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Attems
Attems Wappen korrekt gr.png
Inquartato: al 1° e al 4° d'oro all'aquila bicipite di nero, armata, rostrata e coronata d'oro; al 2° e al 3° troncato inchiavato di due punte e due mezze di rosso su argento; sul tutto di rosso al cane d'argento rivoltato, uscente, posto in sbarra, collarinato e linguato di rosso
StatoPatriarcato di Aquileia, Sacro Romano Impero, Impero austriaco
Titoli
FondatoreEnrico, marchese di Toscana
Data di fondazioneXII secolo
Etniaitaliana
Rami cadetti
  • Attimis dell'Orso (estinta)
  • Attimis di Cividale (estinta)
  • Attimis di Udine
  • Attems di S. Croce
  • Attems di Petzenstein

Gli Attems sono un'antichissima e illustre famiglia parlamentare friulana che portò i titoli di principi, conti e baroni. La famiglia, dal nativo castello di Attimis, si diramò in Italia e in Austria in molteplici linee distinte fra loro dal nome dei diversi feudi e domini. Sembra accertato che capostipite di essa sia un Enrico, già marchese di Toscana, che nel 1170 addì 2 febbraio viene nominato con il fratello Arpone fra i ministeriali[1] dal patriarca di Aquileia Woldarico[2] e da questo, nello stesso anno, investito del castello di Attems o Attimis. La famiglia si diramò negli Attems dell'Orso (estinta), e negli Attems del Tridente da cui poi vennero gli Attems detti di Cividale (estinta), gli Attimis di Udine, gli Attems di S. Croce[3], e infine gli Attems Petzenstein.[4]

Indice

StoriaModifica

Le probabili origini risalgono ai conti di Monfort, sentimento esposto da scrittori come Wolfgang Lazio e dal Megisero nella cronaca della Carinzia[5], un antico manoscritto della biblioteca del principe Landi nella quale mette in chiara veduta le famiglie più illustri d'Italia e infine, le carte antiche del prezioso deposito degli archivi dei conti d'Attems, con maggior precisione confermano la loro origine dai conti di Monfort, da cui è anche possibile discernere lo stemma famigliare del tridente, distintivo dei Monfort, duchi della Franconia.[6] Quelle ricordano Enrico, figlio di Rodolfo conte di Bregenz e Monfort, che segui' nelle guerre d'Italia l'imperatore Federico Barbarossa, i figli di Rodolfo, Enrico e Arbeno (dai quali senza dubbio discendono gli odierni Attems del Tridente) che furono stretti al patriarca Wodalrico, di conseguenza prossimo all'imperatore Federico per amicizia e per sangue.[6]

L’abitato di Attimis, che nacque come villa sottoposta al castello dei signori di Attems, fu donato dai marchesi di Moosburg e quindi dall'antiarcivescovo di Salisburgo Bertoldo di Moosburg[7] alla Chiesa di Aquileia, ovvero al Patriarcato.[8] Successivamente fu conferito a Enrico e Arbeno Attems dal grato patriarca in riconoscimento dei fedeli servizi prestati. La famiglia aveva proprietà e influenza tra i feudi friulani al tempo in cui le terre erano governate dai patriarchi di Aquileia.

È certo che Attems (Attimis), già nell'XI secolo sia stato marchesato, prima ancora che Enrico e Arbeno lo avessero ricevuto in feudo dal patriarca Voldarico.[6][9].

Due furono i castelli di Attimis: il Superiore e l’Inferiore. Il primo assai antico, lo si vuole provvisto di torrione e di due torrette. Il castello inferiore sarebbe stato costruito tra il 1250 e il 1260. Molto ampio era il territorio che apparteneva al castello d'Attems. Esso tra suoi confini abbracciava molte ville del promontorio, e nel piano si stendeva allargandosi ſino le vicinanze di Udine nelle quali aveva il castello e delle ampie praterie dove Raimondo della Torre creò cavalieri Enrico figlio di Alberto conte di Gorizia con altri baroni alemanni e signori friulani.[10]

Nel 1294 Raimondo della Torre ordinò a Artinedo Attems di tenerlo a disposizione sua e dei suoi successori e di abitarvi o abbatterlo. Nel 1377 la famiglia riottenne l’investitura di entrambi i manieri dal patriarca Marquardo di Randeck e, come contribuzione, le furono imposti due elmi e due balestre.

