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Serie A

massimo livello professionistico del campionato italiano di calcio
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Serie A
Serie A TIM - Logo 2018.svg
Altri nomiSerie A TIM
SportFootball pictogram.svg Calcio
TipoClub
FederazioneFIGC
PaeseItalia Italia
OrganizzatoreLega Serie A
TitoloCampione d'Italia
CadenzaAnnuale
AperturaAgosto
ChiusuraMaggio
Partecipanti20 squadre
FormulaGirone all'italiana A/R
Retrocessione inSerie B
Sito Internetlegaseriea.it
Storia
Fondazione1898[N 1]
Numero edizioni117
DetentoreJuventus
Record vittorieJuventus (34)
Ultima edizioneSerie A 2017-2018
Edizione in corsoSerie A 2018-2019
Scudetto.svg
Trofeo o riconoscimento

La Serie A, ufficialmente chiamata Serie A TIM per ragioni di sponsorizzazione[1], è il più alto livello professionistico del campionato italiano di calcio.[2] Viene gestito dalla Lega Nazionale Professionisti Serie A.[3]

Posta sotto l'egida della FIGC, la prima edizione del torneo risale al 1898; l'attuale formula (a girone unico) nacque poi nel 1929. La squadra più titolata è la Juventus, vincitrice del campionato per 34 volte; l'Internazionale è invece la formazione più presente, avendo disputato ogni stagione sin dalla nascita del club.

Il campionato italiano occupa il terzo posto nel ranking UEFA, dopo la Liga spagnola e la Premier League inglese.[4]

Indice

Formula e regolamentoModifica

La stagione 1929-30 rappresentò il principale spartiacque nella storia del torneo che, dalla precedente connotazione dilettantistica e frammentata in regioni, assunse un carattere unitario.[5] Fu infatti adottata - in maniera pressoché stabile - la formula del girone all'italiana, con incontri di andata e ritorno.[6] Tale regolamento non ha, da allora, subìto alcuna mutazione se non per quanto riguarda il numero di squadre: svoltosi principalmente con 16 o 18 squadre, dal 2004-05 (in conseguenza del "caso Catania") il campionato accoglie un lotto di partecipanti esteso a 20 formazioni.[7][8][9] Il sistema di assegnazione del punteggio prevede 3 punti per la vittoria (a partire dal 1994-95, mentre in precedenza erano 2[10]), un punto a testa in caso di pareggio e nessun punto per la sconfitta.[6] In caso di parità, per la formulazione della classifica finale vengono considerati i seguenti criteri: classifica avulsa (risultati delle gare tra le formazioni interessate), differenza reti degli scontri diretti, differenza reti complessiva, maggior numero di gol segnati, sorteggio.[9] In precedenza, fino al 2005, era consuetudine disputare uno spareggio.[11]

Al termine delle 38 giornate, la prima classificata vince lo Scudetto ed è ammessa alla Champions League.[N 2] Anche le formazioni giunte dal secondo al quarto posto sono qualificate per la fase a gironi della competizione.[12] All'Europa League partecipano invece 3 squadre: la quinta e sesta classificata oltre alla vincitrice della Coppa Italia.[13] Quest'ultima si qualifica direttamente per i gironi, assieme alla formazione classificatasi al quinto posto: la sesta posizione dà invece accesso al secondo turno preliminare.[14][9] Retrocedono in Serie B le ultime tre squadre della classifica, sostituite da altrettante formazioni promosse dal campionato cadetto.[9]

Trofeo e simboliModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Coppa Campioni d'Italia, Scudetto (sport) e Stella (calcio).
 
Il calciatore Giacinto Facchetti, nella stagione 1966-1967, mostra sulla maglia lo scudetto e la stella.

Per tutta la stagione successiva alla vittoria del Campionato, la squadra campione d'Italia può sfoggiare sulla propria divisa lo scudetto (simboleggiante l'affermazione nel precedente torneo). Il suddetto distintivo richiama i colori della bandiera nazionale e ha la forma di uno scudo: la sua introduzione è avvenuta nel 1924-25, quando venne indossato dal Genoa. Dalla stagione 1960-61 il club vincitore viene inoltre premiato con la Coppa Campioni d'Italia, il trofeo ufficiale della Serie A.

