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Antonio Cefaly
Antonio cefaly.jpg

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XV, XVI, XVII, XVIII
Gruppo
parlamentare
Liberale progressista
Collegio Catanzaro II, Nicastro

Senatore del Regno d'Italia
Durata mandato 10 dicembre 1898 –
Legislature XX
Gruppo
parlamentare
Unione democratica

Durata mandato 1873 –
1878

Durata mandato 1879 –
1883

Dati generali
Titolo di studio Liceale
Professione imprenditore

Antonio Cefaly, nome completo Francesco Antonio Maria Cefaly (Cortale, 10 novembre 1850Roma, 4 aprile 1928), è stato un politico e imprenditore italiano.

BiografiaModifica

Affiliato alla Massoneria, della sua carriera massonica non si conoscono le origini. Maestro presso la Loggia Tommaso Campanella di Catanzaro il 15 dicembre 1894, risulta essere stato membro della Giunta del Grande Oriente d'Italia, Gran Segretario nel 1902 e Gran Maestro Aggiunto Onorario a vita dal 1904. Vicepresidente della Gran Loggia di Rito simbolico dal 1899 al 1902[1]. Nel marzo 1912 dette le dimissioni per protesta contro la linea politica del Grande Oriente d'Italia[2].

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ Giordano Gamberini, Mille volti di massoni, Roma, Ed. Erasmo, 1975, p. 173.
  2. ^ Aldo Alessandro Mola, Storia della Massoneria in Italia dal 1717 al 2018, Milano-Firenze, Bompiani/Giunti, 2018, p. 373-374.

Cariche e titoliModifica

  • Presidente del Consiglio d'amministrazione dell'Educatorio "Roma" (Quartiere Testaccio) (23 aprile 1901)
  • Presidente della Federazione postale telegrafica di Catanzaro (gennaio 1904)
  • Membro del Comitato generale romano di soccorso "Pro Calabria e Sicilia" (15 gennaio 1909)
  • Sindaco dell'Istituto delle Case popolari della provincia di Roma (15 aprile 1912-1º luglio 1913)
  • Deputato per la vigilanza delle Scuole elementari del Comune di Roma (17 maggio 1912) (12 luglio 1915)
  • Presidente della Commissione amministratrice dell'Azienda elettrica comunale di Roma (12 luglio 1912)
  • Consigliere della Società degli agricoltori italiani (28 febbraio 1901) (16 febbraio 1904) (13 febbraio 1907)
  • Membro della Corte suprema disciplinare per la Magistratura (27 febbraio 1913)
  • Socio onorario della Società cooperativa "Gianlorenzo Bernini" [di Roma] (26 gennaio 1913)
  • Presidente onorario della Società operaia di mutuo soccorso "Giuseppe Garibaldi" di Borgia
  • Socio onorario della Società operaia di mutuo soccorso "Regina Margherita" di Tiriolo (26 dicembre 1897)
  • Socio onorario della Società operaia di mutuo soccorso "Figli del lavoro" di Catanzaro (19 luglio 1894)
  • Deputato della Federazione ginnastica nazionale (17 settembre 1894)
  • Membro del Consiglio direttivo della Lega per la pace (28 maggio 1899)

Incarichi parlamentariModifica

  • Commissione d'istruzione dell'Alta Corte di giustizia (26 gennaio 1901-6 febbraio 1902) (9 dicembre 1904-12 dicembre 1907)
  • Commissione d'istruzione dell'Alta Corte di giustizia (12 dicembre 1907-8 febbraio 1909) (29 marzo 1909-29 settembre 1913). Presidente dal 25 novembre 1918 al 29 settembre 1919
  • Commissione di contabilità interna (22 marzo 1901-6 febbraio 1902)
  • Commissione di contabilità interna, relatore (24 febbraio 1902-18 ottobre 1904) (7 dicembre 1904-19 giugno 1906. Dimissionario, 11 dicembre 1906-8 febbraio 1909). Presidente dal 30 marzo 1909 al 29 settembre 1913
  • Commissione per l'esame del disegno di legge "Proroga della facoltà al Governo di destinare gli uditori ad esercitare le funzioni di vice-pretore dopo sei mesi di tirocinio" (22 dicembre 1902)
  • Commissione per l'esame del disegno di legge "Impianto di una stazione radiotelegrafica ultrapotente (Sistema Marconi)" (18 marzo 1903)
  • Commissione per l'esame del disegno di legge "Case popolari" (3 aprile 1903)
  • Commissione per l'esame del disegno di legge "Proroga dei termini per la commutazione delle prestazioni fondiarie perpetue" (19 dicembre 1904)
  • Commissione per il regolamento interno (12 luglio-13 dicembre 1906)
  • Segretario della Commissione per il regolamento interno (13 dicembre 1906-8 febbraio 1909) (29 marzo 1909-29 settembre 1913)
  • Commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni dei contadini, sui loro rapporti coi proprietari e sulla natura dei patti agrari nelle provincie meridionali e nella Sicilia (16 dicembre 1906)
  • Commissione per la verifica dei titoli dei nuovi senatori (13 marzo 1911-29 settembre 1913)
  • Commissione per l'esame del disegno di legge "Modificazioni alla legge elettorale politica" (11 agosto 1919)
  • Commissione parlamentare d'inchiesta sulle spese di guerra (19 luglio 1920-6 febbraio 1923)
  • Commissione per l'esame del disegno di legge "Contravvenzioni per porto d'arma" (25 settembre 1920)
  • Commissione per l'esame del disegno di legge "Disposizioni per la sistemazione e la gestione statale dei cereali" (24 febbraio 1921)
  • Commissario di vigilanza all'Amministrazione delle ferrovie dello Stato (19 marzo 1908-21 maggio 1909. Dimissionario)