Nel 1387 la famiglia era alleata ai conti da Camino e ai principi da Carrara. Questa alleanza aveva assoldato il capitano di ventura Bello di Portogallo e i suoi mercenari, il quale, in attesa del compenso, si prese come cauzione la rocca inferiore. Il 10 febbraio 1387, ricevuta la mercede, restituì il castello. Nello stesso anno Udine inviò ad Attimis un cannone e diverso materiale bellico, per la difesa della rocca. Quindi questa fu tra le prime in Italia a possedere quest’arma da fuoco.

Intanto il Castello Superiore di Attimis era andato in rovina e la stessa sorte toccò a quello inferiore non molto tempo dopo (1484) quando si adoperarono sempre più le bombarde. Per tal motivo gli Attems eressero ai piedi del colle una casa incastellata, provvista di torri (unite nel 1637), che andò però distrutta nel settembre del 1944 dal regime nazifascista.[11][8]

 
Palazzo Attems a Graz, costruito intorno al 1716 da Ignazio Maria Conte Attems
 
Rovine dello storico Castello Inferiore degli Attems, situato a Attimis.

Dopo la conquista del Friuli da parte della Repubblica di Venezia e l'incorporazione nei Domini di Terraferma nel 1433, una parte della famiglia rimase ad Attimis mentre Federico d'Attems (1447-1521) si trasferì a Gorizia, dove nel 1473 divenne cancelliere all'ultimo conte della dinastia di Gorizia, Leonardo. Quando quest'ultimo morì e la linea comitale si estinse nel 1500, il conte Federico Attems fu confermato in quell'ufficio dall'imperatore d'Asburgo Massimiliano I e nel 1506 fu nominato governatore di Gorizia per conto degli arciduchi dell'Austria Interiore. Gli eredi di Federico si divisero nei rami cadetti di Heiligenkreuz e Petzenstein. Da allora, la famiglia Attems ha avuto un ruolo essenziale nella monarchia asburgica; entrambe le linee furono elevate al grado di Freiherren (baroni) nel 1605 e diedero il titolo di Reichsgrafen (conti del Sacro Romano Impero) nel 1630 gli Attems Heiligenkreuz e nel 1653 gli Attems Petzenstein.[12]

Membro notabile fu il conte Carlo Michele Attems, nato a Gorizia il primo luglio 1711. Era un canonico nella cattedrale di Basilea, vicario apostolico per l'area dell'impero appartenente al patriarcato di Aquileia. Il 24 agosto 1750 fu consacrato vescovo di Pergamo. Il 24 aprile 1752 fu nominato primo arcivescovo di Gorizia. Nel 1766 fu nominato principe del Sacro Romano Impero.[13]

Nel periodo barocco, la famiglia Attems era la più ricca e influente famiglia nobile del Ducato di Stiria, e fu la più importante tra le nobili famiglie del Friuli[14]. Nel 1702 il conte Ignazio Maria ordinò la costruzione del Palazzo Attems a Graz, che divenne sede delle sue vaste collezioni d'arte; è oggi parte del patrimonio storico di Graz. Nel 1861, gli Attems furono anche nominati membri ereditari della Camera dei signori d'Austria.[12]

Galleria d'immaginiModifica

 
Il Maniero Attems di Dornava, fu acquisito e ristrutturato dal conte Francesco Disma Attems intorno al 1730.

