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Ametista
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
TipoSommergibile di piccola crociera
ClasseSirena
ProprietàFlag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regia Marina
CantiereOTO, Muggiano
Impostazione16 settembre 1931
Varo24 aprile 1933
Entrata in servizio1º aprile 1934
Destino finaleautoaffondato il 12 settembre 1943 in seguito all'armistizio
Caratteristiche generali
Dislocamento in immersione842,2 t
Dislocamento in emersione678,95 t
Lunghezzafuori tutto 60,18 m
Larghezza6,45 m
Pescaggio4,66 m
Profondità operativa80 m
Propulsione2 motori diesel Tosi da 1350 CV totali
2 motori elettrici Magneti Marelli da 800 CV totali
Velocità in immersione 7,5 nodi
Velocità in emersione 14 nodi
Autonomiain emersione: 2200 mn a 12 nodi
o 5000 mn a 8 nodi
in immersione:8 mn alla velocità di 8 nodi
o 72 mn a 4 nodi
Equipaggio4 ufficiali, 32 sottufficiali e marinai
Armamento
Artiglieriaalla costruzione:
Siluri4 tubi lanciasiluri da 533mm a prua
2 tubi da 533mm a poppa (6 siluri a bordo)

informazioni prese da [1]

voci di sommergibili presenti su Wikipedia

L'Ametista è stato un sommergibile della Regia Marina.

StoriaModifica

Nei primi mesi del 1940 fu impiegato per sperimentare il rilascio di SLC da un sommergibile: sulla coperta furono sistemati dei supporti su cui furono posti tre dei mezzi, poi assicurati con cavi[1]. L'Ametista s'immerse poi nella rada di La Spezia e rilasciò i tre SLC che raggiunsero e minarono il vecchio esploratore Quarto; i tempi e la complessità dell'operazione fecero comunque capire che quella adottata non era la soluzione più agevole per il trasporto di SLC (sui sommergibili Gondar e Sciré, infatti, furono adottati dei contenitori cilindrici)[1].

Nei primi mesi della seconda guerra mondiale operò in Mar Egeo, senza risultati[2].

Nel 1941 ne era comandante il capitano di corvetta Virgilio Spigai[2].

Nel settembre di quell'anno fu inviato nel Canale di Caso insieme ai sommergibili Gemma e Tricheco[3].

Nel dicembre 1942 fu sottoposto ad un controllo in seguito al quale fu valutato al 95 % della sua efficienza: i principali problemi consistevano nella rumorosità di pompe e linee d'assi e nel fatto che gli idrofoni si trovavano in stato giudicato «mediocre» (mentre gli altri apparati, quali segnalatori acustici e scandagli ultrasonori, erano giudicati in buono stato)[4].

Il 9 settembre 1943, in seguito all'armistizio, partì da Fiume al comando del tenente di vascello Luigi Ginocchio, arrivando ad Ancona due giorni dopo, di mattino[2]. Lasciò il capoluogo marchigiano per portarsi a Brindisi alle tre del pomeriggio del 12 settembre, trainando il sommergibile tascabile CB. 11, ma al largo di Numana decise di autoaffondarsi come aveva già fatto il sommergibile Serpente[2]. Si ebbero tre vittime (il sergente Carmine Cantone ed i capi di 2ª classe Enrico Castellato e Luigi Martano)[5].

L'Ametista aveva svolto in tutto 27 missioni di guerra, percorrendo 15.619 miglia in superficie e 3246 in immersione[6].

NoteModifica

  1. ^ a b Giorgio Giorgerini, Attacco dal mare. Storia dei mezzi d'assalto della Marina italiana, p. 112
  2. ^ a b c d Regio Sommergibile Ametista
  3. ^ Sommergibile "GEMMA"
  4. ^ Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi, p. 349
  5. ^ Caduti
  6. ^ Attività Operativa
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