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Amici miei - Come tutto ebbe inizio

film del 2011 diretto da Neri Parenti

TramaModifica

Jacopo, Duccio, Cecco, Manfredo e Filippo sono cinque amici che vivono nella Firenze del Quattrocento, durante un'epidemia di peste. Tutta la popolazione è terrorizzata e si rifugia nelle proprie case e i protagonisti approfittano di questa situazione per poter fare scherzi a chiunque.

ProduzioneModifica

Il soggetto è firmato da uno degli autori dei primi tre film della serie e dallo stesso Parenti, con l'aggiunta della coppia Fausto Brizzi-Marco Martani in fase di sceneggiatura. L'impianto narrativo è, nel complesso, tenuemente ispirato alla Novella del Grasso legnaiuolo, novella spicciola tramandataci in almeno tre diverse redazioni che riferiscono di una celebre burla ordita da Filippo Brunelleschi e che fa parte della tradizione letteraria del XV secolo.[1]

Le riprese del film sono iniziate il 26 aprile 2010 e si sono svolte tra Firenze, Certaldo, Pistoia, San Gimignano e negli studi di Cinecittà a Roma.

DistribuzioneModifica

Il primo trailer ufficiale è stato pubblicato il 28 febbraio 2011.[2] L'uscita nelle sale cinematografiche è avvenuta il 16 marzo 2011.[3]

IncassiModifica

Il film, rivelatosi un colossale flop,[4][5] ha incassato 3.333.050 euro dopo tre settimane di proiezioni, contro i 15 milioni spesi per la realizzazione,[5] senza contare le spese per le attività promozionali, quantificabili in altri milioni di euro.[6] Il film si è classificato al nono posto nella classifica dei film italiani più visti della stagione 2010/2011 ed al 53º posto della classifica complessiva di film italiani e stranieri.[7]

CriticaModifica

Il sito MYmovies vota il film 1.59 su 5, definendolo "un prequel sporcaccione che si fa beffa del vitalismo dell'originale monicelliano".[8]

Durante la produzione del film sono state sollevate forti critiche da parte di alcuni estimatori delle prime tre pellicole, tramite il social Facebook, i quali contestavano la mera finalità commerciale del film e la scelta del cast, minacciando il boicottaggio delle proiezioni.[9]

Interpellato in proposito a queste critiche, lo stesso Mario Monicelli ha dichiarato:

«Hanno ragione quelli di Facebook. Avevano tentato di farmi collaborare ma ho deciso di rimanerne fuori.[10]»

Anche il giornalista Marco Travaglio ha duramente criticato la pellicola obiettando a Neri Parenti di aver associato indegnamente la propria pellicola ai film di Monicelli e Loy, e di averne profondamente malinteso la natura sì goliardica, ma al contempo tragica.[11][12]

RiconoscimentiModifica

Il film ha ricevuto due candidature ai Nastri d'argento per la migliore scenografia e i migliori costumi.[13]

CuriositàModifica

Il film prevedeva inizialmente la partecipazione dell'attrice toscana Laura Pestellini. Tuttavia a causa della sua morte, avvenuta a Firenze il 20 novembre del 2010 all'età di 91 anni, tutto ciò non fu possibile.

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica

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