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Serie A

il più alto livello professionistico del campionato italiano di calcio
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Serie A
Logo Serie A TIM 2019.png
Altri nomiSerie A TIM
SportFootball pictogram.svg Calcio
TipoClub
FederazioneFIGC
PaeseItalia Italia
OrganizzatoreLega Serie A
TitoloCampione d'Italia
Cadenzaannuale
Aperturaagosto
Chiusuramaggio
Partecipanti20 squadre
FormulaGirone all'italiana A/R
Retrocessione inSerie B
Sito Internetlegaseriea.it
Storia
Fondazione1898[N 1]
Numero edizioni118
DetentoreJuventus
Record vittorieJuventus (35)
Ultima edizioneSerie A 2018-2019
Edizione in corsoSerie A 2019-2020
Scudetto.svg
Scudetto tricolore

La Serie A, ufficialmente chiamata Serie A TIM per ragioni di sponsorizzazione[1], è il più alto livello professionistico del campionato italiano di calcio.[2] Viene gestito dalla Lega Nazionale Professionisti Serie A.[3]

Posta sotto l'egida della FIGC, la prima edizione del torneo risale al 1898; l'attuale formula (a girone unico) nacque poi nel 1929. La squadra più titolata è la Juventus, vincitrice del campionato per 35 volte; l'Inter è invece la formazione più presente nel girone unico, avendone disputata ogni stagione.

Al termine della stagione 2018-2019 il campionato italiano occupa il terzo posto nel ranking UEFA, dietro la Liga spagnola e la Premier League inglese.[4]

Formula e regolamentoModifica

La stagione 1929-30 rappresentò il principale spartiacque nella storia del torneo che, dalla precedente connotazione dilettantistica e frammentata in regioni, assunse un carattere del tutto unitario. Fu infatti adottata — in maniera pressoché stabile — la formula del girone all'italiana, con incontri di andata e ritorno.[5] Tale regolamento non ha, da allora, subìto alcuna mutazione se non per quanto riguarda il numero di squadre: svoltosi principalmente con 16 o 18 squadre, dal 2004-05 (in conseguenza del "caso Catania") il campionato accoglie un lotto di partecipanti esteso a 20 formazioni.[6][7][8] Il sistema di assegnazione del punteggio prevede 3 punti per la vittoria (a partire dal 1994-95, mentre in precedenza erano 2[9]), un punto a testa in caso di pareggio e nessun punto per la sconfitta.[5] In caso di parità, per la formulazione della classifica finale vengono considerati i seguenti criteri: classifica avulsa (risultati delle gare tra le formazioni interessate), differenza reti degli scontri diretti, differenza reti complessiva, maggior numero di gol segnati, sorteggio.[8] In precedenza, fino al 2005, era consuetudine disputare uno spareggio.[10]

Al termine delle 38 giornate, la prima classificata vince lo Scudetto ed è ammessa alla Champions League.[N 2] Anche le formazioni giunte dal secondo al quarto posto sono qualificate per la fase a gironi della competizione.[11] All'Europa League partecipano invece 3 squadre: la quinta e sesta classificata oltre alla vincitrice della Coppa Italia.[12] Quest'ultima si qualifica direttamente per i gironi, assieme alla formazione classificatasi al quinto posto: la sesta posizione dà invece accesso al secondo turno preliminare.[8][13] Retrocedono in Serie B le ultime tre squadre della classifica, sostituite da altrettante formazioni promosse dal campionato cadetto.[8]

Trofeo e simboliModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Coppa Campioni d'Italia, Scudetto (sport) e Stella (calcio).
 
Il calciatore Giacinto Facchetti, nella stagione 1966-1967, mostra sulla maglia lo scudetto e la stella.

Per tutta la stagione successiva alla vittoria del Campionato, la squadra campione d'Italia può sfoggiare sulla propria divisa lo scudetto (simboleggiante l'affermazione nel precedente torneo). Il suddetto distintivo richiama i colori della bandiera nazionale e ha la forma di uno scudo: la sua introduzione è avvenuta nel 1924-25, quando venne indossato dal Genoa. Dalla stagione 1960-61 il club vincitore viene inoltre premiato con la Coppa Campioni d'Italia, il trofeo ufficiale della Serie A.

