Alfonso Riguzzi

Alfonso Riguzzi
Alfonso-Riguzzi-1861-1903.jpg
NascitaPieve di Cento, 5 aprile 1861
MortePalermo, 23 febbraio 1903
Cause della mortefebbre infettiva
Luogo di sepolturacimitero dei Rotoli a Palermo
Dati militari
Paese servitoItalia Regno d'Italia
Forza armataItalia Regio esercito
ArmaBersaglieri
Anni di servizio1879 - 1900
GradoCapitano
GuerreGuerra Mahdista
Guerra d'Abissinia
BattaglieBattaglia di Coatit
Assedio di Macallè
Battaglia di Adua
Presa di Kassala
Combattimento di Senafè
Decorazioni
Valor militare silver medal BAR.svg
2 medaglie d’argento al valore militare
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Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia
Cavaliere OCI BAR.svg
Cavaliere dell’Ordine della Corona d'Italia
PubblicazioniI 45 giorni di Macallè
Noteè considerato l'eroe di Macallè.
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Alfonso Riguzzi (Pieve di Cento, 5 aprile 1861Palermo, 23 febbraio 1903) è stato un militare italiano.

BiografiaModifica

Alfonso Riguzzi nacque il 5 aprile 1861 in una famiglia di possidenti di Pieve di Cento.

Fu destinato dal padre Francesco agli studi classici che abbandonò a diciotto anni per arruolarsi volontario nel Regio Esercito italiano in cui intraprese una rapida carriera svoltasi principalmente nell’ambito delle guerre in Africa del neo-colonialista Regno d’Italia.

È noto per aver partecipato all’assedio di Macallè e per aver pubblicato a Palermo nel 1901 un diario su quei fatti chiamato: I 45 giorni di Macallè.

Nel 1898 sposò Giuseppina Caleffi[1].

Morì il 23 febbraio 1903 per febbre infettiva a 41 anni d’età, a Palermo, dove era stato trasferito nel 1900.

Fu sepolto nel cimitero dei Rotoli a Palermo[2].

Il comune di Pieve di Cento nel 1904 gli dedicò un busto bronzeo, opera dello scultore pievese Giuseppe Zacchini (1872–1944) che si trova sulla facciata del Municipio[3]

Arrigo Petacco nel suo libro Faccetta nera cita un curioso episodio relativo al Capitano medico (?) Alfonso Riguzzi[4]

CarrieraModifica

Guerre d'AfricaModifica

Nel 1885 era già in Africa con il presidio di quella che diventerà la colonia di Massaua. Rimpatriato per ragioni di salute tornerà in Africa dal 1892 al 1897.

OnorificenzeModifica

2 medaglie d’argento al valore militare[6][7]

Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia

Cavaliere dell’Ordine della Corona d'Italia

NoteModifica

  1. ^ 1898 Sonetto Nelle auspicatissime nozze della gentile signorina Giuseppina Caleffi coll'egregio tenente Alfonso Riguzzi prode con vivissimi auguri gli zii Egle Caleffi e Federico N. Dolfini offrono
  2. ^ Sulla sua tomba i suoi compagni fecero incidere la seguente epigrafe: Alfonso Riguzzi Capitano del 9º Bersaglieri Cav. dell’Ordine militare di Savoia, cuore di soldato anima d’eroe a Senafè pugnò da forte, strenuo difensore di Macallè. Ad Adua fu ferito e prigioniero. Nato a Pieve di cento il 3 aprile 1861 [nato il 5 aprile 1861 n.d.r.] morto a Palermo il 23 febbraio 1903. I colleghi posero. Fonte: MRB, Guerre d’Africa A. Riguzzi, Stato di servizio e celebrazioni.
  3. ^ La dedica recita: Capitano nel IX Reggimento Bersaglieri Cav. Dell’ordine militare di Savoia Nacque in Pieve di Cento il 5 aprile 1861 Morì in Palermo il 23 febbraio 1903 in fiere lotte africane difese intrepido il nome d’Italia animatore indominoto con la parola e con l’esempio delle schiere chiuse in Macallè le quali per gli ardimenti e il sacrificio rinnovellarono età eroiche. Il patrio Municipio e la Provincia di Ferrara propugnarono la consacrazione di questo ricordo eretto dal tributo popolare 1904
  4. ^ “Anche il capitano medico Alfonso Riguzzi, invitato nel campo abissino da Maconnen per curare il ras Mangascià, caduto da cavallo, fu accolto signorilmente. Grato per le cure ricevute, quest’ultimo gli confidò: “Odiavo gli italiani e mi sono arrabbiato quando hanno preso vivo il tenente Scala. Ma ora ho cambiato idea e ti sarò sempre riconoscente”. Poi gli concesse di pranzare con il suddetto tenente, uno dei pochi superstiti della Battaglia dell'Amba Alagi. “Questi ras non sono barbari” riferirà Riguzzi a Galliano. “Sono cortesi, ospitali e scaltri. Fanno domande imbarazzanti e danno risposte finissime.”
  5. ^ “Per la morte del capitano, avendo assunto all’inizio del combattimento il comando della compagnia, la mantenne saldamente in posizione, guidandola poi con ordine alla ritirata, finché ferito d’arma da fuoco al viso e ad un ginocchio, cadde e fu fatto prigioniero. Fonte: Gazzetta ufficiale del Regno d’Italia numero 65 19.3.1898.
  6. ^ Istituto del Nastro Azzurro – i decorati al valor militare
    RIGUZZI ALFONSO (1896 Medaglia d'Argento) - RIGUZZI ALFONSO (1895 Medaglia d'Argento)
  7. ^ Motivazione: “Con energia e slancio trascinò al combattimento il proprio reparto, stanco per la lunga marcia: lo comandò con calma ammirevole al fuoco e lo diresse in disciplinato movimento offensivo all’attacco di successive posizioni” Halai (Eritrea)
    • Motivazione: “Benché evidentemente preso di mira da abili tiratori nemici, ottimamente appostati, diresse al fuoco il suo reparto durante una intera giornata di combattimento, con ammirevole energia, calma ed intelligenza”, Coatil (Eritrea)
    • Motivazione: “Per il valoroso contegno durante la difesa di Forte Enda Iesus e specialmente nel reprimere gli assalti nemici dei giorni 7-8-9-10 e 11 gennaio 1896", Macallè (Eritrea) Associazione Nazionale Bersaglieri.

BibliografiaModifica

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