Nel 1958, da un'idea di Umberto Agnelli, fu deciso di assegnare una speciale stella ai club che avessero raggiunto il traguardo dei dieci successi nella massima serie italiana. Tale simbolo è composto da una stella dorata a 5 punte, cucita sulle divise dei club e solitamente accompagnata allo stemma societario. La Juventus, dopo la conquista del suo decimo scudetto nella stagione 1957-1958, fu la prima squadra al mondo[15] a fregiarsi sulla maglia di un distintivo commemorativo — e permanente — per una vittoria sul campo; in Italia, venne seguita nei decenni successivi prima dall'Inter e poi dal Milan. I bianconeri, fin qui unici nel calcio italiano, conquistarono poi il diritto a fregiarsi ulteriormente di una seconda e terza stella, rispettivamente, in occasione del conseguimento del ventesimo e trentesimo scudetto.

Le attuali società assegnatarie delle stelle in Serie A sono:

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Serie A.
 
Un'immagine del primo campionato italiano, svoltosi in un'unica giornata a Torino l'8 maggio 1898.

Nato nel 1898, i primi due decenni del campionato italiano, ancora caratterizzato da un'organizzazione amatoriale nonché da uno scarso interesse del pubblico,[16] furono segnati dai frequenti successi di Genoa — prima squadra a fregiarsi del titolo di campione d'Italia — e Pro Vercelli,[17] le quali si spartirono gran parte dei titoli. La FIGC ha organizzato sin dalla prima edizione il campionato in piena autonomia, eccezion fatta per la stagione 1921-1922: allorché le società non raggiunsero un accordo con l'appena lanciato progetto Pozzo si arrivò alla disputa di due diversi tornei, uno dei quali organizzato dalla CCI. Già dalla stagione successiva, il compromesso Colombo sanò la frattura e permise di riunificare i tornei.[18]

Sino alla fine degli anni 1920 il titolo italiano — che dal 1925, cioè dall'introduzione della patch dello scudetto, per metonimia viene usualmente definito tale — veniva assegnato attraverso gironi plurimi su base territoriale, e successive fasi a eliminazione diretta; dall'edizione del 1929-1930 il torneo si svolge invece secondo la formula del girone unico (già fugacemente sperimentata nella stagione 1909-1910), prendendo al contempo la denominazione di Serie A, che mantiene sino a oggi. L'entrata negli anni 1930 fu uno spartiacque nella storia del calcio tricolore, sia sul piano sportivo, sia soprattutto sociale: all'inizio di un'epoca segnata dalle affermazioni pressoché costanti delle «tre grandi»[19]in primis la Juventus, la squadra più titolata d'Italia, seguita nell'albo d'oro dal Milan e dall'Inter, questa l'unica sempre presente in massima serie —, si aggiunse infatti un sempre maggiore seguito da parte di tifosi e mass media, facendo definitivamente del calcio lo sport nazionale italiano, soppiantando il ciclismo.[16]

A contrastare non episodicamente il dominio dell'asse milanese-torinese sono state, limitatamente al periodo interbellico e al secondo dopoguerra, il Bologna e l'altra torinese, il Torino. Nei decenni seguenti, oltre a rossoblù e granata, altre realtà come Fiorentina, Lazio, Roma — a suo tempo la prima squadra del Centro-Sud a rompere l'egemonia nordista in campionato, nell'edizione 1941-1942 — e Napoli hanno ciclicamente iscritto i propri nomi nell'albo d'oro della massima divisione, senza tuttavia dare continuità alle loro vittorie;[20] ancor più rari sono stati gli exploit di club tradizionalmente lontani dal calcio di vertice, come Casale e Novese (questo ultimo, nella controversa stagione del sopracitato «scisma» tra FIGC e CCI) agli inizi del XX secolo, e Cagliari, Verona e Sampdoria nella seconda metà del Novecento.

 
La Juventus è il club più titolato d'Italia, con 34 scudetti dal 1905 (sopra) a oggi.