Dimore storiche principaliModifica

Palazzo Attems PetzensteinModifica

Il palazzo Attems Petzenstein, situato al centro della città di Gorizia in Piazza De Amicis (già Piazza Corno) nelle vicinanze di Piazza della Vittoria, fu costruito nella prima metà del Settecento per volontà della famiglia Attems. La struttura edificata sulla base su progetto dell'architetto Nicolò Pacassi, caratterizzata da uno stile di transizione fra il barocco e il rococò, è stata sottoposta a ristrutturazione neoclassica nella prima metà dell'Ottocento, che ha reso irriconoscibile i tratti originari della facciata. Le sette statue che la sormontano, rappresentanti soggetti dell'Olimpo, sono opera dello scultore bergamasco Giovanni Battista Mazzoleni. Il patrimonio storico-artistico di questo edificio, oltre ai diversi stucchi e affreschi risalenti all'ultima parte del Settecento e Ottocento, comprende anche la tela raffigurante "Gli dei dell' Olimpo" situata sul soffitto del gran salone interno, attribuita al pittore Antonio Paroli (1745). Al centro del giardino interno all'italiana si erge la fontana dell'Ercole che originariamente era collocata nella prospiciente piazza De Amicis. La Pinacoteca del Palazzo Attems Petzenstein conta opere di alcuni maestri del Settecento veneto, molti ritratti ottocenteschi (tra cui alcuni dipinti di Giuseppe Tominz) e una collezione di opere del Novecento (tra gli autori Italico Brass, Luigi Spazzapan, Tullio Crali e Vittorio Bolaffio).[15]

Palazzo ŠtatenbergModifica

 
Affreschi all'Interno del palazzo di Štatenberg, si può notare pitturato lo stemma Attems (tridente argentato su sfondo rosso)
 
Palazzo Attems di Štatenberg, cortile interno costruito da Ignazio Maria Attems intorno al 1740

Era il palazzo estivo dei conti di Attems, si trova a Slovenska Bistrica.

Nelle dolci campagne della Štajerska tra Slovenska Bistrica e l’antica Ptuj, troviamo uno dei palazzi più belli dell’epoca barocca presenti sul territorio sloveno. Si tratta del palazzo Štatenberg, fatto costruire alla fine del ‘600 e completato attorno al 1740 dal conte Ignazio Maria von Attems della famiglia Attems-Petzenstein. Il palazzo Štatenberg si trova nel piccolo comune di Makole, una quindicina di chilometri a sud di Slovenska Bistrica, dove la famiglia Attems possedeva anche un castello nel centro della città (confiscato e nazionalizzato dallo stato jugoslavo dopo la seconda guerra mondiale). Quando il castello entrò in possesso dei conti di Attems, questi preferirono costruire un nuovo palazzo, più comodo e moderno, su una piccola collina accanto a Makole. Il palazzo Štatenberg fu progettato dall’architetto italiano Giovanni Battista Camessina. All’interno delle mura si trova un giardino barocco all’italiana, mentre l’edificio principale, opposto all’entrata, è caratterizzato da un’ampia scalinata che porta direttamente al piano nobile. Eleganti sale si aprono da ambo i lati, con pregevoli affreschi e stucchi, in particolare nella sala dei cavalieri. Il soffitto di questa sala è arricchito da allegorie della scienza, dell’arte e della pace, oltre ai quattro elementi, terra, aria, acqua e fuoco, considerati un “marchio di fabbrica” della famiglia Attems.[14]

Palazzo Attems di Santa CroceModifica

Si trova a Gorizia e ospita attualmente la sede del municipio.

Realizzato nel 1740 su disegno dell’architetto Nicolò Pacassi. Della primitiva configurazione di Palazzo Attems non rimane che l’impianto generale, lo scalone interno e il suo loggiato che si affaccia sul giardino retrostante. Nel corso dei secoli XIX e XX l’edificio fu ampiamente ristrutturato, risultando parzialmente modificato sia nell’assetto distributivo sia nel disegno di facciata. La configurazione del corpo scala rivela l’influenza della tradizione architettonica veneta del XVII secolo; esso infatti si articola su due livelli diversi dal punto di vista plastico e formale. Il livello inferiore è caratterizzato da una parete compatta, mentre al livello soprastante si apre un’aerea loggia scandita da colonne ioniche. L’edificio è abbellito nella parte retrostante da un giardino, dall’originario impianto settecentesco, poi modificato nell’Ottocento, attualmente di dimensioni notevolmente ridotte rispetto alla primitiva estensione.[16]

Palazzo Attems di GrazModifica

 
Palazzo Attems di Graz, costruito nel 1716 dal conte Ignazio Maria Attems, cortile interno
 
