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Castelforte
comune
Castelforte – Stemma Castelforte – Bandiera
Castelforte – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
ProvinciaProvincia di Latina-Stemma.png Latina
Amministrazione
SindacoGiancarlo Cardillo (lista civica) dal 5-6-2016
Territorio
Coordinate41°18′N 13°50′E / 41.3°N 13.833333°E41.3; 13.833333 (Castelforte)Coordinate: 41°18′N 13°50′E / 41.3°N 13.833333°E41.3; 13.833333 (Castelforte)
Altitudine162 m s.l.m.
Superficie29,71 km²
Abitanti4 180[1] (31-10-2018)
Densità140,69 ab./km²
FrazioniSuio
Comuni confinantiCoreno Ausonio (FR), Rocca d'Evandro (CE), Sant'Andrea del Garigliano (FR), Santi Cosma e Damiano, Sessa Aurunca (CE), Vallemaio (FR)
Altre informazioni
Cod. postale04021
Prefisso0771
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT059004
Cod. catastaleC104
TargaLT
Cl. sismicazona 3A (sismicità bassa)
Cl. climaticazona C, 1 313 GG[2]
Nome abitanticastelfortesi
PatronoSan Giovanni Battista Compatrono - Maria SS. Addolorata
Giorno festivo24 giugno - 15 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castelforte
Castelforte
Castelforte – Mappa
Posizione del comune di Castelforte nella provincia di Latina
Sito istituzionale

Castelforte è un comune italiano di 4 180 abitanti[1] della provincia di Latina nel Lazio.

Veduta del centro storico.
Castrum Forte, la valle del Garigliano, il mar Tirreno.

Indice

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Il comune di Castelforte è sito al confine sud-orientale della provincia di Latina, alle estreme propaggini del massiccio dei Monti Aurunci, gli antichi Montes Vescini. Il centro storico si trova su di un'altura collinare, così come anche la frazione Suio. Da queste colline si domina la valle del fiume Garigliano. Il territorio comprende la valle che collega le due alture.

ClimaModifica

Classificazione climatica: zona C, 1313 GR/G.

Origini del nomeModifica

Il nome Castelforte deriva dal latino Castrum forte. L'aggettivo forte è dovuto probabilmente all'ottima posizione strategica di difesa data la posizione di vedetta sulla valle del Garigliano e in particolare sulla foce stessa del fiume, una volta navigabile.

StoriaModifica

Non si hanno notizie esatte sulla fondazione di Castelforte. Alcuni studiosi, tra i quali Figlioli, sostengono che Castelforte sia sorto sulle rovine dell'antica città di Vescia, appartenente alla Pentapoli Aurunca, distrutta dai romani nel 340 a.C.

Su tutto il territorio del Comune giacciono una grande quantità di antiche vestigia, ma non si hanno notizie storiche esatte risalenti all'epoca preromana e romana a parte quelli relativi alle imponenti Terme Vescinae. Erano ubicate nel territorio delle attuali Terme di Suio, frazione di Castelforte, molto frequentate in epoca Imperiale, databili con certezza al III secolo; comunque l'esistenza della fonte termale era nota anche in epoca precedente.

Castrum Forte nacque indubbiamente prima dell'anno 1000 come difesa del retroterra o anche come rifugio degli abitanti della piana sottostante. L'impostazione urbana è di una tipica piazza d'armi: ciò si può rilevare dalla cinta muraria munita di torrioni circolari, dalla porta di accesso e dal maschio imponente, punto di avvistamento e di comunicazione con le altre fortificazioni della zona. Il castello più vicino a Castrum Forte è Castrum Suji, a Suio. Per questa che è la frazione più importante si hanno dati sulla fondazione più certi, dovuta alla maggiore importanza storica di Suio. Sorto prima di Castelforte, Suio era strettamente legata al controllo delle proprietà del monastero di Montecassino. Entrambi i castelli erano posti in posizione tale da costituire un ottimo punto di vedetta e di guardia al fiume Garigliano, all'epoca importante via fluviale di comunicazioni tra Montecassino e il mar Tirreno.

Appare verosimile l'ipotesi che i primi insediamenti avvennero tra l'881 e il 915 come risposta al campo trincerato saraceno, base per scorrerie, che in quel periodo sorgeva sulla riva destra del Garigliano. Nella località tuttora chiamata Vattaglia (cioè battaglia, in dialetto) si ebbe nell'agosto 915 lo scontro delle truppe della lega voluta dal Papa Giovanni X. Truppe guidate in campo dal papa stesso accorsero da tutto il regno d'Italia, appena ricostituito, per scacciare i Saraceni dai loro insediamenti sulla penisola. Alla lega partecipavano anche Longobardi e Bizantini. La battaglia del Garigliano fu il capitolo conclusivo della guerra. Tra i nobili che parteciparono alla battaglia si ricordano Alberico duca di Spoleto, Atenolfo II di Capua e figlio Landolfo II, Guasinaro II di Salerno, il duca di Napoli Gregorio IV, Giovanni I e lo stratega Niccolò Picingli, inviato da Bisanzio. Per tre mesi gli arabi resistettero in attesa di aiuti dalla Sicilia. Poi tentarono di fuggire sui monti, ma vennero raggiunti e sconfitti e così finì un lungo periodo di terrore per la Terra di San Benedetto.

