Battaglia del fiume Vichra

La battaglia del fiume Vichra (in russo: Битва на реке Вихре?, in bielorusso: Мсціслаўская бітва?) ebbe luogo il 29 aprile 1386 sul fiume Vichra, affluente del fiume Sož, vicino a Mscislaŭ tra il Granducato di Lituania e il Principato di Smolensk. I lituani conquistarono una vittoria decisiva e Smolensk dovette accettare di diventare un vassallo della Lituania.[1]

Andrei di Polock combatté con il suo fratellastro minore Jogaila per il trono del Granducato di Lituania. Andrei si alleò con l'Ordine livoniano e il principe Svyatoslav II di Smolensk, che desiderava riconquistare il principato di Mscislaŭ.[2] Nel febbraio del 1386, quando Jogaila con i suoi alleati celebrò il suo matrimonio con Edvige di Polonia e la sua incoronazione come re polacco a Cracovia, l'Ordine invase la Lituania, giungendo quasi fino a Vilnius. A marzo, l'esercito di Smolensk assediò Vicebsk e Orša, ma non riuscì a prenderle.[2] Svyatoslav devastò molte terre sul confine lituano e assediò Mscislaŭ che fu difesa da Karigaila, figlio di Algirdas.[3]

Dopo essere venuto a conoscenza dell'invasione, Jogaila mandò un grande esercito comandato dal fratello Skirgaila.[2] Nell'esercito c'erano anche Kaributas, Lengvenis, e Vitoldo. Mscislaŭ resistette a dieci giorni di assedio prima che arrivò l'esercito lituano ad ingaggiare l'esercito di Smolensk.[4] La battaglia si concluse con una sconfitta totale delle truppe di Smolensk e le morti di Svyatoslav e di suo nipote Ivan.[1] Due dei figli di Svyatoslav, Gleb e Yuri, furono feriti gravemente e presi prigionieri. L'esercito di Skirgaila si avvicinò a Smolensk, ma non l'assediò. Yuri, che secondo la Cronaca di Bychowiec era sposato con una nipote di Skirgaila e Jogaila, fu insediato come principe di Smolensk e come vassallo della Lituania.[5] Gleb Svyatoslavich fu tenuto come ostaggio in Lituania.

Infine, Gleb tornò a Smolensk e rivendicò il trono di Yuri. Ciò offrì al granduca Vitoldo l'occasione di conquistare Smolensk nel 1395.[6]

Voci correlateModifica

NoteModifica

  1. ^ a b (RU) Dmitry Ilovaysky, Собиратели Руси, Astrel, 2004 [1896], p. 187, ISBN 5-271-05703-8.
  2. ^ a b c (LT) Jadwiga Krzyżaniakowa e Jerzy Ochmański, Jogaila, traduzione di Kazys Uscila, Algimantas, 2010, pp. 122–123, ISBN 609-423-005-1.
  3. ^ (RU) O. Turchinovich, Обозрение истории Белоруссии с древнейших времен [Review of the History of Belarus from the Earliest Times], Saint Petersburg, V.A. Isakov, 1857, p. 98, OCLC 26705491.
  4. ^ (LT) Juzefas Ignacas Kraševskis, Vytauto Lietuva (PDF), traduzione di Kazys Uscila, Vilnius, Mokslo ir enciklopedijų leidybos centras, 2012 [1850], p. 17. URL consultato il 26 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 29 ottobre 2013).
  5. ^ (LT) Ignas Jonynas, Vytauto šeimyna, in Istorijos baruose, Vilnius, Mokslas, 1984 [1932], p. 16. URL consultato il 26 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 2 febbraio 2012).
  6. ^ (LT) Zenonas Ivinskis, Lietuvos istorija iki Vytauto Didžiojo mirties, Rome, Lietuvių katalikų mokslo akademija, 1978, p. 313.