CommemorazioneModifica

«PRESIDENTE: Spegnevasi il 4 aprile in Roma Antonio Cefaly, nato in Cortale il 10 novembre 1850. Per le tristi condizioni di salute del padre suo, morto poi lasciandolo ancor giovinetto, dové prestissimo, tralasciati gli studi, assumere la direzione della cospicua azienda famigliare, acquistandovi precoce maturità di carattere. Venuto in grande stima presso i suoi concittadini, fu eletto a ventun anno consigliere comunale e due anni dopo assunse il sindacato, che tenne per quasi un lustro, segnalandosi per sagace opera amministrativa. A venticinque anni entrò nel Consiglio provinciale, e molto si adoperò per il bene della sua regione. Fu anche presidente del Consiglio provinciale e per quasi quarant'anni partecipò alla vita amministrativa provinciale, ritraendosene solo nel 1914. Nel 1882 fu eletto deputato per il 2° collegio di Catanzaro, per la XV legislatura e lo stesso collegio lo mandò alla Camera anche per le due legislature successive; nella XVIII rappresentò invece il collegio di Nicastro, ritraendosi poi nel 1895 dalle competizioni elettorali, disgustato per il mal costume politico che dilagava nel suo collegio. Durante i tredici anni di sua deputazione, Antonio Cefaly fu attivo e apprezzato parlamentare; predilesse le questioni agrarie, di cui fu appassionato non meno che competente cultore e militò nel partito liberale progressista, ai cui principi tenne fede ognora. Godé la fiducia di vari Ministeri ed ebbe offerta a più riprese la carica di sottosegretario e di ministro, che la innata modestia gli impedì di accettare.
Il 17 novembre 1898 entrava in Senato, ad una età allora insueta, e seppe presto guadagnarsi la stima e l'affetto dei colleghi, che lo elessero a far parte di numerose commissioni, fra l'altre di quelle per il regolamento interno, per la verifica dei titoli dei nuovi senatori, per la contabilità interna, per la vigilanza sulle ferrovie; fu anche membro e presidente della Commissione permanente d'istruzione. Merita ricordo la sua proficua partecipazione, come membro e come vicepresidente, alla Commissione d'inchiesta sulle condizioni dei contadini del Mezzogiorno e a quella sulle spese di guerra, di cui fu componente attivissimo e così scrupoloso, che per la mole del lavoro sostenuto ebbe anche nocumento alla salute. Fu membro di molti uffici centrali e partecipò ad importanti discussioni, sempre recando al lavoro legislativo il contributo della sua operosità e della sua competenza. Di lui ricordiamo notevoli discorsi, come quando combatté vittoriosamente il primo disegno di legge sulla cedibilità degli stipendi degli impiegati, o quando protestò contro gli scioperi nei pubblici servizi: prese anche parte importante alle discussioni sulla riforma del Senato e su varie modifiche al regolamento interno. Gentile e cordiale con tutti, era da tutti amato, al di sopra delle divisioni di parte, ed era generalmente apprezzato per l'inflessibilità del carattere. La stima dei colleghi lo chiamò per tre volte alla carica di Vicepresidente, e fu carissimo ai colleghi dell'Ufficio di Presidenza.
Uomo benefico e amantissimo del paese natio, lo ha più volte beneficato anche con cospicue donazioni. Antonio Cefaly fu esempio di carattere, di operosità, di modestia e di zelo nell'adempimento dei propri doveri; il Senato del Regno s'inchina reverente alla sua memoria e porge alla famiglia desolata commosse condoglianze. (Approvazioni).»

(Senato del Regno, Atti parlamentari. Discussioni, 3 maggio 1928.)

Collegamenti esterniModifica