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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il camelide detto anche lama pacos e la sua lana, vedi Vicugna pacos.
Alpacca
Vecchie posate in alpacca
Vecchie posate in alpacca
Caratteristiche generali
Composizione Rame, zinco, nichel
Aspetto colore grigio, simile all'Argento

L'alpacca (detta anche argentone o argento tedesco) è una famiglia di leghe rame-zinco-nichel, con rame al 50-60%, zinco al 15-30% e nichel al 10-30%, aventi buone caratteristiche meccaniche e di resistenza alla corrosione. La presenza del nichel migliora tali caratteristiche e conferisce alla lega un aspetto molto simile a quello dell'argento. Un tempo usata per la produzione di posate, è oggi apprezzata nella costruzione di piccole parti meccaniche. In particolare, l'alpacca viene utilizzata nella costruzione di strumenti musicali economici. L'alpacca galvanizzata è conosciuta anche come argento cinese.

ComposizioneModifica

È una lega di 47–64 % rame, 10–25 % nichel, 15–42 % zinco, con talvolta elementi quali piombo, stagno, manganese o ferro.[1] L'aggiunta al Rame di Nickel rende la lega dura e resistente alla corrosione. Caratteristica tipica è la lucentezza.

Può essere laminato, trafilato, forgiato. Con la ricottura sopra i 500 °C si cristallizza in modo nuovo, permettendo una nuova malleabilità.

StoriaModifica

Nel Seicento arriva in Europa una nuova lega metallica dalla Cina: il packfong. Solo nel Settecento fu analizzata e riconosciuta come lega di rame-zinco-nickel. Nel 1770 si trovano oggetti fabbricati a Shul in Germania. Divenne presto noto come “rame bianco Suhler”. La produzione industriale di rame-zinco-nichel si è tenuta nel 1823 durante l'Impero prussiano. Fu richiesto di produrre una lega simil-argento 750/000 (fine) e utilizzabile per posate, con un costo di 1/6 dell'argento. Questo problema fu risolto quasi contemporaneamente dal dottor Ernst August Geitner nel 1823 a Auerhammer presso Aue sviluppando la lega "argentan", e nel 1824 dai fratelli Henniger di Berlino, con la "Neusilber". Fu utilizzato arsenico con rame (rame bianco), tossico[2]. Negli anni venti del XX secolo in Italia, la Carrozzeria Viotti & Tolfo utilizzò l'alpacca per i montanti delle finestrature automobilistiche. La soluzione, denominata "Clairalpax", permetteva di sostituire i massicci montanti-porta in legno, con sottili montanti in alpacca, conferendo all'abitacolo una migliorata luminosità, derivante dall'aumento delle superfici vetrate.

ImpieghiModifica

Brevettata nel 1838 da Alfred Krupp come Neusilber per la produzione industriale di posate, ancora oggi è materiale di base per le posate argentate. Utilizzato in meccanica di precisione e ingegneria elettrica, per attrezzature mediche, per cerniere lampo, gioielli, briglie, parti di strumento a fiato e occhiali, per i binari nel modellismo ferroviario, per molle di precisione e connettori in ingegneria elettrica. Nelle armi da parata è un materiale molto comune. Molte monete in epoche passate furono coniate in lega rame-zinco-nickel argentato. Le chiavi, in particolare quelle per serratura a cilindro e sistemi di chiusura sono spesso realizzate in Alpacca data la bassa usura. Alcuni costruttori utilizzano tale lega metallica per creare i cilindri delle serrature „verschleißarmer Kern“ (Nucleo-antiusura). Come Neusilberlot è designata una lega da saldobrasatura, 50 % rame, 10 % nichel, 40 % zinco e ca. 0,2 % silicio, manganese e stagno, con punto di fusione a 890–920 °C.

NoteModifica

  1. ^ Otto-Albrecht Neumüller (Herausgeber): Römpps Chemielexikon, Frank'sche Verlagshandlung, Stuttgart, 1983, 8. Auflage, S. 2773, ISBN 3-440-04513-7.
  2. ^ Friedrich Wilhelm Barentin: Lehrbuch der Technologie für Real- und Gewerbeschulen. 3. Auflage, Georg Friedrich Heyer, 1848, S. 15.

BibliografiaModifica

  • Deutsches Kupfer-Institut (a cura di), Kupfer-Nickel-Zink-Legierungen, Berlino, 1980.
  • Dieter Bialas, Röntgenographische Strukturbestimmung mit Hilfe der anomalen Dispersion an ordnungsfähigen Neusilber-Legierungen, Berlino, Frei Universität Berlin, Math.-naturwiss. Fakultät, 1966.
  • Forschungsgesellschaft Blechverarbeitung Düsseldorf, Chemisches Glänzen von Messing und Neusilber, Springer Fachmedien, Wiesbaden, 1953

Collegamenti esterniModifica

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