Between the Buttons

album dei The Rolling Stones del 1967
Between the Buttons
ArtistaThe Rolling Stones
Tipo albumStudio
Pubblicazione20 gennaio 1967 Regno Unito
6 febbraio 1967 Stati Uniti
Durata38:42 Regno Unito
38:51 Stati Uniti
Dischi1
Tracce12
GenerePop rock
Rock psichedelico
Pop barocco
Music hall
EtichettaDecca Records Regno Unito
London Records Stati Uniti
ProduttoreAndrew Loog Oldham
Registrazione3 - 11 agosto,
8 - 26 novembre,
13 dicembre 1966
Noten. 2 Stati Uniti
n. 3 Gran Bretagna
Certificazioni
Dischi d'oroStati Uniti Stati Uniti[1]
(vendite: 500 000+)
The Rolling Stones - cronologia
Album successivo
(1967)
Singoli
  1. Let's Spend the Night Together/Ruby Tuesday
    Pubblicato: 13 gennaio 1967

Between the Buttons è un album discografico del gruppo musicale britannico dei Rolling Stones. Pubblicato in Inghilterra (20 gennaio 1967) e negli Stati Uniti (6 febbraio 1967) con due diversi elenchi di tracce.

Nel 2003, la versione americana dell'album comprendente le canzoni del singolo Let's Spend the Night Together/Ruby Tuesday, è stata classificata alla posizione n. 355 nella lista dei migliori 500 album di sempre della rivista Rolling Stone.[2]

DescrizioneModifica

Registrato in due riprese, a Los Angeles nell'agosto del 1966, e a Londra nel novembre dello stesso anno, Between the Buttons mostra i Rolling Stones in un periodo in cui si stavano allontanando dalle loro radici R&B. Dopo la pubblicazione degli album Revolver dei Beatles, Pet Sounds dei Beach Boys e Blonde on Blonde di Bob Dylan durante il 1966, i parametri del rock classico si erano espansi notevolmente, e la band fu portata verso quella direzione. La decisione fu presa anche perché dopo l'album Aftermath, la band doveva progredire. E Between the Buttons portò la nuova ventata di psichedelia/pop, che tradiva soprattutto influenze dei Kinks.

Come Aftermath, anche Between the Buttons aveva differenze nelle tracce tra l'edizione inglese e quella americana. La versione inglese fu pubblicata nel gennaio del 1967, seguita a breve distanza dal singolo Let's Spend the Night Together/Ruby Tuesday, brani che non comparirono nell'album, come consuetudine dell'industria discografica del periodo. L'album fu terzo nelle classifiche inglesi.

Nella versione americana apparivano invece sia Let's Spend the Night Together che Ruby Tuesday, eliminate Back Street Girl e Please Go Home. Nelle classifiche americane Between the Buttons raggiunse la seconda posizione, diventando disco d'oro.

RegistrazioneModifica

 
I Rolling Stones in concerto, Houtrusthallen, L'Aia (Paesi Bassi), 15 aprile 1967, poco tempo dopo la pubblicazione di Between the Buttons

Le sessioni iniziali per l'album si ebbero nel corso del tour statunitense dei Rolling Stones del 1966, all'RCA Studios di Los Angeles dal 3 all'11 agosto 1966. Dave Hassinger fu l'ingegnere del suono. Durante questo periodo furono provate svariate canzoni e le tracce strumentali base di 6 brani che sarebbero poi apparsi sull'album. Inoltre furono completate Let's Spend the Night Together e Who's Driving Your Plane?, che sarebbe apparsa come B-side dello psichedelico singolo Have You Seen Your Mother, Baby, Standing in the Shadow? a fine settembre. La band fece ritorno a Londra dove le sessioni proseguirono agli IBC Studios dal 31 agosto al 3 settembre. La prima seduta fu dedicata quasi interamente al completamento della traccia Have You Seen Your Mother... per la pubblicazione su singolo. A seguito dell'uscita del singolo il 23 settembre, gli Stones si imbarcarono nel loro settimo tour in Gran Bretagna che sarebbe durato fino all'ottobre 1966. Sarebbe stato l'ultimo tour della band nel Regno Unito per un periodo di 3 anni.