Nel 1958, da un'idea di Umberto Agnelli, fu deciso di assegnare una speciale stella ai club che avessero raggiunto il traguardo dei dieci successi nella massima serie italiana. Tale simbolo è composto da una stella dorata a 5 punte, cucita sulle divise dei club e solitamente accompagnata allo stemma societario. La Juventus, dopo la conquista del suo decimo scudetto nella stagione 1957-1958, fu la prima squadra al mondo[14] a fregiarsi sulla maglia di un distintivo commemorativo — e permanente — per una vittoria sul campo; in Italia, venne seguita nei decenni successivi prima dall'Inter e poi dal Milan. I bianconeri, fin qui unici nel calcio italiano, conquistarono poi il diritto a fregiarsi ulteriormente di una seconda e terza stella, rispettivamente, in occasione del conseguimento del ventesimo e trentesimo scudetto.

Le attuali società assegnatarie delle stelle in Serie A sono:

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Serie A.
 
Un'immagine del primo campionato italiano, svoltosi in un'unica giornata a Torino l'8 maggio 1898.

Nato nel 1898, i primi due decenni del campionato italiano, ancora caratterizzato da un'organizzazione amatoriale nonché da uno scarso interesse del pubblico,[15] furono segnati dai frequenti successi di Genoa — prima squadra a fregiarsi del titolo di campione d'Italia — e Pro Vercelli,[16] le quali si spartirono gran parte dei titoli. La FIGC ha organizzato sin dalla prima edizione il campionato in piena autonomia, eccezion fatta per la stagione 1921-1922: allorché le società non raggiunsero un accordo con l'appena lanciato progetto Pozzo si arrivò alla disputa di due diversi tornei, uno dei quali organizzato dalla CCI. Già dalla stagione successiva, il compromesso Colombo sanò la frattura e permise di riunificare i tornei.[17]

Sino alla fine degli anni 1920 il titolo italiano — che dal 1925, cioè dall'introduzione della patch dello scudetto, per metonimia viene usualmente definito tale — veniva assegnato attraverso gironi plurimi su base territoriale, e successive fasi a eliminazione diretta; dall'edizione del 1929-1930 il torneo si svolge invece secondo la formula del girone unico (già fugacemente sperimentata nella stagione 1909-1910), prendendo al contempo la denominazione di Serie A, che mantiene sino a oggi. L'entrata negli anni 1930 fu uno spartiacque nella storia del calcio tricolore, sia sul piano sportivo, sia soprattutto sociale: all'inizio di un'epoca segnata dalle affermazioni pressoché costanti delle «tre grandi»[18]in primis la Juventus, la squadra più titolata d'Italia, seguita nell'albo d'oro dal Milan e dall'Inter, questa l'unica sempre presente in massima serie —, si aggiunse infatti un sempre maggiore seguito da parte di tifosi e mass media, facendo definitivamente del calcio lo sport nazionale italiano, soppiantando il ciclismo.[15]

A contrastare non episodicamente il dominio dell'asse milanese-torinese sono state, limitatamente al periodo interbellico e al secondo dopoguerra, il Bologna e l'altra torinese, il Torino. Nei decenni seguenti, oltre a rossoblù e granata, altre realtà come Fiorentina, Lazio, Roma — a suo tempo la prima squadra del Centro-Sud a rompere l'egemonia nordista in campionato, nell'edizione 1941-1942 — e Napoli hanno ciclicamente iscritto i propri nomi nell'albo d'oro della massima divisione, senza tuttavia dare continuità alle loro vittorie;[19] ancor più rari sono stati gli exploit di club tradizionalmente lontani dal calcio di vertice, come Casale e Novese (questo ultimo, nella controversa stagione del sopracitato «scisma» tra FIGC e CCI) agli inizi del XX secolo, e Cagliari, Verona e Sampdoria nella seconda metà del Novecento.

 
La Juventus è il club più titolato d'Italia, con 35 scudetti dal 1905 (sopra) a oggi.