Sul piano della competitività, la scelta della Lega Nazionale Professionisti di bandire l'ingaggio di giocatori e tecnici dai campionati esteri, dopo la disfatta della nazionale al campionato del mondo 1966 in Inghilterra, di fatto portò a una prima crisi della Serie A (ulteriormente aggravata, quattordici anni più tardi, dal primo scandalo del calcioscommesse), che si protrasse fino ai primi anni 1980,[21] quando il massimo campionato italiano scivolò, nella stagione 1981-1982, al dodicesimo posto nel ranking europeo, dietro a tornei generalmente considerati di secondo piano, come quelli di Belgio, Unione Sovietica, Germania Est e Cecoslovacchia.[22]

Inversamente, la Serie A toccò il suo apice, in termini di lustro e visibilità, a cavallo degli anni 1980 e 1990:[23] l'elevato tasso tecnico delle formazioni, arricchite peraltro qualitativamente dalla cosiddetta «riapertura delle frontiere» agli stranieri,[24] e la regolarità di buoni risultati (finali e vittorie) nelle coppe europee[25] — che raggiunse il culmine nella stagione 1989-1990 con la storica conquista di tutte e tre le maggiori competizioni confederali da parte di club italiani —, portò la massima serie italiana a occupare per varie stagioni il primo posto del ranking continentale;[26] uno status legittimato nella stagione 1997-1998, quando la Serie A arrivò a qualificare un record di ben 9 formazioni alle coppe europee.

A partire dalla seconda metà degli anni 2000, pur rimanendo tra i maggiori campionati d'Europa, la Serie A affronta invece un periodo di appannamento,[27] dovuto, tra gli altri, a scandali relativi all'ambito delle scommesse, disaffezione da parte dei tifosi,[28] la precaria situazione finanziaria dei club[27][29][30] e lo scadimento del livello tecnico.[27][31]

Le squadreModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Classifica perpetua della Serie A dal 1929.

Sono 67 le squadre ad aver preso parte agli 87 campionati di Serie A a girone unico che sono stati disputati a partire dal 1929-1930 fino alla stagione 2018-2019 (della quale si riportano in grassetto le squadre militanti):

Albo d'oroModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Albo d'oro del campionato italiano di calcio.

Di seguito è riportato l'albo d'oro del campionato italiano di calcio. Dal 1898 a oggi il campionato è stato vinto, almeno una volta, da sedici squadre diverse, ma solo dodici di queste sono diventate "campioni d'italia" dall'introduzione del girone unico nel 1929-1930.

Primati della Serie AModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Statistiche della Serie A.

Media spettatoriModifica

Di seguito un diagramma a barre che indica le medie spettatori negli stadi dalla stagione 1962-1963 al 2017-2018.

Aspetto mediaticoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Diritti televisivi del calcio in Italia.
 
Le telecamere della RAI inquadrano Giovanni Trapattoni, in un'immagine risalente alla fine degli anni 1970.

In tempi recenti, il campionato italiano ha subìto l'influenza televisiva a livello planetario.[32][33] Il potere, sempre più crescente, delle televisioni ha infranto un'antica tradizione[33]: la contemporaneità degli incontri.[32] Sin dall'arrivo del girone unico, era consuetudine che l'intero turno di campionato si disputasse nel pomeriggio della domenica[33]: le partite iniziavano in orario variabile (tra le 14:30 e le 16:30), con la copertura radiofonica garantita da Tutto il calcio minuto per minuto.[32] Il calendario della Serie A era allineato con quelli delle coppe europee, programmate invece il mercoledì.[32] Inoltre, il ridotto numero di partecipanti (16 oppure 18 formazioni) permetteva di fissare il via della stagione nel mese di settembre, se non addirittura in ottobre.[32][34] È da segnalare, anche, un ulteriore aspetto: in coincidenza con le gare della nazionale, il campionato era solito osservare una sosta la domenica precedente oppure successiva.[32]

