Barone Canavese

comune italiano

Barone Canavese (Baron in piemontese) è un comune italiano di 556 abitanti della città metropolitana di Torino in Piemonte.

Barone Canavese
comune
Barone Canavese – Stemma
Barone Canavese – Bandiera
Barone Canavese – Veduta
Barone Canavese – Veduta
Il municipio
Localizzazione
StatoBandiera dell'Italia Italia
Regione Piemonte
Città metropolitana Torino
Amministrazione
SindacoAlessio Bertinatto (lista civica) dal 26-5-2014 (2º mandato dal 27-5-2019)
Territorio
Coordinate45°19′31.9″N 7°52′23.03″E / 45.325527°N 7.873063°E45.325527; 7.873063 (Barone Canavese)
Altitudine325 m s.l.m.
Superficie3,99 km²
Abitanti556[1] (31-8-2023)
Densità139,35 ab./km²
Comuni confinantiCaluso, Candia Canavese, Mercenasco, Orio Canavese, San Giorgio Canavese
Altre informazioni
Cod. postale10010
Prefisso011
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT001023
Cod. catastaleA673
TargaTO
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 841 GG[3]
Nome abitantibaronesi
Patronosanta Maria Assunta
Giorno festivo15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Barone Canavese
Barone Canavese
Barone Canavese – Mappa
Barone Canavese – Mappa
Localizzazione del comune di Barone Canavese nella città metropolitana di Torino.
Sito istituzionale

Geografia fisica modifica

Piccolo centro agricolo situato sulle colline moreniche di fronte all'anfiteatro morenico di Ivrea, poco a nord di Caluso.

Origini del nome modifica

Il nome deriva, probabilmente da barros, "sterpeto".

Storia modifica

È citato, per la prima volta, in documenti risalenti alla fine del secolo XII. Fu feudo dei Conti di Valperga, la più ricca e potente delle casate canavesane. I signori di Barone avevano giurisdizione anche su Vische e diritti su Andrate, Settimo Vittone, e Brosso, mentre nella seconda metà del Duecento un membro della loro famiglia fu nominato vescovo-conte di Ivrea. Nel XIV il castello venne distrutto da mercenari al soldo dei Visconti di Milano.

Simboli modifica

Lo stemma e il gonfalone del comune di Barone Canavese sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 2 marzo 2007.[4]

«Partito: il primo, di azzurro, alla chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, con il campanile a sinistra, chiesa e campanile di rosso, mattonati di nero, visti di fronte, la chiesa chiusa di nero, fondata sulla pianura di verde; il secondo, fasciato d'oro e di rosso, alla pianticella di canapa d'argento, sradicata, attraversante; il tutto sotto il capo partito d'oro e di azzurro. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il fasciato con la pianta di canapa era il blasone della famiglia Valperga.

Il gonfalone è un drappo di bianco.[4]

Monumenti e luoghi di interesse modifica

Il Castello modifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Barone Canavese.

Il castello di Barone costituisce una delle più importanti architetture barocche del Canavese. Il progetto è dell'architetto Costanzo Michela che ha eseguito questo progetto nel 1772-1774, dopo aver lasciato la collaborazione con Juvarra alla palazzina di Stupinigi di Torino.

Il progetto eseguito su incarico dei Valperga prevedeva un grande edificio composto da due lobi contrapposti collegati da un grande salone centrale di 13 metri di altezza.

Il castello di Barone Canavese è certo l'opera più importante dell'architetto Michela (anche autore ad Aglié della notissima chiesa di Santa Marta, di un settore del castello e della chiesa di Barone).

Pare che per ragioni economiche sia stato sviluppata solo parzialmente nella parte tuttora esistente.

L'opera è stata restaurata dall'ing. Paolo Derossi negli anni '50 del novecento ed è tuttora di proprietà della famiglia Derossi.

Il castello ha tre piani, due collegati da una scala monumentale, a sbalzo del muro, di eccezionale fattura. Il piano centrale ha un grande salone a pianta circolare da cui si dipartono tre sale a pianta quadrata; una di queste conserva intatto un bellissimo affresco settecentesco con caratteristiche decorazioni in cera.

La parrocchiale di Santa Maria Assunta modifica

 
Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta

Fu costruita tra il 1729 ed il 1743 su di un progetto dell'architetto Michela. La struttura fu alterata da successivi restauri: possiede una pregevole facciata in cotto, mentre all'interno è presente una ricca balaustra. Alcune parti mostrano strutture in cotto, loggette ad archi e altre caratteristiche architettoniche dei tempi antichi.

Poco lontano dalla chiesa è situato un masso con un foro: la pera d'l beucc ( la pietra del buco), probabilmente di origine preistorica, che sino a qualche anno fa costituiva un punto di incontro per gli anziani.

Società modifica

Evoluzione demografica modifica

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniere modifica

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2017, i cittadini stranieri residenti a Barone Canavese sono 25[6], così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[7]:

  1. Romania, 23

Economia modifica

Il comune ha una sufficiente produzione agricola, tra cui spicca il vino del vitigno Erbaluce di Caluso.
All'inizio degli anni '90 sono nate alcune industrie del settore elettronico ed altre per la lavorazione del legno e la distribuzione di prodotti alimentari.

Amministrazione modifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Sergio Gregorio Bogetti lista civica Sindaco
2009 2014 Sergio Gregorio Bogetti lista civica Sindaco II mandato
2014 2019 Alessio Bertinato lista civica Sindaco
2019 in carica Alessio Bertinato lista civica Sindaco II mandato

Note modifica

  1. ^ Bilancio demografico mensile anno 2023 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ a b Barone Canavese (Torino) D.P.R. 02.03.2007 concessione di stemma e gonfalone, su presidenza.governo.it. URL consultato il 18 settembre 2021.
  5. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 31-12-2019.
  6. ^ Dato Istat al 31/12/2017, su demo.istat.it. URL consultato il 27 agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 6 agosto 2017).
  7. ^ Dati superiori alle 20 unità

Altri progetti modifica

Collegamenti esterni modifica

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