Sul piano della competitività, la scelta della Lega Nazionale Professionisti di bandire l'ingaggio di giocatori e tecnici dai campionati esteri, dopo la disfatta della nazionale al campionato del mondo 1966 in Inghilterra, di fatto portò a una prima crisi della Serie A (ulteriormente aggravata, quattordici anni più tardi, dal primo scandalo del calcioscommesse), che si protrasse fino ai primi anni 1980,[20] quando il massimo campionato italiano scivolò, nella stagione 1981-1982, al dodicesimo posto nel ranking europeo, dietro a tornei generalmente considerati di secondo piano, come quelli di Belgio, Unione Sovietica, Germania Est e Cecoslovacchia.[21]

Inversamente, la Serie A toccò il suo apice, in termini di lustro e visibilità, a cavallo degli anni 1980 e 1990:[22] l'elevato tasso tecnico delle formazioni, arricchite peraltro qualitativamente dalla cosiddetta «riapertura delle frontiere» agli stranieri,[23] e la regolarità di buoni risultati (finali e vittorie) nelle coppe europee[24] — che raggiunse il culmine nella stagione 1989-1990 con la storica conquista di tutte e tre le maggiori competizioni confederali da parte di club italiani —, portò la massima serie italiana a occupare per varie stagioni il primo posto del ranking continentale;[25] uno status legittimato nella stagione 1997-1998, quando la Serie A arrivò a qualificare un record di ben 9 formazioni alle coppe europee.

A partire dalla seconda metà degli anni 2000, pur rimanendo tra i maggiori campionati d'Europa, la Serie A affronta invece un periodo di appannamento,[26] dovuto, tra gli altri, a scandali relativi all'ambito delle scommesse[27], disaffezione da parte dei tifosi,[28] la precaria situazione finanziaria dei club[26][29][30] e lo scadimento del livello tecnico.[26][31]

Le squadreModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Classifica perpetua della Serie A dal 1929.

Sono 67 le squadre ad aver preso parte agli 88 campionati di Serie A a girone unico che sono stati disputati a partire dal 1929-1930 fino alla stagione 2019-2020 (della quale si riportano in grassetto le squadre militanti):

Albo d'oroModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Albo d'oro del campionato italiano di calcio.

Di seguito è riportato l'albo d'oro del campionato italiano di calcio. Dal 1898 a oggi il campionato è stato vinto, almeno una volta, da sedici squadre diverse, ma solo dodici di queste sono diventate "campioni d'italia" dall'introduzione del girone unico nel 1929-1930.

Primati della Serie AModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Statistiche della Serie A.

Media spettatoriModifica

Di seguito un diagramma a barre che indica le medie spettatori negli stadi dalla stagione 1962-1963 al 2018-2019.

Aspetto mediaticoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Diritti televisivi del calcio in Italia.
 
Giovanni Trapattoni lascia il campo ripreso dalle telecamere RAI, in un'immagine risalente agli anni 1970.

A partire dalla seconda metà degli anni 1990, l'organizzazione del campionato ha risentito — in maniera talvolta pesante — della concorrenza televisiva.[32] L'influsso dei mass media ha avuto ripercussioni principalmente sul calendario della Serie A, arrivando talora a intaccarne anche gli orari di gioco.[33] Sin dalla nascita del girone unico, era infatti tradizione che le partite si disputassero in contemporanea nel pomeriggio della domenica — con il fischio d'inizio in orario variabile, dalle 14:30 nei mesi più freddi alle 16:30 nei periodi più caldi —; una prassi consolidatasi nel secondo dopoguerra, grazie alla sopraggiunta copertura radiofonica di Tutto il calcio minuto per minuto.[34] Il calendario del torneo era rapportato a quello delle manifestazioni continentali, programmate generalmente al mercoledì prima di venire estese dal martedì al giovedì.[35] La quantità di formazioni partecipanti alla massima categoria, inoltre, rendeva più "snello" il programma stagionale consentendo l'avvio del campionato financo in autunno.[36] Venivano inoltre rispettate l'incombenza di festività religiose come il Natale e la Pasqua, e la sovrapposizione con gli impegni della nazionale,[37][38][39] in coincidenza dei quali il campionato era solito osservare una sosta nel fine settimana precedente o successivo.[40]

Dall'inizio del III millennio, il crescente potere delle televisioni ha de facto imposto un nuovo format alla Serie A: la partenza è fissata stabilmente nel mese di agosto,[36] mentre sono numerosi i turni infrasettimanali.[41] Per quanto riguarda gli orari, sono divenuti una consuetudine gli anticipi al venerdì e sabato nonché i posticipi del lunedì:[42] di conseguenza viene ridotto il numero di gare in programma la domenica pomeriggio.[43] A causa del calendario affollato e non lineare, risulta peraltro difficile individuare date libere per il recupero di partite eventualmente sospese o rinviate.[44]

LoghiModifica

Dall'edizione 1998-1999[45] la Serie A assume la denominazione commerciale di Serie A TIM, a seguito di un contratto di sponsorizzazione con l'omonima compagnia telefonica.

