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Annibale Vitellozzi (Anghiari, 12 febbraio 1902Roma, 14 marzo 1990) è stato un architetto italiano.

La facciata della Stazione Termini
La facciata della Stazione Termini
 
Lo Stadio Olimpico negli anni 1950
Lo Stadio Olimpico negli anni 1950
 
La Biblioteca nazionale centrale di Roma
La Biblioteca nazionale centrale di Roma

BiografiaModifica

Nato nel 1902 ad Anghiari, in provincia di Arezzo, laureatosi in architettura a Roma nel 1927, Annibale Vitellozzi realizzò alcune delle sue opere più note in preparazione dei Giochi della XVII Olimpiade che si svolsero nella Capitale nel 1960: lo Stadio del Nuoto, in collaborazione con Enrico Del Debbio e gli ingegneri Sergio Musmeci e Riccardo Morandi, e il Palazzetto dello Sport con l'ingegner Pier Luigi Nervi.

Altre opere significative sono: la facciata della Stazione di Roma Termini, esempio importante del razionalismo italiano, realizzata in collaborazione con Leo Calini ed Eugenio Montuori (la costruzione dell'edificio, su progetto iniziale di Angiolo Mazzoni, era stata interrotta nel 1943 per le vicende belliche), inaugurata alla fine del 1950; il completamento dello Stadio Olimpico (1949-1953)[1], la Scuola nazionale di atletica leggera a Formia (1953-55)[2], il Palazzo dello Sport di Torino,[1] chiamato comunemente PalaRuffini, nell'omonimo parco del capoluogo piemontese, costruito per le celebrazioni del primo centenario dell'unità nazionale (Italia '61); la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, a Castro Pretorio, nei pressi della Stazione Termini, realizzata insieme agli architetti Massimo Castellazzi e Tullio Dell'Anese. La biblioteca, intitolata a Vittorio Emanuele II, la maggiore d'Italia, ispirata all'International Style, fu inaugurata nel 1975 e sostituì la precedente ospitata nel cinquecentesco edificio gesuita del Collegio Romano.

In vista dei Mondiali di calcio di Italia '90, nei quali l'Olimpico era lo stadio principale, Vitellozzi, insieme con l'architetto Maurizio Clerici, gli ingegneri Paolo Teresi e Antonio Michetti (strutture), portò a termine una radicale ristrutturazione e la copertura dell'impianto.

Dal 1961 al 1974, in rappresentanza dell'Accademia nazionale di San Luca e poi dell'Istituto Nazionale di Urbanistica, fece parte della Commissione Edilizia del Comune di Roma.[1]

Morì a Roma, a ottantotto anni, nel 1990.

NoteModifica

  1. ^ a b c Vedi Diario. Quotidiano di architettura, riferimenti in Collegamenti esterni.
  2. ^ Il Coni di Formia compie oggi 60 anni, di Saverio Forte, h24. Portale indipendente di notizie, 23 novembre 2015.

BibliografiaModifica

  • Paolo Belardi, Fabio Bianconi, Sostenibilità e/è bellezza. L'acropoli moderna di Perugia e il palazzo della Regione Umbria, Perugia, EFFE Fabrizio Fabbri Editore, 2012, p. 47.
  • Simona Graziotti, Giacomo Pagnotta, Complesso residenziale di Santa Maria in Campis a Foligno di Annibale Vitellozzi, in Paolo Belardi (a cura di), Da case popolari a case sperimentali. Un secolo di architettura nell'edilizia residenziale pubblica della provincia di Perugia, (atti del convegno di studi, Città della Pieve, Palazzo Della Corgna, 13 novembre 2010), Perugia, EFFE Fabrizio Fabbri Editore, 2011, pp. 143-149.
  • Giacomo Pagnotta, Annibale Vitellozzi e il complesso residenziale di Santa Maria in Campis a Foligno, in “Umbriasettegiorni”, 33 (2011), p.37, (nell'ambito della rubrica L'architettura umbra del novecento, a cura di Paolo Belardi).
  • Maurizio Clerici, Annibale Vitellozzi. Decano 1989. Roma, Kappa, 1989.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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