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Antonio Galluccio

architetto e ingegnere italiano
La chiesa di Santa Maria Egiziaca a Pizzofalcone dove il Galluccio prese parte ai lavori

Antonio Galluccio (Ottaviano, 1635 circa – Napoli, dopo il 1697) è stato un architetto, ingegnere e tavolario italiano.

BiografiaModifica

Nacque ad Ottaviano da Francesco e coniugato con Margherita De Nisi. Dal loro matrimonio nacquero diversi figli, tra questi Giuseppe, che intraprese come il padre la carriera di tavolario, Giovanni che si laureò dottore in Utriusque Juris Doctor e Nicola che divenne monaco celestino con il nome di Teofilo.

Iniziò la carriera come tavolario e il suo primo incarico, risalente al 1663, fu quello di compiere una verifica dei confini territoriali dell'Abbazia Florense a San Giovanni in Fiore. Nel 1666 eseguì l'apprezzo di Monasterace e il successivo anno, in qualità di architetto e con l'aiuto di Lorenzo Ruggiano, censì tutte le concessioni d'acqua dell'Acquedotto della Bolla; l'incarico gli fu affidato dal Tribunale della Fortificazione, Mattonata ed Acqua, la relazione fu corredata con 17 fogli con piante relative al condotto principale e alle derivazioni.

Nel successivo decennio si occupò dell'apprezzo dei comuni di Vernole e Montecorice, nel 1688 fu tavolario regio, su commissione del S.R.C.[1] compì un esposto delle proprietà della Chiesa di Sant'Anna dei Lombardi sulla collina di Pizzofalcone. Nel 1690, con Ruggiano, svolse diversi incarichi di notevole portata come la misurazione dell'acquedotto del Carmingnano per porre fine una controversa tra il Duca di Maddaloni, il Conte di Acerra e il Duca di Airola e apprezzi dei terreni di Minturno, Castellonorato, Maranola, Castelnuovo Parano, Coreno Ausonio, Spigno Saturnia, Ausonia, Castelforte, Suio, Riardo, Fondi, Monte San Biagio, Lenola, Campodimele, Itri e Sperlonga. Fu attivo, in qualità di architetto, presso il cantiere della Chiesa di Santa Maria Egiziaca a Pizzofalcone per continuare il progetto di Cosimo Fanzago, ma apportandone alcune modifiche sul progetto originario.

Tra il 1691 e il 1695 realizzò le perizie per l'apprezzo dei terreni di Carinola, Mondragone, Torella del Sannio, Tito, Calvello, Stigliano, Sant'Arcangelo, Roccanova, Alianello, Aliano, Laviano, Castelgrande, Rapone, Monteverde e Ripacandida. Nel 1694 presentò la relazione per il restauro del Palazzo della Dogana a Foggia e il successivo una perizia per lavori da effettuare alla Riserva reale degli Astroni, nel 1696 ritornò nuovamente a San Giovanni in Fiore e nel 1697, con Ruggiano, presentò una perizia delle opere da realizzare a Castel Sant'Elmo.

NoteModifica

  1. ^ Sacro Regio Consiglio

BibliografiaModifica

  • Bruna Angeloni e Giovanni Pesiri, APPREZZO DELLO STATO DI FONDI DALLA REGIA CAMERA NELL'ANNO 1690, Il Valico edizioni, 2008
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