NoteModifica

AnnotazioniModifica

  1. ^ Dal 1929 con il formato del girone unico.
  2. ^ La vittoria del campionato comporta la partecipazione al massimo torneo europeo sin dalla sua nascita, nella stagione 1955-56, con il nome di Coppa Campioni; l'unica eccezione è costituita dalla Lazio che, dopo aver vinto lo Scudetto nel 1973-74, non partecipò alla Coppa dei Campioni 1974-1975 causa una squalifica comminatale dall'UEFA in precedenza.

FontiModifica

  1. ^ La Lega prolunga l'accordo con Tim fino al 2010, su gazzetta.it, 20 aprile 2006.
  2. ^ Almanacco, il campionato che cambiò il calcio italiano, su video.gazzetta.it, 25 settembre 2018. URL consultato il 20 gennaio 2019 (archiviato dall'url originale il 21 gennaio 2019).
  3. ^ Serie A come la Premier League, su repubblica.it, 30 aprile 2009.
  4. ^ (EN) UEFA Country Ranking 2019, su kassiesa.home.xs4all.nl.
  5. ^ a b Storico, p. 81.
  6. ^ Jacopo Piotto, Come sarebbe la Serie A a 16 squadre, su ultimouomo.com, 24 maggio 2017.
  7. ^ Le altre eccezioni, in termini di squadre partecipanti, risalgono al secondo dopoguerra: nel 1945-46, dopo una prima fase organizzata su base regionale, ebbe luogo un girone finale con 8 squadre. Nel 1947-48, presero invece parte al campionato 21 squadre: tale caso rimane l'unico in cui si sia registrato un numero dispari di partecipanti.
  8. ^ a b c d Panini, p. 52.
  9. ^ Fulvio Bianchi, "Basta, sì ai 3 punti", in la Repubblica, 3 maggio 1994, p. 37.
  10. ^ La Lega abolisce gli spareggi, su it.eurosport.com, 1º giugno 2005.
  11. ^ Paolo Condò, Champions con 4 italiane? L'ultima volta fu un trionfo, su gazzetta.it, 26 agosto 2018.
  12. ^ La vittoria di quest'ultimo trofeo, oltre a garantire la presenza in Europa, assegna anche il diritto a disputare la Supercoppa italiana (all'inizio della stagione seguente) contro i vincitori dello Scudetto.
  13. ^ Se la vincente della Coppa Italia termina il campionato nelle prime sei posizioni, il suo posto viene occupato dalla settima classificata che partecipa ai preliminari: in tal caso, le formazioni giunte al quinto e sesto posto accedono ai gironi.
  14. ^ (EN) «In association football, some national and club sides include one or more stars as part of (or beside) the crest on their shirt to represent important trophies that the team has previously won. According to various football history sources, the first team to adopt a star was Juventus in Italy, who added a star above their crest in 1958 to represent their tenth Serie A title. This was an extension of the convention by which the reigning champions are entitled to display the scudetto on their shirts for the following season. The star was later formally adopted as a symbol for ten titles», cfr. (EN) FIFA awards special 'Club World Champion' badge to AC Milan, su fifa.com, 7 febbraio 2008 (archiviato dall'url originale il 15 dicembre 2014).
  15. ^ a b Bernardini, Bisegna, Cirafici, Gorno.
  16. ^ "Primi campioni d'Italia", il Genoa lancia la maglia celebrativa, su genova.repubblica.it, 9 maggio 2015.
  17. ^ Stefano Olivari, Il compromesso Colombo, su guerinsportivo.it, 19 febbraio 2011.
  18. ^ Le tre grandi vanno (bravo Carletto) Roma, solo un derby di mediocrità, su repubblica.it, 24 ottobre 2005.
  19. ^ Andrea Schianchi, Gli altri Leicester: storie di piccole che divorano gli squadroni, su gazzetta.it, 9 febbraio 2016.
  20. ^ Passerin d'Entrevès.
  21. ^ Antonio Bomba, La storia (ufficiale e non) del Ranking UEFA: gli anni '80, su tifosobilanciato.it, 24 aprile 2014.
