Anscario II

Anscario II (... – 940) fu conte di Asti dal 924 circa al 936 circa e marchese di Spoleto dal 936 alla morte.

Anscario II
Duca di Spoleto
In carica936 –
940
PredecessoreTeobaldo I di Spoleto
SuccessoreSarilone
Marchese d'Ivrea
In carica929 –
936
PredecessoreAdalberto I d'Ivrea
SuccessoreBerengario II d'Ivrea
Morte940
DinastiaAnscarici
PadreAdalberto I d'Ivrea
MadreErmengarda
Coniugesconosciuta
FigliAmedeo

BiografiaModifica

Anscario II era figlio dell'Anscaride Adalberto I, marchese d'Ivrea, e della seconda moglie Ermengarda, figlia del marchese di Toscana Adalberto II il Ricco della stirpe dei Bonifaci, e di Berta di Lotaringia, figlia terzogenita del re di Lotaringia della stirpe Carolingia Lotario II e della seconda moglie, Waldrada. Suo fratellastro fu Berengario II d'Ivrea.

Anscario II fu titolare della marca d'Ivrea dalla morte del padre nel 929. In un documento di donazione del Castelvecchio di Asti nel 924 da parte di re Rodolfo verso il visconte di Asti Autberto, compaiono tra gli "intervenienti" la madre Ermengarda ed i figli Berengario ed Anscario, che in quel frangente sono definiti "incliti comites"[1].

Anscario chiamò, così come tutta la sua stirpe, il re di Borgogna Rodolfo II per affrontare Berengario I. Egli però sostenne, su impulso della madre, i parenti di Toscana che avevano chiamato Ugo di Provenza contro Rodolfo II. Ugo nominò Anscario nel 936 duca di Spoleto, in un contesto di tensioni con Alberico di Roma. Nel 939 però Ugo perseguì una politica di accentramento ed espansione, occupando l'Esarcato, che mise in allarme sia la Roma di Alberico che Anscario, che aveva fatto proprie le aspirazioni autonomistiche del ducato, e Alberico cercò l'appoggio di Anscario. Ugo, che aveva già rimosso nell'anno di elevazione di Anscario a duca suo fratello Bosone dalla marca di Tuscia per elevare il figliastro Uberto, agì per la rimozione di Anscario dall'ufficio ducale. Nella primavera del 940 Ugo mandò un esercito comandato dal conte palatino Sarilone contro Spoleto a rimuovere Anscario. Anscario morì in battaglia e Sarilone divenne per breve tempo duca.

Famiglia e figliModifica

Anscario ebbe da una donna sconosciuta:

  • Amedeo di Mosezzo, che sposò Guntilda, figlia di Rogerio, fratello di Arduino il Glabro della stirpe degli Arduinici[2], probabilmente al suo secondo matrimonio (in precedenza forse si era sposata con Manfredo, che erroneamente, è considerato un Manfredingio). O due ebbero un figlio, Berengario, che sposò una certa Cristina di legge romana e i due ebbero a loro volta una figlia che prese il nome della nonna, Guntilda[3] e un figlio di nome Berengario[4].

AscendenzaModifica

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Amedeo di Langres ?  
 
 
Anscario I  
 
 
 
Adalberto I d'Ivrea  
 
 
 
 
 
 
 
Anscario II d'Ivrea  
Uberto del Vallese Bosone il Vecchio  
 
 
Tebaldo d'Arles  
 
 
 
Ermengarda di Tuscia  
Lotario II di Lotaringia Lotario I  
 
Ermengarda di Tours  
Berta di Lotaringia  
Waldrada di Wormsgau  
 
 
 

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • M. G. Bertolini, «ANSCARIO». In: Dizionario biografico degli italiani, Vol. III, Roma: Istituto della Enciclopedia italiana, 1961
  • Renato Bordone, Città e territorio nell'alto medioevo. La società astigiana dal dominio dei Franchi all'affermazione comunale. Biblioteca Storica Subalpina, Torino 1980

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica