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Acido deidrocolico

composto chimico
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Acido deidrocolico
Dehydrocholic acid.svg
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolareC24H34O5
Massa molecolare (u)402,24
Numero CAS81-23-2
Numero EINECS201-335-7
PubChem6674
DrugBankDB11622
SMILES
CC(CCC(=O)O)C1CCC2C1(C(=O)CC3C2C(=O)CC4C3(CCC(=O)C4)C)C
Indicazioni di sicurezza

L'acido deidrocolico è un acido biliare semisintetico che in passato è stato spesso utilizzato in ambito medico per le sue proprietà coleretiche e lassative.

Caratteristiche chimico-fisicheModifica

La molecola si presenta come una polvere soffice, bianca, inodore, dal caratteristico sapore amaro. Praticamente insolubile in acqua e poco solubile in acetone (1:130). Moderatamente solubile in cloroformio (1:35) e in alcool (1:100): in questi due solventi dà luogo a lieve opalescenza. Solubile nelle soluzioni di idrossidi e carbonati alcalini, in acido acetico glaciale. Il punto di fusione è = 233-242 °C Quando preparato per uso iniettabile, l'acido deidrocolico fonde tra 237° e 242 °C. L’intervallo tra l’inizio e il termine della fusione non deve comunque essere superiore a 3 °C.

  • Identificazione in laboratorio: 1) Per diluizione con acqua di una soluzione preparata sciogliendo 5 mg di sostanza in 1 ml di acido solforico e una goccia di formaldeide, si sviluppa una colorazione gialla e una fluorescenza azzurro-verde. 2) Ad 1 ml di una soluzione al 2% in alcool si addizionano cinque gocce di dinitrobenzene soluzione alcoolica e 0,5 ml di sodio idrossido diluito. Col tempo la soluzione sviluppa colore da violetto a rosso-violetto e poi bruno.
  • Saggi di purezza: 1) Si fanno bollire 2 g con 100 ml di acqua per due minuti: la miscela deve essere inodore. 2) Si sciolgono 500 mg in una miscela di 3,5 ml di acqua e 1,5 ml di sodio idrossido soluzione diluita. La soluzione deve essere limpida. 3) Bario: la sospensione acquosa al 2% si fa bollire con 2 ml di acido cloridrico per due minuti. Si filtra, dopo raffreddamento, e si porta il filtrato a 100 ml con acqua. Per aggiunta di alcune gocce di acido solforico diluito, non si deve osservare intorbidamento. 4) Cloruri: £ 100 ppm. 5) Solfati: £ 0,045%. 6) Metalli pesanti: £ 20 ppm. 7) Perdita all’essiccamento: £ 1%. 8) Ceneri solforiche: £ 0,2%.
  • Determinazione quantitativa : 500 mg circa, esattamente pesati, si sciolgono in una miscela di 40 ml di alcool e 20 ml di acqua. Si titola con sodio idrossido 0,1 N in presenza di fenolftaleina come indicatore.

1 ml di titolante = 40,25 mg di acido deidrocolico.

FarmacodinamicaModifica

La molecola ha azione emulsionante i lipidi e possiede attività coleretica (stimola l'ulteriore produzione di bile da parte del fegato).[1] L'acido biliare ha azione stimolante la secrezione pancreatica e comporta l'attivazione della lipasi pancreatica. Comporta inoltre un incremento del volume della bile senza alterare in modo apprezzabile il contenuto totale di sali, pigmenti biliari e di acidi della stessa.[2][3] Favorisce inoltre il flusso arterioso epatico e la motilità intestinale, diminuendo invece l’escrezione di bilirubina. La molecola, in virtù della sua azione coleretica, possiede una debole attività lassativa che è rinforzata da una stimola della peristalsi intestinale, per azione diretta sulla mucosa del colon.

FarmacocineticaModifica

Il farmaco, dopo la somministrazione orale, viene ben assorbito dal tratto gastrointestinale. A seguito dell'assorbimento, l’acido deidrocolico viene metabolizzato in gran parte a livello epatico ad acido idrossichetocolico e poi ad acido colico. Sembra che tali metaboliti siano responsabili della secrezione di acqua ed elettroliti nel colon.[4]

Usi cliniciModifica

In passato ha trovato impiego come farmaco in molte affezioni epatiche e delle vie biliari. Attualmente il suo utilizzo è estremamente limitato per la carenza di evidenze di efficacia in specifiche situazioni patologiche. Ha anche trovato impiego come lassativo, in aggiunta ad altri principi lassativi, per lo più vegetali.

Dosi terapeuticheModifica

Nel soggetto adulto e per l'indicazione coleretica, la dose usuale è di 250–750 mg tre volte al giorno.

ControindicazioniModifica

È controindicata in caso di ipersensibilità nota verso il principio attivo oppure uno qualsiasi degli eccipienti della formulazione farmaceutica. È inoltre controindicato in casi di ostruzione biliare meccanica completa, e di grave epatite. Ulteriori controindicazioni: nausea, vomito, dolori addominali, ittero e colelitiasi.

