Gioielleria

lavorazione e commercio dei gioielli

Con gioielleria si indica sia l'insieme delle tecniche di lavorazione dei metalli e pietre nobili per ricavarne ornamenti, che gli oggetti ornamentali realizzati in un metallo prezioso, in cui di norma viene incastonata almeno una pietra preziosa, che gli oggetti della categoria.

Famosi gioiellieri sul Ponte Vecchio a Firenze

Largamente usati in gioielleria sono anche altri minerali come il topazio, l'acquamarina, il lapislazzuli, l'ametista, l'opale.

Tutto ciò che non rientra in questa categoria si definisce invece bigiotteria.

EtimologiaModifica

Vengono riportati tra i vari termini latini possibili sia gaudia (gioia), sia jocale, termine generico significante monile, gemma, cosa preziosa[1].

 
Un gioiello di perle fotografato da Paolo Monti nel 1970.
 
Una collana di design fotografata da Paolo Monti nel 1970.

LavorazioneModifica

I gioielli possono essere realizzati sia manualmente sia tramite tecniche di fusione (es. fusione a cera persa o con osso di seppia). Solitamente la finitura del gioiello viene effettuata manualmente con lime, carta smeriglio e lucidatrice. Tra le tecniche per la finitura del gioiello inoltre vi è l'incastonatura o incassatura delle pietre preziose.

NoteModifica

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