Palazzo Attems di Graz

Il conte Ignazio Maria Attems, fondatore della linea di Graz della famiglia Attems, acquistò sei case a schiera tra il 1687 e il 1702, che sorgevano sul luogo dell'attuale palazzo. Commissionò all'architetto Johann Joachim Carlone la costruzione del palazzo. Si presume che Andreas Stengg sia un altro maestro costruttore coinvolto. I lavori si protrassero dal 1702 al 1716. Il conte Ignazio Maria Attems, che aveva riccamente arredato l'interno del palazzo, iniziò a costruire la collezione privata d'arte più importante del Ducato di Stiria. Comprendeva dipinti, armi, e armature, oltre a una grande biblioteca. L'interno fu ampliato tra il 1732 e il 1750 dal conte Francesco Disma Attems. Lo sviluppo degli interni si svolse in tre fasi. Sotto la direzione generale di Domenico Boscho[17] del 1706 fu eseguito lo stucco del soffitto. Dopo il 1702, Franz Carl Remp e i suoi assistenti dipinsero il soffitto e i dipinti con ritratto, oltre a diversi dipinti a secco. Entro il 1710 fu completata la prima fase del progetto. Lo stucco interno è decorato con placcatura in oro, argento e rame. Le immagini del soffitto e del ritratto contengono rappresentazioni dell'Antico Testamento e un antico motivo mitologico. I pezzi della vasta collezione d'arte furono persi nel dopoguerra.[18]

Villa Attems Cernozza de PostcastroModifica

La tenuta Villa Attems situata a Lucinico nel Collio goriziano è documentata dalla fine del Quattrocento come possesso dell'antica famiglia nobile goriziana dei Postcastro. Il patrimonio venne ereditato in blocco dai Cernozza, un'antica famiglia nobile goriziana, di cui resta documentato il subentro sulla parte feudale concesso dall'arciduca Ferdinando nell'aprile del 1546. La successione sarà avallata dall'evoluzione del cognome in Cernozza de Postcastro. I Cernozza diventarono così gli ultimi feudatari di Lucinico prima dell'arrivo degli Attems.[19]

Maniero Attems di DornavaModifica

 
Viale d'entrata al Maniero Attems di Dornava
 
Maniero Attems di Dornava, cortile e giardino interno

Il Castello di Dornava apparteneva ai signori di Ptuj (gli Herberstein e i Sauer) nel Medioevo. Nel 1730 fu acquistato dal conte Francesco Disma Attems e, sulle fondamenta del vecchio castello di soli due piani fece un ampio restauro, aggiunse nuovi piani e ali laterali, commissionò delle ornamentazioni barocche e ridisegnò l'esterno come parco e giardino barocco, rendendo così il castello uno tra i più belli sul territorio sloveno.[20]