L'influsso televisivo ha, invece, modificato radicalmente l'impostazione del torneo.[33] L'inizio è fissato già ad agosto, con la sessione estiva di mercato ancora aperta.[34] Gli incontri vengono ripartiti su più giorni e orari: sono possibili gare infrasettimanali, anticipi al venerdì, posticipi al lunedì e partite alle 12:30 della domenica.[33] Le soste per la nazionale cadono in periodi fissi, la maggior parte dei quali durante il girone di andata.[32] La pausa natalizia interessa invece l'ultimo week-end dell'anno, con ripresa a gennaio (solitamente a ridosso dell'Epifania).[33][35] Il calendario sempre più spezzettato rende, inoltre, difficile l'individuazione di date libere per eventuali partite da recuperare[33]: esse vengono, solitamente, programmate a metà settimana.[33][N 3]

LoghiModifica

Dall'edizione 1998-1999[36] la Serie A assume la denominazione commerciale di Serie A TIM, a seguito di un contratto di sponsorizzazione con l'omonima compagnia telefonica.

NoteModifica

AnnotazioniModifica

  1. ^ Dal 1929 con il formato del girone unico.
  2. ^ La vittoria del campionato comporta la partecipazione al massimo torneo europeo sin dalla sua nascita, nella stagione 1955-56, con il nome di Coppa Campioni; l'unica eccezione è costituita dalla Lazio che, dopo aver vinto lo Scudetto nel 1973-74, non partecipò alla Coppa dei Campioni 1974-1975 causa una squalifica comminatale dall'UEFA in precedenza.
  3. ^ Nei campionati 2002-03 e 2011-12, la 1ª giornata è stata interamente rinviata: i tornei sono così iniziati dalla 2ª, con il recupero della prima in forma di infrasettimanale per esigenze della Lega Calcio.