Effetti collaterali e indesideratiModifica

I principali effetti collaterali sono rappresentati dai disturbi a carico dell'apparato gastrointestinale e segnatamente stomatite, nausea, vomito, flatulenza, senso di pienezza e gonfiore addominale, crampi addominali e diarrea. In corso di trattamento sono anche possibili fenomeni di ipersensibilità: eruzioni cutanee quali esantema maculo-papulare, reazioni orticariodi e prurito.

Precauzioni d'usoModifica

L’uso prolungato può causare dipendenza. I soggetti in terapia con acido deidrocolico devono eseguire monitoraggio periodico di urea, creatinina ed elettroliti sierici per evitare una eccessiva perdita di liquidi e di sali. È preferibile evitare l'associazione con farmaci ad azione diuretica.

Sale sodicoModifica

Il Deidrocolato di sodio è una polvere cristallina incolora, fina, con sapore amarissimo, facilmente solubile in acqua e difficilmente solubile nell'alcool. La soluzione acquosa è alcalina al tornasole.

Reazione di identificazione

Aggiungendo un eccesso di acido cloridrico a 200 cc di una soluzione acquosa allo 0,5% di prodotto, si forma un precipitato che, raccolto su filtro, lavato e ricristallizzato da acido acetico all'80%, fonde a 233-238°.

Saggi di purezza

1) Il filtrato ottenuto dalla separazione del precipitato non deve: a) intorbidarsi con soluzione di cloruro di bario al 10% (solfati); b) colorarsi, né dare precipitato per trattamento con acido solfidrico. 2) Il prodotto, essiccato a 105° fino a peso costante, non deve perdere più del 7% del proprio peso.

Determinazione quantitativa

In un crogiuolo di platino, previamente tarato, si scaldi cautamente un grammo circa di prodotto, esattamente pesato, con 2 cc di acido solforico fino a che cessi lo sviluppo di anidride solforica. Dopo raffreddamento si ripeta per due volte ancora l’operazione facendo sempre agire 1 cc di acido solforico. Si calcini quindi e, dopo raffreddamento, si pesi il residuo costituito da solfato di sodio: 1 g di solfato di sodio corrisponde a 0,3238 g di sodio ed a 5,976 g di deidrocolato di sodio. Il prodotto puro deve avere un contenuto in sodio compreso tra 5,3 e 5,6%.

È Indicato nella terapia di alcune malattie epatiche e delle vie biliari (angiocolite, colelitiasi) per la sua forte e prolungata azione coleretica (eccitazione della secrezione biliare). Aumenta la peristalsi ed il tono ed in qualche caso anche l’attività secretoria della parete dello stomaco. Esercita anche una spiccata azione diuretica e specialmente potenzia l’effetto dei diuretici mercuriali. Si associa con vantaggio ai mezzi di contrasto per la visualizzazione radiologica delle vie biliari (tetraiodofenolftaleina e simili) ed agli arsenobenzoli per aumentarne la tolleranza generale. Per la determinazione della velocità della circolazione del sangue fra il braccio e la bocca, si iniettano endovena rapidamente da 0,6 a 1 g: compare un sapore amaro, tanto più precocemente, quanto maggiore è la velocità della corrente sanguigna.

Si usa in soluzione acquosa al 10-20% per via endovenosa: 5-10 cc ogni giorno.

Fu proposta un’associazione di acido deidrocolico con esametilentetramina, nella quale all'azione propria dell’acido deidrocolico era associata quella, antisettica sulle vie biliari, dell'esametilentetramina. È usato nelle epatiti, insufficienza epatica, colecistite, angiocoliti.

BibliografiaModifica

Hammarsten in Abderhalden’s Handbuch der Biol. Arbeitsmethoden, Abt. I, Teil 6, 238, 1925; R.H. Parker et al., J. Am. Med. Ass. 192, 169, 1965.

NoteModifica

  1. ^ Best RR, Hicken NF, Finlayson AI, THE EFFECT OF DEHYDROCHOLIC ACID UPON BILIARY PRESSURE AND ITS CLINICAL APPLICATION [collegamento interrotto], in Ann. Surg., vol. 110, nº 1, 1939, pp. 67–80, PMC 1391313, PMID 17857440. URL consultato il 20 gennaio 2017.
  2. ^ LITTER M, DE LITTER DK, [Potency of choleretic drugs and their effect on the chemical composition of bile. IV. Action of dehydrocholic acid on the chemical constituents of bile; statistical analysis], in Rev Asoc Med Argent, vol. 69, 789-790, 1955, pp. 1–5, PMID 14385142.
  3. ^ Manenti A, [Study on the bile-forming activity of a new synthetic choleretic agent. Comparison with dehydrocholic acid and a placebo in patients with Kehr T tube], in Farmaco Prat, vol. 23, nº 10, 1968, pp. 542–51, PMID 5721578.
  4. ^ Soloway RD, Hofmann AF, Thomas PJ, Schoenfield LJ, Klein PD, Triketocholanoic (dehydrocholic) acid. Hepatic metabolism and effect on bile flow and biliary lipid secretion in man, in J. Clin. Invest., vol. 52, nº 3, 1973, pp. 715–24, DOI:10.1172/JCI107233, PMC 302310, PMID 4685091. URL consultato il 20 gennaio 2017.