NoteModifica

  1. ^ I ministeriali (in latino: ministerialis, in tedesco Dienstmann) erano dignitari della Corte partiarcale. Ad esempio all'epoca di Raimondo della Torre c'erano "quattro ministeriali maggiori, il Maresciallo, il Camerlengo, il Coppiere o Pincerna, lo Scalco o Dapifero" (vedi Luca Demontis, Cerimonie e linguaggi del potere del principe nel Basso Medioevo: il caso di Raimondo della Torre, patriarca di Aquileia).
  2. ^ Ulrico di Treven era chiamato anche Vodolrico, vedi voce biografica: Ulrico II patriarca di Aquileia, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011..
  3. ^ possedevano gli Attems negli stati ereditari l'urbario camerale del contado di Gorizia, la ſignoria di s. Croce in due diplomi dichiarata città con mero e misto impero e giudicatura de nobili, come pure Lucinico, Campagna, Podgora, Cerou inferiore e Jasbina, la giurisdizione di pez (Peztenstein), di Doberdò, e diversi altri beni in Cormons, Mariano, Borgnano, Capriva, Romans, Chiopris, Gargaro, Prebacina, Gradiscuta con altri di minor estensione: nella Stiria le signorie di raistritz, Rain, Goſting, Turnau, Landsberg, Reichenburg, Harthenſtein ecc. ecc. delle quali le tre ultime sono situate nel contado di Cilla, ed alcune nella Carintia : avevano i titoli di signoria di Draghofen sul fiume Drava ed il castello di Tanzenberg nella Carintia: nella svevia appresso Rottemburg sul Necker il castello e libera signoria di Hirlingen che dipende dalla camera imperiale di Vezlar, e Piringen. Ref:https://books.googleusercontent.com/books/content?req=AKW5QafBzGT05almR2AhOcS7Y5jMiDC5NChiLEfkDX1RqhZ6emUDLYThlAB_xFz2pQGCDrVlE6_vjRXWgzp1Unuh9u2oPwGmS21tztNQ_FjWE6aHxqJm6nmwkw5t2Nn4D-Vp22mQW2w7d9m_eJMxiHEopoYYPgnEYKye87nHYTo8eL0eU9okwh9FRnxo4hD0gQo9aApbIvxwdRmciC875gyBMfREq2xOfROKnv_JgraUOZwj5xMnSWBb-7lLePOkj1dB3A-YSPHlGR4WWuo6eivMsy2TO8ePy27LGQ04GpdkbJ7oUJmEv4s
  4. ^ Attems Stemma, Origine Cognome, Araldica, genealogia, su Heraldrys Institute of Rome. URL consultato il 21 agosto 2018.
  5. ^ Hieronymus Megiser, Annales Carinthiae, Das ist, Chronica Des Löblichen Ertzhertzogthumbs Khärndten: Darinn außführlich, beschrieben ist, was sich in demselben Edlen Land Khärndten für namhaffte Historien vnd Geschichten begeben, Leipzig (Lamberg) 1610–1612
  6. ^ a b c Girolamo Guelmi, Storia genealogico-cronologica degli Attems austriaci, Giacomo Tommasini, 1783. URL consultato il 22 agosto 2018.
  7. ^ (DE) Note biografiche di Bertoldo di Moosburg
  8. ^ a b Attimis - Storia, su www.viaggioinfriuliveneziagiulia.it. URL consultato il 21 agosto 2018.
  9. ^ Dalla scrittura di rinunzia di Ulrico marchese fatta a Voldarico chiaramente si scorge, che il marcheſato d'Attems sia stato di Enrico e di Arbeno pria che l'avessero ricevuto in feudo dal patriarca: nell'istessa scrittura si accenna l'investitura da Vodalrico a due nominati fratelli conferita, vedi cap. II annot. 67..
  10. ^ Fran. Palladio, par. I lib. 7 p. 277 nel lib. 6 p. 266 descrive il cerimoniale praticato per la creazione dei cavalieri.
  11. ^ Erede di una famiglia che ha oltre mille anni - Messaggero Veneto, in Archivio - Messaggero Veneto. URL consultato il 21 agosto 2018.
  12. ^ a b Maria Viktoria Imperial Countess of Attems-Heiligenkreuz, su members.aon.at. URL consultato il 21 agosto 2018.
  13. ^ Carlo Michele dei Conti d’Attems (1752 – 1774), su www.gorizia.chiesacattolica.it. URL consultato il 21 agosto 2018.
  14. ^ a b Dvorec Štatenberg: il palazzo estivo dei conti di Attems | SLOvely, su www.slovely.eu. URL consultato il 21 agosto 2018.
  15. ^ Palazzo Attems Petzenstein, su Turismo FVG. URL consultato il 21 agosto 2018.
  16. ^ Palazzo Attems - S. Croce | Comune di Gorizia - Turismo, su www3.comune.gorizia.it. URL consultato il 21 agosto 2018.
  17. ^ (DE) Scheda biografica di Domenico Boscho
  18. ^ Palazzo Attems a Graz, su www.informagiovani-italia.com. URL consultato il 21 agosto 2018.
  19. ^ Home, su www.villaattems.it. URL consultato il 21 agosto 2018.
  20. ^ (EN) Dornava Manor Garden, su www.gardenvisit.com. URL consultato il 21 agosto 2018.

BibliografiaModifica

La genealogia della famiglia Attems può essere trovata in vari libri:

Fonti archivisticheModifica

Altri progettiModifica

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