  22. ^ Sebastiano Vernazza, Serie A, ora ci piaci: è il nuovo Rinascimento italiano, su gazzetta.it, 2 dicembre 2015.
  23. ^ Andrea Sorrentino, Il boom dei calciatori stranieri. Bravi o scarsi, chi li ferma più?, su repubblica.it, 11 gennaio 2008.
  24. ^ C'era una volta la Coppa dello stivale, su it.uefa.com, 8 settembre 2006.
  25. ^ Un pallone sempre meno d'oro, il declino della Serie A, su wired.it, 10 gennaio 2014.
  26. ^ a b c Giancarlo Padovan, Il declino del calcio italiano, in Il Libro dell'Anno, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2011.
  27. ^ Enrico Franceschini, Scandali, violenza, stadi vecchi il declino del calcio italiano, su repubblica.it, 11 marzo 2009.
  28. ^ Ma che tristezza quegli stadi vuoti, su repubblica.it, 5 ottobre 2015.
  29. ^ Marco Iaria, Serie A a un passo dal crac: i debiti salgono da 1,6 a 1,7 miliardi, su gazzetta.it, 5 marzo 2015.
  30. ^ Marco Iaria, Serie A, il deficit a 365 milioni: così il sistema non regge più, su gazzetta.it, 4 marzo 2016.
  31. ^ All'estero la serie A non piace più, su ilsole24ore.com, 26 maggio 2009.
  32. ^ Antonio Dipollina, La prova di forza della Pay TV, in la Repubblica, 22 agosto 1996, p. 39.
  33. ^ Calcio: i posticipi di Serie A e gli anticipi di B, Adnkronos, 30 luglio 1993.
  34. ^ Roberto Pelucchi, Tutto il calcio minuto per minuto, 58 anni di rivoluzione, su gazzetta.it, 10 gennaio 2018.
  35. ^ La tre giorni di Coppe, programma e dirette tv, su repubblica.it, 2 marzo 2000.
  36. ^ a b Rino Tommasi, Juve e Inter le veterane, ma quante nobili decadute, su repubblica.it, 23 agosto 2001.
  37. ^ Calcio, Perugia-Inter a Pasqua: per vescovo è segno di degrado, su sport.repubblica.it, 26 marzo 2004.
  38. ^ Pasqua e pallone C'è Reggina-Udinese, su repubblica.it, 24 marzo 2009.
  39. ^ Serie A, Cei contro posticipo Roma-Atalanta il giorno di Pasqua: "Non c'è più alcun rispetto", su repubblica.it, 15 marzo 2017.
  40. ^ Serie A, tutte le date e le soste della nuova stagione, su gazzetta.it, 12 giugno 2017.
  41. ^ Tre turni infrasettimanali e sei soste: le date della Serie A, su repubblica.it, 18 giugno 2018.
  42. ^ Gabriele Lippi, Il gusto vintage di una Serie A senza spezzatino, su esquire.com, 22 dicembre 2018.
  43. ^ Serie A: sparisce la partita delle 15 della domenica, il 22 marzo solo Juventus-Genoa, su repubblica.it, 1º marzo 2015.
  44. ^ Serie A, stabilite le date dei recuperi: Milan-Genoa il 31 ottobre, su gazzetta.it, 17 agosto 2018.
  45. ^ Serie A, B e Coppa, Tim sponsor unico, in La Gazzetta dello Sport, 26 maggio 1998.

BibliografiaModifica

  • Almanacco Illustrato del Calcio 2017, Modena, Panini Editore, 2016, ISSN 11293381 (WC · ACNP).
  • Almanacco Illustrato del Calcio: La storia (1898-2004), Modena, Panini Editore, 2005.
  • Carlo F. Chiesa, La grande storia del calcio italiano, Bologna, Guerin Sportivo, ISBN non esistente.
  • Ludovico Passerin d'Entrevès (a cura di), Il lunedì si parlava di calcio. Agnelli-Juventus: 90 anni di passione bianconera, Torino, J-Museum (Juventus Football Club S.p.A.), 15 maggio 2013.

VideografiaModifica

  • Massimo Bernardini, Alessandra Bisegna, Francesco Cirafici e Cristoforo Gorno et al., Il tempo e la storia: episodio 1x20, Calcio anni '30, Rai Educational, Rai 3, 9 dicembre 2013, a 42 min 23 s.
  • Umberto Zapelloni, Germano Bovolenta (a cura di), Campionato io ti amo (DVD-Video), RCS Quotidiani, RAI Trade, Lega Calcio, 2007.

Voci correlateModifica

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