Babelis tv
Paese Italia Italia
Data di lancio 3 ottobre 1971
Data chiusura 1976
Editore Giuseppe Bagnolini, Romano Bedetti, Luciano Liuzzi, Carlo Soci
Diffusione
Via cavo
Analogico PAL, a Rimini

Babelis tv è stata una televisione privata via cavo fondata nel 1971 a Rimini. È stata la terza tv privata italiana, dopo Telediffusione Italiana Telenapoli e Telebiella e la prima a trasmettere in diretta gare sportive.[1]

StoriaModifica

La fondazione dell'emittente avvenne per un'intuizione. Nel 1971 Carlo Soci (un fotografo che aveva un negozio nel centro di Rimini) aveva messo in vendita una telecamera portatile Akai. L'oggetto rimase invenduto, finché un giorno un amico, Romano Bedetti, gli propose di ritirarla dalla vetrina e di usarla per riprendere le partite del Rimini Calcio. All'apertura della stagione calcistica 1971-72 il duo cominciò ad effettuare le riprese. Fu fondata una società, denominata Babelis tv dal nome dei fondatori:

  • Giuseppe Bagnolini (commerciante in elettrodomestici),
  • Romano Bedetti (cassiere al Credito Romagnolo, con la passione del calcio),
  • Luciano Liuzzi (contabile presso una grossa cooperativa),
  • Carlo Soci (il fotografo).

Fu cablato il centro di Rimini: cavi vennero stesi in Corso Augusto, in via Gambalunga, in piazza Ferrari; inoltre furono allacciati alcuni condomini. Domenica 5 dicembre 1971 ebbe luogo il via ufficiale dell'emittente, con la trasmissione via cavo dell'incontro Rimini-Spal.

Nel 1972 Babelis tv aveva superato i mille utenti. I soci chiesero un preventivo per cablare tutta la città, come aveva già fatto Telebiella, ma il loro progetto naufragò di fronte a un preventivo miliardario (in lire).
Nel novembre di quell'anno il noto giornalista sportivo Rai Alfredo Pigna fu incaricato di realizzare un servizio per la Domenica Sportiva su Valerio Spadoni, calciatore appena arrivato sui palcoscenici della Serie A nella Roma, di cui non si sapeva nulla, eccetto il fatto che aveva militato nel Rimini Calcio. Pigna si recò un giorno a Rimini in cerca di qualche foto e di qualche testimonianza. Con sua grande sorpresa, si trovò di fronte una quantità di nastri Ampex già pronti per il montaggio video. Il giornalista volle citare l'emittente locale nel suo servizio, ma gli fu impedito (non poteva nominare la "concorrenza"). Scrisse comunque di Babelis tv in un articolo pubblicato su Settimana TV.

Nel 1973 l'emittente cambia denominazione in Babelis Telerimini. Viene fondata la testata giornalistica «VGA (cioè Video Giornale Adriatico) Telerimini», che ha il compito di realizzare il telegiornale.

Nel 1976, dopo la sentenza della Corte Costituzionale[2], l'emittente passa dal cavo all'irradiazione via etere, il nome Babelis scompare. Al suo posto nasce Telerimini - Articolo 21 tv[3].

NoteModifica

  1. ^ V.G.A. TELERIMINI, su storiaradiotv.it. URL consultato il 21/12/2014.
  2. ^ Consulta OnLine - Sentenza n. 202 del 1976
  3. ^ Il riferimento è all'articolo 21 della Costituzione.

Voci correlateModifica

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