Nell'ottobre del 1079 l'abate Desiderio concesse agli abitanti di Suio le “Chartae libertatis” ovvero “Carte di franchigia”, come aveva già fatto nel 1061 per Traetto in quanto nuova terra acquisita dalla Signoria di Montecassino. Queste carte includevano una serie di privilegi molto moderni.

Nel 1320, col permesso di re Roberto d'Angiò, si erano stabiliti in pianura molti cittadini di Castri Sugii per coltivare i campi. A causa della malaria si trasferirono a Castri Forte che era assurto come il centro più importante della zona.

A Castelforte sostò Consalvo di Cordova che condusse l'esercito spagnolo nella battaglia del Garigliano del 29 dicembre 1503 ponendo fine al dominio francese sul meridione d'Italia. Nello stesso anno, il 28 dicembre, lungo il corso del fiume Garigliano nel territorio Comunale ,trovava la morte annegato ,Piero de' Medici detto il Fatuo, politico, militare e Governatore di Cassino,nel mentre a bordo di un battello carico di armi partecipava ,diretto a Gaeta,ad una missione militare dei Francesi,ai quali si era unito. Inoltre, ai piedi di Suio, si ricorda ,fu gettato un ponte che permise agli spagnoli di assalire le truppe francesi di sorpresa.

È del 1620 il primo documento che attesta la disputa territoriale con la comunità di Santi Cosma e Damiano, allora chiamata de' I Casali. La disputa che dura fino a oggi e nei secoli sono avvenute anche diverse aggregazioni amministrative delle due comunità.

Dal gennaio 1640 al maggio 1645, Severino Fusco, nato a Castelforte in una nobile famiglia, fu abate a Montecassino.

Tra il 1798-99 le truppe napoleoniche attraversano l'Italia spodestando i regnanti. In questo periodo i castelfortesi insorgono contro gli invasori e contribuirono con due compagnie di volontari alle truppe a massa di Fra Diavolo. La prima compagnia di 105 uomini era comandata da Filippo Gionta, la seconda di 93 uomini comandata da Giuseppe Vellucci. Il sacerdote di Castelforte don Benedetto Ciorra partecipò come cappellano. Castelforte fu assediato per ritorsione dalle truppe franco-polacche del gen. Dambroski nel giorno di Pasqua del 1799 ed espugnato. Seguì la rappresaglia contro la popolazione. I morti castelfortesi furono 34 ai quali devono aggiungersi gli abitanti Santi Cosma e Damiano che avevano lottato al loro fianco.

Nel 1807 Suio fu aggregato amministrativamente in maniera definitiva a Castelforte per mancanza di popolazione.

A Castelforte si costituì cellula di tipo carbonaro, la Grande Unione dell'Unità d'Italia, ispirata alle idee mazziniane. Molti castelfortesi subirono un lungo processo per questo nell'anno 1848 dalla Gran Corte Criminale di Santa e furono imprigionati.

Il 15 gennaio 1905 nasce a Castelforte Giuseppe Aloia, futuro capo di stato maggiore dell'Esercito e della Difesa.

Nel 1943-44, durante la risalita delle truppe alleate verso Roma, per oltre nove mesi Castelforte fu sottoposto a incessanti bombardamenti da parte degli alleati per contrastare i tedeschi che qui tenevano la linea Gustav. Centinaia di castelfortesi morirono per i bombardamenti, le mine e gli scoppi dei residuati bellici; molti non sopravvissero alle vessazioni o furono trucidati dagli occupanti tedeschi. Nell'area di Castelforte fu attivo il Gruppo Aloia, una divisione partigiana alle dipendenze dell'allora tenente colonnello Giuseppe Aloia.

OnorificenzeModifica

Il Comune è stato insignito della Medaglia d'oro al valor civile per atti di abnegazione durante il secondo conflitto mondiale.

