Keplero. La densità relativamente bassa (0,6 ± 0,2 g/cm³) suggerisce un'alta porosità del pianetino (maggiore del 60%).

Ci sono state 9 occultazioni osservate dal 1988, molte delle quali sono occultazioni multichord.[2]

NoteModifica

  1. ^ 1866MNRAS..27...15L Page 15
  2. ^ Asteroid Data Sets, su sbn.psi.edu. URL consultato il 7 maggio 2018.

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Satelliti: S/2000 (90) 1


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