Il secondo blocco di sedute di registrazione per Between the Buttons iniziò l'8 novembre agli Olympic Sound Studios di Londra e si alternò ai Pye Studios fino al 26 novembre. In questo periodo fu completato in gran parte il materiale del disco, incluse le parti vocali incise sulle precedenti basi strumentali, il mixaggio e gli arrangiamenti. Anche Ruby Tuesday fu ultimata. Andrew Loog Oldham, produttore dell'album, stava pure preparando anche l'album live Got Live If You Want It! per il mercato statunitense. Dopo la pubblicazione del disco dal vivo il 10 dicembre, si tenne una seduta finale di sovraincisioni per Between the Buttons il 13 dicembre 1966.

L'album fu registrato utilizzando un banco di missaggio a 4 piste.

CopertinaModifica

La foto della band che appare sulla copertina dell'album fu scattata nel novembre 1966 a Primrose Hill nella zona a nord di Londra. Il fotografo fu Gered Mankowitz che si era già occupato della foto per la copertina dell'album Out of Our Heads. La foto fu scattata alle 5:30 di mattina dopo una nottata di lavoro in sala di registrazione agli Olympic Studios. L'immagine fu trattata con vaselina per creare un effetto sfocato in dissolvenza: Mankowitz ottenne una sorta d'effetto nel quale gli Stones sembrano dissolversi sullo sfondo. L'intenzione della foto era, secondo Mankowitz, di "catturare l'atmosfera eterea e drogata dell'epoca".[3]

Altre foto della medesima sessione furono poi utilizzate per la copertina e le note interne della compilation More Hot Rocks (Big Hits & Fazed Cookies) (1972), e del celebre bootleg Necrophilia (1972).[4][5]

Il retro di copertina di Between the Buttons ha dei fumetti disegnati da Charlie Watts accompagnati da una piccola poesia. Quando Watts chiese ad Andrew Loog Oldham il titolo dell'album, egli rispose con l'espressione gergale "between the buttons", che in inglese significa "indecisione". Charlie intitolò così il suo fumetto.

Pubblicazione e accoglienzaModifica

Recensioni professionali
Recensione Giudizio
AllMusic      [6]
Piero Scaruffi           [7]
Encyclopedia of Popular Music      [8]
Entertainment Weekly A[9]
The Great Rock Discography           [10]
The Rolling Stone Album Guide      [11]
Storiadellamusica.it           [12]
Ondarock           [13]

Between the Buttons, come molti altri dischi britannici dell'epoca, differisce tra versione inglese e statunitense. La versione britannica (quella voluta da Oldham e dagli Stones) fu pubblicata il 20 gennaio 1967 (Mono, LK 4852; Stereo, SKL 4852) su etichetta Decca Records, insieme al singolo Let's Spend the Night Together/Ruby Tuesday. Come da prassi comune nell'industria discografica inglese dell'epoca, le tracce del singolo non erano incluse nell'album. In questa versione, Between the Buttons raggiunse la terza posizione in classifica in Gran Bretagna. La versione per il mercato statunitense fu pubblicata il 6 febbraio 1967 dalla London Records. Nelle classifiche americane, complice la presenza dei brani del singolo, l'album raggiungerà la seconda posizione, diventando disco d'oro.

Nell'agosto 2002, entrambe le edizioni di Between the Buttons sono state ristampate e rimasterizzate in CD e SACD digipak dalla ABKCO Records.[14] Quasi tutte le ristampe dell'album fin dal 1968 sono in stereo; nel 2016, la versione mono di Between the Buttons è stata resa disponibile all'interno del cofanetto The Rolling Stones in Mono.

Spesso considerato da molti un album di transizione[12][15], Between the Buttons è stato invece definito "uno dei migliori album rock" dal critico musicale Robert Christgau,[16] che in seguito lo incluse nella "Basic Record Library" relativa agli anni cinquanta e sessanta, pubblicata in Christgau's Record Guide: Rock Albums of the Seventies (1981).[17] Richie Unterberger di AllMusic definì l'album uno dei "più forti ed eclettici LP" dei Rolling Stones.[6] In una recensione retrospettiva per Entertainment Weekly, David Browne descrisse l'album "un insieme sfacciato e sardonico di vaudeville rock della Swinging London",[9] mentre Christopher Walsh di Billboard scrisse che "è pieno di gemme trascurate, la band offre una miscela accattivante di pop folk, brani in stile Beatles e tosti brani rock blues".[14] Tom Moon scrisse in The Rolling Stone Album Guide (2004) che l'album è "più leggero e sottile" di Aftermath e, "avendo scoperto tardivamente la melodia pop, Jagger e Richards stavano improvvisamente esagerando con quello stile".[11] Jim DeRogatis incluse Between the Buttons nella sua lista del 2003 che raccoglie i migliori album di rock psichedelico di sempre.[18]