  Medaglia d'oro al valor civile
«Centro strategicamente importante, situato sulla linea Gustav, durante l'ultimo conflitto mondiale si trovò al centro degli opposti schieramenti, subendo ogni sorta di violenza dalle truppe tedesche e marocchine e un gran numero di bombardamenti da parte alleata, che provocarono numerosissime vittime civili e la quasi totale distruzione dell'abitato. La popolazione tutta, con fierissimo contegno, resistette alle più dure sofferenze, offrendo un ammirevole esempio di coraggio ed amor patrio.»
— 1943/1944

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[3]

 


Lingue e dialettiModifica

Il dialetto di Castelforte, come le parlate dei vari comuni vicini, risente dell'influenza delle parlate campane, vista la secolare appartenenza del paese al Regno di Napoli. Un ampio studio del dialetto di Cassino, risalente al XX secolo, considera il dialetto della cittadina in questione "appartenente al comune tipo napoletano, avente qualche caratteristica dei dialetti ciociareschi di Frosinone e Alatri, dei dialetti dell'Abruzzo e di quelli che dalle paludi pontine vanno fino a Velletri"[4]. Un simile discorso si può fare anche per Castelforte e per le località contermini oggi appartenenti al Lazio (regione nella quale vennero incluse nel 1927). Rispetto ad alcuni dialetti dei comuni vicini, in particolare quelli della zona costiera, il dialetto castelfortese conserva però tutti i timbri delle vocali, sia atone sia toniche, che chiaramente si sentono nella pronuncia e nella linea melodica, che si avvicina ai dialetti mediani, anche se ad esempio nel dialetto in questione è presente la cosiddetta metafonesi napoletana, assente in altri comuni del circondario (es. Minturno, Ausonia) dove rileviamo invece quella sabina. Il lessico rimanda soprattutto ai dialetti campani, anche se una parte minoritaria del vocabolario prevede termini in accordo col dialetto ciociaro, abruzzese e romanesco.

AmministrazioneModifica

Nel 1934 passa dalla provincia di Roma, alla nuova provincia di Littoria, costituita dal governo fascista dell'epoca.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
27 maggio 1987 28 maggio 1989 Pasquale Fusco DC Sindaco
28 maggio 1989 28 gennaio 1991 Giuseppe Ianniello DC Sindaco
28 gennaio 1991 12 giugno 1994 Antonio Ianniello DC Sindaco
12 giugno 1994 24 maggio 1998 Pasquale Fusco PPI Sindaco
24 maggio 1998 26 maggio 2002 Pasquale Fusco L'Ulivo Sindaco
26 maggio 2002 27 maggio 2007 Gianpiero Forte UDC Sindaco
27 maggio 2007 6 maggio 2012 Gianpiero Forte PD-UDC Sindaco
6 maggio 2012 27 agosto 2015 Patrizia Gaetano PdL-UDC Sindaco [5]
9 settembre 2015 6 giugno 2016 Ilaria Tortelli Commissario Prefettizio
6 giugno 2016 in carica Giancarlo Cardillo lista civica Sindaco

Altre informazioni amministrativeModifica

Fa parte della XVII comunità montana dei Monti Aurunci e della Associazione nazionale comuni termali (ANCOT).

NoteModifica

  1. ^ a b [1] - Popolazione residente al 31 ottobre 2018.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Nunzio Maccarrone, I dialetti di Cassino e Cervano, Unione Tipografica e Cooperativa, 1915.
  5. ^ Sfiduciata dal Consiglio Comunale.

BibliografiaModifica

  • Giuseppe Tommasino, Aurunci Patres, tipografia “Eugubina” 1942
  • Angelo Nicosia, Il Lazio meridionale tra antichità e Medioevo, Caramanica 1995
  • Aldo Di Biasio, Il passo del Garigliano nella storia d'Italia, Caramanica
  • Angelo De Santis, Saggi e ricerche di storia patria Vol. I, “Il Golfo” 1989
  • Cosmo Damiano Pontecorvo, I Casali di Ss. Cosmo e Damiano e la Terra di Castelforte, “Il Golfo” 1985
  • Renzo Di Bella, Suio, borgo medioevale, Grafiche Emmegi 2004, con introduzione di Francesco Avolio
  • Piera Casale, Gli anni della ricostruzione nel Sud Pontino, Elsa di Mambro editore 2004
  • Erasmo Falso, Ventosa, antico paese del sud, D'Arco edizioni 2004
  • Raffaele Tucciarone, I Saraceni nel ducato di Gaeta e nell'Italia centromeridionale, Gaetagrafiche 1991
  • Duilio Ruggiero, La Pasqua castelfortese del 1799, Caramanica 1999
  • A cura di Gioacchino Giammaria, Castelli del Lazio meridionale, Laterza 1998
  • Alvise Schanzer, Per la conoscenza dei dialetti del Lazio sud-orientale: lo scadimento vocalico alla finale (primi risultati) , “Contributi di filologia dell'Italia mediana III” 1989
  • Francesco Avolio, Il confine meridionale dello Stato Pontificio e lo spazio linguistico Campano, “Contributi di filologia dell'Italia mediana VI” 1992

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

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