FontiModifica

  1. ^ La Lega prolunga l'accordo con Tim fino al 2010, su gazzetta.it, 20 aprile 2006.
  2. ^ Almanacco, il campionato che cambiò il calcio italiano, su video.gazzetta.it, 25 settembre 2018.
  3. ^ Serie A come la Premier League, su repubblica.it, 30 aprile 2009.
  4. ^ Ranking Uefa, l'aggiornamento: l'Italia è terza, vantaggio ottimale sulla Francia, su gazzetta.it, 23 novembre 2017.
  5. ^ La genesi del girone unico, su storiedicalcio.altervista.org. URL consultato il 30 settembre 2018.
  6. ^ a b Storico, p. 81.
  7. ^ Jacopo Piotto, Come sarebbe la Serie A a 16 squadre, su ultimouomo.com, 24 maggio 2017.
  8. ^ Le altre eccezioni, in termini di squadre partecipanti, risalgono al secondo dopoguerra: nel 1945-46, dopo una prima fase organizzata su base regionale, ebbe luogo un girone finale con 8 squadre. Nel 1947-48, presero invece parte al campionato 21 squadre: tale caso rimane l'unico in cui si sia registrato un numero dispari di partecipanti.
  9. ^ a b c d Panini, p. 52.
  10. ^ Fulvio Bianchi, "Basta, sì ai 3 punti", in la Repubblica, 3 maggio 1994, p. 37.
  11. ^ La Lega abolisce gli spareggi, su it.eurosport.com, 1º giugno 2005.
  12. ^ Paolo Condò, Champions con 4 italiane? L'ultima volta fu un trionfo, su gazzetta.it, 26 agosto 2018.
  13. ^ La vittoria di quest'ultimo trofeo, oltre a garantire la presenza in Europa, assegna anche il diritto a disputare la Supercoppa italiana (all'inizio della stagione seguente) contro i vincitori dello Scudetto.
  14. ^ Se la vincente della Coppa Italia termina il campionato nelle prime sei posizioni, il suo posto viene occupato dalla settima classificata che partecipa ai preliminari: in tal caso, le formazioni giunte al quinto e sesto posto accedono ai gironi.
  15. ^ (EN) «In association football, some national and club sides include one or more stars as part of (or beside) the crest on their shirt to represent important trophies that the team has previously won. According to various football history sources, the first team to adopt a star was Juventus in Italy, who added a star above their crest in 1958 to represent their tenth Serie A title. This was an extension of the convention by which the reigning champions are entitled to display the scudetto on their shirts for the following season. The star was later formally adopted as a symbol for ten titles», cfr. (EN) FIFA awards special 'Club World Champion' badge to AC Milan, su fifa.com, 7 febbraio 2008 (archiviato dall'url originale il 15 dicembre 2014).
  16. ^ a b Bernardini, Bisegna, Cirafici, Gorno
  17. ^ "Primi campioni d'Italia", il Genoa lancia la maglia celebrativa, su genova.repubblica.it, 9 maggio 2015.
  18. ^ Stefano Olivari, Il compromesso Colombo, su blog.guerinsportivo.it, 19 febbraio 2011.
  19. ^ Le tre grandi vanno (bravo Carletto) Roma, solo un derby di mediocrità, su repubblica.it, 24 ottobre 2005.
  20. ^ Andrea Schianchi, Gli altri Leicester: storie di piccole che divorano gli squadroni, su gazzetta.it, 9 febbraio 2016.
  21. ^ Passerin d'Entrevès
  22. ^ Antonio Bomba, La storia (ufficiale e non) del Ranking UEFA: gli anni '80, su tifosobilanciato.it, 24 aprile 2014.
  23. ^ Sebastiano Vernazza, Serie A, ora ci piaci: è il nuovo Rinascimento italiano, su gazzetta.it, 2 dicembre 2015.
  24. ^ Andrea Sorrentino, Il boom dei calciatori stranieri. Bravi o scarsi, chi li ferma più?, su repubblica.it, 11 gennaio 2008.
  25. ^ C'era una volta la Coppa dello stivale, su it.uefa.com, 8 settembre 2006.
  26. ^ Un pallone sempre meno d'oro, il declino della Serie A, su wired.it, 10 gennaio 2014.
  27. ^ a b c Giancarlo Padovan, Il declino del calcio italiano, in Il Libro dell'Anno, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2011.
  28. ^ Ma che tristezza quegli stadi vuoti, su repubblica.it, 5 ottobre 2015.
  29. ^ Marco Iaria, Serie A a un passo dal crac: i debiti salgono da 1,6 a 1,7 miliardi, su gazzetta.it, 5 marzo 2015.
  30. ^ Marco Iaria, Serie A, il deficit a 365 milioni: così il sistema non regge più, su gazzetta.it, 4 marzo 2016.
  31. ^ All'estero la serie A non piace più, su ilsole24ore.com, 26 maggio 2009.
  32. ^ a b c d e f g Antonio Dipollina, La prova di forza della Pay TV, in la Repubblica, 22 agosto 1996, p. 39.
  33. ^ a b c d e f g h Antonello Capone, Così cambia la serie A Si gioca da venerdì a lunedì, su gazzetta.it, 13 gennaio 2010.
  34. ^ a b Rino Tommasi, Juve e Inter le veterane ma quante nobili decadute, su repubblica.it, 23 agosto 2001.
  35. ^ Serie A 2016-17: via il 21 agosto, 3 turni infrasettimanali, si chiude il 28 maggio, su gazzetta.it, 17 maggio 2016.
  36. ^ Serie A, B e Coppa, Tim sponsor unico, in La Gazzetta dello Sport, 26 maggio 1998.

BibliografiaModifica

  • Almanacco Illustrato del Calcio 2017, Modena, Panini Editore, 2016, ISSN 11293381 (WC · ACNP).
  • Almanacco Illustrato del Calcio: La storia (1898-2004), Modena, Panini Editore, 2005.
  • Carlo F. Chiesa, La grande storia del calcio italiano, Bologna, Guerin Sportivo, ISBN non esistente.
  • Ludovico Passerin d'Entrevès (a cura di), Il lunedì si parlava di calcio. Agnelli-Juventus: 90 anni di passione bianconera, Torino, J-Museum (Juventus Football Club S.p.A.), 15 maggio 2013.

VideografiaModifica

  • Massimo Bernardini, Alessandra Bisegna, Francesco Cirafici e Cristoforo Gorno et al., Il tempo e la storia: episodio 1x20, Calcio anni '30, Rai Educational, Rai 3, 9 dicembre 2013, a 42 min 23 s.
  • Umberto Zapelloni, Germano Bovolenta (a cura di), Campionato io ti amo (DVD-Video), RCS Quotidiani, RAI Trade, Lega Calcio, 2007.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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