TracceModifica

Edizione britannicaModifica

  1. Yesterday's Papers – 2:20 – in alcune versioni abbreviato a 2:04
  2. My Obsession – 3:17
  3. Back Street Girl – 3:27
  4. Connection – 2:08
  5. She Smiled Sweetly – 2:44
  6. Cool, Calm and Collected – 4:17
  7. All Sold Out – 2:17
  8. Please Go Home – 3:17
  9. Who's Been Sleeping Here? – 3:55
  10. Complicated – 3:15
  11. Miss Amanda Jones – 2:47
  12. Something Happened to Me Yesterday – 4:55

Edizione statunitenseModifica

  1. Let's Spend the Night Together – 3:36
  2. Yesterday's Papers – 2:04
  3. Ruby Tuesday – 3:17
  4. Connection – 2:08
  5. She Smiled Sweetly – 2:44
  6. Cool, Calm and Collected – 4:17
  7. All Sold Out – 2:17
  8. My Obsession – 3:17
  9. Who's Been Sleeping Here? – 3:55
  10. Complicated – 3:15
  11. Miss Amanda Jones – 2:47
  12. Something Happened to Me Yesterday – 4:55

FormazioneModifica

The Rolling Stones
Altri musicisti
Produzione

NoteModifica

  1. ^ (EN) The Rolling Stones - Between the Buttons – Gold & Platinum, Recording Industry Association of America. URL consultato il 28 aprile 2016.
  2. ^ Between the Buttons, rollingstone.com, gennaio 2003. URL consultato il 19 agosto 2011 (archiviato dall'url originale il 14 agosto 2011).
  3. ^ Oliver Craske, Rock Faces - The World's Top Rock 'n' Roll Photographers and Their Greatest Images, Rotovision, 2004, p. 89, =978-2-88046-781-4.
  4. ^ The Rolling Stones – Necrophilia, www.discogs.com. URL consultato il 14 gennaio 2020.
  5. ^ The Rolling Stones - Necrophilia (Unreleased), weheartmusic.typepad.com/. URL consultato il 14 gennaio 2020 (archiviato dall'url originale il 14 gennaio 2020).
  6. ^ a b Allmusic review
  7. ^ The History of Rock Music. Rolling Stones, www.scaruffi.com. URL consultato il 14 gennaio 2020.
  8. ^ Colin Larkin, The Encyclopedia of Popular Music, London, Omnibus Press, 2011, p. 2005, ISBN 978-0-85712-595-8.
  9. ^ a b David Browne, Satisfaction?, in Entertainment Weekly, n. 673, New York, 20 settembre 2002. URL consultato il 17 ottobre 2014.
  10. ^ Martin C. Strong, The Great Rock Discography, Edimburgo, GB, Canongate, 2006, p. 993, ISBN 978-1-84195-615-2.
  11. ^ a b Tom Moon, The Rolling Stones, in Nathan Brackett e Christian Hoard (a cura di), The New Rolling Stone Album Guide, Londra, Fireside, 2004, pp. 695–699, ISBN 0-7432-0169-8.
  12. ^ a b The Rolling Stones. Between the Buttons, www.storiadellamusica.it. URL consultato il 14 gennaio 2020.
  13. ^ Rolling Stones. L'eterna eresia, www.ondarock.it. URL consultato il 14 gennaio 2020.
  14. ^ a b Christopher Walsh, Super audio CDs: The Rolling Stones Remastered, in Billboard, Billboard, 24 agosto 2002, p. 27. URL consultato il 17 ottobre 2014.
  15. ^ The Rolling Stones: Between The Buttons (Decca, 1967), www.pausacaffe.net. URL consultato il 14 gennaio 2020.
  16. ^ The Rolling Stones. Robert Christgau.
  17. ^ Robert Christgau, A Basic Record Library: The Fifties and Sixties, in Christgau's Record Guide: Rock Albums of the Seventies, Ticknor & Fields, 1981, ISBN 0-89919-025-1. URL consultato il 16 marzo 2019. Ospitato su robertchristgau.com.
  18. ^ Jim DeRogatis, Turn on Your Mind: Four Decades of Great Psychedelic Rock, Hal Leonard Corporation, 2003, p. 568, ISBN 0-634-05548-8.

Collegamenti esterniModifica

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